Proposta Pd per ridurre le regioni, ecco come cambierebbe l’Italia (foto)

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Domani, l’Onorevole Roberto Morassut e il Senatore Raffaele Ranucci del Partito Democratico, presenteranno alla Camera dei Deputati un disegno di legge costituzionale per ridurre le regioni italiane da 20 a 12. Se la legge sarà approvata nei due rami del Parlamento, la geografia politica del paese cambierà notevolmente e quella che era la Provincia di Roma, diventerà la Regione di Roma Capitale.

«Dopo 45 anni dalla nascita delle regioni – hanno spiegato in una nota congiunta Morassut e Ranucci – pensiamo che in Italia sia arrivato il momento di discutere concretamente di una riforma del regionalismo. Oggi ci troviamo in una fase in cui stiamo riorganizzando lo stato, le massime istituzioni, e le basi fondamentali della nostra Costituzione; parliamo poi di riforma della legge elettorale e discutiamo di spending review, cioè di riduzione delle spese. Allora, in questo quadro, il tema delle regioni diventa fondamentale».

«Le Regioni – concludono – sono nate negli anni ’70 per cercare di dare rappresentanza alle diverse identità italiane. Ma se in una prima fase hanno fatto bene e hanno aiutato la crescita del Paese, in un secondo momento sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi della vita pubblica. 15 sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro – tutti soldi pubblici – la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando. È per questo che ora bisogna cambiare».

 

18 COMMENTS

  1. Non credo proprio che con l’accorpamento delle regioni…lo spreco dei soldi pubblici diminuerebbe!

  2. In Italia l’ignoranza sul Trentino e l’Alto Adige è tale che molti – quasi tutti – li confondono e li scambiano l’uno con l’altro; e ignorano che la Regione praticamente conta ormai come il due di picche, sostituita dalle Province autonome; e chi lo sa pensa che come province siano state soppresse come tutte le altre, o debbano comunque esserlo. Quanto all’Alto Adige cominciano a riemergere frasi idiote ma pericolose come “se vogliono parlare tedesco se ne vadano in Austria”, come se questo non fosse già avvenuto con le odiose Opzioni del 1939. Quanto ai patti, i governanti italiani ne hanno fatte di tutti i colori, ma, visto anche l’aggancio all’Europa e all’ONU, nessuno oserà violare il vecchio “pacta sunt servanda” a proposito del trattato Degasperi-Gruber. Non c’è mica stata una terza guerra mondiale e cancellare i trattati fra nazioni sovrane. L’Austria non ama più tantissimo i sudìtirolesi, tanto che a Innsbruck fortunatamente e intelligentemente hanno rifiutato di intitolare una via ad Amplatz, ma se permettesse all’Italia di violare il vecchio trattato perderebbe la faccia nel consesso delle nazioni. Sulla carta pubblicata avete dimenticato come sempre l’alto Adige, che è la chiave di tutto e col trentino (provincia utonoma di Trento, non ha nulla in comune) perchë ha una minoranza etnica, tutelata fra l’altro oltre che da patti intrenazionali inviolabili, dalla Costituzione

    • Scherzi vero? Perché se sei serio mi piacerebbe ricordati i simpatici adesivi e bandierine con scritto sudtirol ist nicht italien, la mandria di ridicoli che di tanto in tanto girano vestiti da tiratore tirolese con i kar43 in spalla, il partito avente come leader la figlia di un terrorista, gli screzi sulla toponomastica, il razzismo di parte dei alto atesini, i miliardi di euro parassitati alle regioni vicine avendo poi la faccia come il culo di far passare tutti i soldi che girano in provincia frutto di virtuosismi locali ecc ecc. L’alto

      • E una volta che hai ricordato gli adesivi cosa hai ottenuto? Una medaglia? La trasformazione della realtà a tuo uso e consumo?
        Il Sud Tirolo era Austria come da noi può essere Italia il Piemonte o la Calabria. Il fatto che un trattato capriccioso, a seguito della sconfitta all’interno di un conflitto, pretenda che cambiati i confini di uno stato cambino anche quelli di una nazione (ammesso tu conosca la differenza tra queste due entità), non significa che all’atto pratico la realtà sì trasformi con uno schiocco di dita.
        Se venissero a casa tua con il mitra in mano e ti dicessero che sei giapponese e, dopo di che, restassero a presidiare il tuo appartamento con una guardia armata, non penso proprio che cominceresti a studiare e a comportarti da giapponese di buon grado, né sarebbe logico od auspicabile che lo facessero i tuoi figli.

  3. Quasi due anni fa, il 27 marzo 2012, ho depositato in Consiglio regionale un progetto di legge statale di iniziativa regionale di riforma del Titolo V della Costituzione. Il progetto prevede l’accorpamento di molte regioni, l’abolizione delle Province e la riduzione dei Comuni. La nostra proposta di riforma costituzionale si basa sulle analisi di alcuni tra i più importanti centri di studio italiani, come la Fondazione Agnelli. È lì, impolverata da due anni, magari al PD (e a Zaia) viene la curiosità di leggerla.

    http://www.diegobottacin.it/bene-zaia-sulle-regioni-ora-discutiamo-partendo-dal-disegno-legge/

  4. una proposta basata piu’ sulla ripartiziene dei seggi elettorali che sulla storia, cultura, appartenenze etno antropologiche e flussi geo-economici delle varie realta’ che compongono lo scacchiere reginale della penisola italica.
    Mi soffermo brevemente sulla “Regione appenninica” di cui ho conoscenza diretta, che non può assolutmente non includere parti delle attuali provincie che costituiscono l’Appennino tosco-romagnolo ( ma così si frammentano le due roccaforti politiche (emilia romagna e toscana), nonche’ l’intera provincia dall’aquila e la parte interna di teramo e del Molise (un Appennino senza il massiccio del Gran Sasso d’Italia e della Maiella del PNd’A, nonché senza il Terminillo, l’Amiata, l’intera Irpinia e la Sila che roba sarebbe). C’e’ ancora molto da studiare!

  5. Bravo, il PD, a presentare questo disegno. La mia regione, una delle poche virtuose, andrebbe assorbita da una delle più sprecone e uno degli scandali d’Italia. Una regione la cui unica zona industriale è data dallo spostamento delle imprese nella fascia di confine per i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno. Ottima la proposta del PD, dunque. Perché ci spigerà a chiedere il patrocinio della Francia contro questo cesso di nazinoe che è l’Italia.

  6. Non posso parlare per gli altri, ma la nuova regione che dovrebbe accorpare la mia è una mostruosità. Due sistemi economici del tutto diversi, popolazioni che votano in modo diverso, storia diversa (una era nello stato pontificio, l’altra nel regno di Napoli). Queste proposte fatte a tavolino dimostrano solo che i nostri politici non sanno andare oltre il risiko.

  7. Ho avuto piacere leggere Le no vita’ dell’ Italia e specialmente Qello del nostro Caro Trentino. Saluti al mio nuovo amico Walter Viola, peasano di Cvedago. Grazie, Ciao Santo.

  8. ma signori parlamentari non avete nulla da fare? I problemi dell’Italia son ben altri che i disegnini fatti a tavolino e sulla pelle della gente !!!!!!

  9. Il parere è assolutamente negativo, invece di perder tempo in queste astrusità impegnatevi a ridurre tutta la ” greppia” dei costi della politica … enti..entini..entetti..consorzi … e via cantando ..dimezzate i parlamentari e CANCELLATE il senato ..tanto per incominciare , senza fare giochini a tavolino e sulla pelle della gente !Che cosa avrebbe a che vedere FABRIANO ( ad esempio) con ISERNIA ??????

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