Il veterinario “Capitolino”; buone idee, ma cattiva amministrazione

È ormai da tempo attivo il servizio di cure veterinarie gratuite per cani e gatti ‘residenti’ nella Capitale. Il requisito delle famiglie che hanno nelle loro case i piccoli amici è, avere un ISEE inferiore ai 15mila euro. Ovvero ‘titolari di pensione sociale’ oppure i ‘cittadini non vedenti con cane conduttore’ e le ‘associazioni no-profit impegnate in progetti di pet-care certificati presso ospedali, centri recupero, case famiglia protette’

Ottima idee che a Roma va a coprire più di 23,8% della popolazione italiana ( dati Eurispes 2016) proprietari di cani e gatti.

Peccato però che le indicazioni di comunicazione e trasmissione della documentazione necessaria non siano supportate dalla corretta amministrazione di front office.

Si legge sul sito del Comune di Roma che l’inoltro della documentazione è possibile a mezzo fax. E che per informazioni è disponibile un numero dedicato. In alternativa ci si può recare al Dipartimento tutela ambientale, Servizio Benessere degli Animali – Circonvallazione Ostiense e consegnarlo a mano o con raccomandata.

Il fax non riceve, il numero non risponde e quindi il cittadino che ha reddito basso si vede costretto ad attraversare la città o a spedire una raccomandata che, vista la mole di documenti, supera i 10€.

Certo può andare di persona, ma sarebbe opportuno lasciare ai cittadini la scelta di optare per una o l’altra soluzione. Soprattutto quando anche 10€ potrebbero diventare una spesa utilizzabile per altro.

Nella speranza che la gestione migliori auguriamo alla attuale amministrazione più fortuna.

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