Mariella Nava: il grande ritorno

Mariella Nava è una delle figure cantautorali più importanti del nostro Paese. L’ho incontrata  recentemente, in un pomeriggio romano  di questo piovoso Dicembre che stava avvicinandosi al Natale.

Un grande carisma, il suo. Traspare anche dal vivo, non solo dalle sue canzoni.

Tarantina,  inizia a studiare pianoforte fin da bambina.  Sono i suoi amici più cari ad accorgersi del suo talento e a consigliarle di fare ascoltare le sue prime composizioni. L’incontro con Gianni Morandi è l’inizio della svolta. Tantissime le  collaborazioni illustri; tante le canzoni scritte per molti grandi nomi. Tra questi sicuramente spiccano “Come mi vuoi” scritta per Eduardo De Crescenzo e ricantata poi da Mina, “Spalle al muro” (ricordata come “Vecchio”) scritta per Renato Zero, per il Sanremo ’91 e “Per amore” scritta per Andrea Bocelli, ma resa celebre in tutto il mondo da un’infinità di interpreti e in particolare in Brasile. Pluri-premiata per i suoi testi ed in particolare per  l’ attenzione verso importanti temi sociali, è anche stata insignita dell’onorificenza al merito di Cavaliere della Repubblica. Ha pubblicato di recente una compilation dal titolo “Sanremo si Sanremo no” in cui ha raccolto tutti i momenti salienti della sua carriera dagli inizi fino ad oggi. È attualmente in studio per registrare il suo nuovo album di inediti di prossima pubblicazione,  a quattro anni dal suo ultimo “Tempo mosso”.  Un incontro veloce, il nostro,  da cui è nato un faccia a faccia breve, ma molto intenso. Una esclusiva per “L’occhio dell’Arte” de Il Quotidiano Italiano.

Mariella Nava, una vita in mezzo alla musica : il tuo punto di vista su chi, come te, fa il mestiere del cantautore. Quali sono i problemi reali che maggiormente si devono affrontare per vivere di Musica oggi?

Il problema più grande per chi come me fa musica d’autore è che, se vuole sentirsi davvero libero di creare con la propria modalità di scrittura e il proprio genere, il proprio gusto, deve necessariamente autoprodursi.
Non è dato a tutti di riuscirci.
Bisogna avere un budget a disposizione e spazi che siano dalla parte di chi è davvero indipendente.
Le major ormai sono in crisi, data la continua perdita del mercato discografico fisico e la nullità di quanto torna da quello digitale.
Per questo si sono totalmente affidate ai Talent che offrono spazi televisivi ( e radiofonici collegati) per lanciare nuovi volti a poche spese.
Le regole dei Talent e delle radio, però, sono ferree e commerciali, seguono i canoni del largo consumo e non lasciano alternative alla musica di nicchia o di qualità.
Oggi un De Andrè, un Dalla, un Guccini, Un Paolo Conte non avrebbero scampo.
Da qui si può comprendere la grave perdita.

Lo scorso primo dicembre a Roma c’e’ stato un importante convegno sul Diritto d’Autore in Italia, indetto dallo S.N.A.C. di cui fai parte, in collaborazione con la Federazione Autori. Cosa è soprattutto emerso di importante, per te, da quel confronto fra esperti del settore e giornalisti presenti?

È emerso purtroppo che la musica è morta.
Tutti lo sappiamo ma nessuno ha il coraggio di darne il triste annuncio.
I giornalisti si sono seduti alla corte di chi conta, raccontano, giustificano e scrivono quello che conviene dire.
I ragazzi ascoltano solo in streaming la musica ( seppure) senza fare il download che richiede account e costi in degli smartphone che schiacciano ogni tipo di frequenza abbassando la qualità del suono di cui nessuno sa più i veri connotati.
Le telefonie ingrassano le loro casse a nostre spese aumentando i loro abbonamenti con la pubblicità di musica ad ore come fosse una prostituta e facendo di noi il suo business mentre noi lentamente ci sfuochiamo.
Si sono dovuti inventare il firma copie che sarebbe il tour degli Artisti nei negozi quando esce un nuovo album, per spingere il mercato dei CD fisico, ma in pochi lo acquistano e nessuno sa più dove ascoltare i CD, perché i lettori li hanno tolti perfino dalle macchine e dai computer di ultima generazione….
I discografici piangono crisi, ma poi annunciano falsi successi, in TV e radio si consegnano dischi d’oro e di platino ad alcuni artisti di cui si stenta a ricordare anche il nome o che appartengono a circoli di major e radio network nei vari festival/parate/teatrini/Talent e sembra che la crisi non li sfiori, ma ci ha fatto tutti secchi.
Anche i grandi nomi si sono consumati piegandosi a tutto quello che li tiene in visibilità, legati alla macchina dell’ossigeno e hanno paura di denunciare la lenta decadenza….
Quando la musica trova finalmente uno spazio, comunque viene “sfumata” perché non c’è più tempo di ascoltare …..deve andare la pubblicità……
Questo è il quadro che è emerso ed è abbastanza triste direi….!!!!

Il pubblico pensi senta la necessità di tornare a qualità e meriti che non siano quelli delle regole dei talent televisivi? O i talent hanno uniformato tutto e tutti?

Beh…. ogni cosa dai e dai riesce a stancare !!!!
Si sono ripetuti molto.
Credo che sia arrivato il tempo di capire che da lì, dopo tanti anni di file e code e gare, di pareri di giudici più impegnati e mostrarsi nel loro essere artisti che in quello duro e impegnativo di “individuare” un talento, chi scrive davvero musica e ci lascia “storia” non sia nato…
Forse qualche interprete interessante, ma l’orizzonte è molto povero e vuoto….

Quali sono i tuoi prossimi impegni? Dove avremo il piacere di ritrovare te e la tua musica?

Sta per uscire un mio nuovo album di brani inediti. Ci ho messo quattro anni dall’ultimo.
Sarà dura poterlo fare ascoltare per tutto quello che ho detto prima, ma io non vivo mai i traumi di chi è abituato ai grandi numeri.
Vengo da lontano, ho sempre contato sulle mie sole forze.
Non ho mai goduto dei cosiddetti “investimenti”.
Sulle donne cantautrici, in Italia, a differenza dell’estero, non si punta mai o ci si stanca presto di farlo.
L’ho capito da subito che qui si è più abituati alle donne in veste di “cantanti” e mi sono affrancata.
Ho sempre lavorato per gli attenti, per chi mi viene a cercare e per questa ragione mi ritengo una coraggiosa sopravvissuta.
Del resto, se sono ancora qui e il mio parere conta  anche per i giovani che mi chiedono consigli, vuol dire che ho già vinto.

Grazie, Mariella. Della tua sincerità e della tua caparbietà, che affiorano in maniera immediata dal tuo sguardo fiero e indomabile.

Chapeau.

 

Lisa Bernardini

 

La foto dell’articolo ritrae Mariella Nava e ci è stata fornita dalla stessa cantautrice

NO COMMENTS

Leave a Reply