Francesca Del Bello: “ Le donne in politica? Visione di insieme, intuizione e gentilezza”

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“Ciò che si fa non è mai abbastanza” questo il titolo di una vecchia intervista rilasciata dal  Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, che  leggo nella sala d’attesa della sede di via Tripoli 136.  Si parla della riforme da compiere per rendere la nostra società finalmente civile, degli ostacoli da rimuovere per poterle realizzare, delle “ricette” giuste da porre in essere e chiedo a me stessa: “Chi governa il nostro territorio fa abbastanza per noi cittadini?”.

Ne parlo con la Presidente del II Municipio Francesca Del Bello. Nata nel 1972, una laurea in Lettere Antiche ma da sempre una passione per la politica “Non avrei mai pensato di diventare Presidente, avendo studiato Lettere Antiche, pensavo all’insegnamento: svolgo il mio ruolo politico con una funzione educativa”. Mamma di un bimbo di sei anni, Marcello, nessun hobby perché “la vita da presidente impedisce di avere distrazioni se non quelle relative al tempo che si dedica alla famiglia” con un sogno nel cassetto “Infondere nelle nuove generazioni la voglia di sentirsi impegnati”….

Tanti i temi trattati: la politica, le donne, il femminismo ed i suoi progetti…

 

Presidente riveste cariche istituzionali e politiche fin dal 1997: qual è Il motivo per cui è scesa in politica?

<<Ho iniziato molto giovane, a 24 anni facendo la consigliera circoscrizionale dopo un’esperienza di volontariato a Palermo in una casa di prima accoglienza per immigrati. Ho militato sempre in un partito: prima in quello comunista italiano per un solo anno, per questioni di natura anagrafica  e poi nel PDS, DS e nel Partito Democratico. Io la politica l’ho sempre “respirata” grazie alla storia e all’esperienza della mia famiglia: mio nonno è stato un partigiano ed i miei genitori fin da giovani sono stati militanti attivi nel PCI.>>

Quindi per Lei la politica è una vocazione, una occasione, una professione ed un’eredità…

<<Per me la politica è un’attività che andrebbe praticata quotidianamente a prescindere dall’impegno che si vuole esprimere all’interno delle istituzioni perché è l’arte più significativa, importante e più nobile che si possa praticare: rappresenta l’impegno nei confronti della società e la capacità di incidere nei cambiamenti della realtà.>>

Secondo Lei necessita di una preparazione?

<<Assolutamente sì, la politica non si improvvisa: necessita di preparazione, di formazione adeguata, di militanza ed esperienza diretta all’interno del partito. Io guardo alla mia esperienza personale e se oggi riesco svolgere il ruolo di Presidente di Municipio lo devo ai miei 16 anni spesi con costanza e convinzione  nel consiglio municipale. Ritengo che la scelta della classe dirigente debba essere effettuata dai partiti attraverso le primarie o con le modalità con cui questi organizzano la democrazia interna ad essi.>>

L’ esercizio della politica e’ stato in passato un’arte ad appannaggio prettamente maschile: fare politica, per lei che è donna, è stato complicato? Il suo accesso a questo mondo si è rivelato più difficile?

<<E’ vero: per una donna è più difficile fare politicaPer me è stato così. La prima volta che sono stata eletta, ho assunto il ruolo, per 5 anni, di consigliera con delega alle politiche giovanili. Quando mi sono candidata nel 2001 e sono stata rieletta, nei successivi due anni ho fatto il capogruppo dei democratici di sinistra ed essere un capogruppo donna e giovane in un gruppo di 7 persone  in cui ci sono lavoratori professionisti o uomini impegnati da più tempo in politica è difficile: hai sempre gli occhi puntati addosso e vieni guardata con diffidenza.>>

E’ stata a contatto con diversi uomini politici, in che misura le donne ragionano in maniera diversa dagli uomini?

<<Le donne intanto hanno un approccio diverso nei modi: hanno un modo più gentile e sereno di porsi, sono  meno umorali nonostante si dica che siano “uterine” e che agiscano di pancia. Inoltre le donne hanno una visone più globale dei problemi, tendono a considerare le diversità dei punti di vista e a trovare una posizione conciliante.>>

Si è mai comportata da uomo?

<<Io no per fortuna, però ho corso il rischio proprio perché la politica tende a modificarti.>>

Si è invece ispirata a qualche donna politica del passato?

<<A nessuna donna in particolare, però penso spesso a Rosa Luxemburg(filosofa e politica polacca naturalizzata tedesca n.d.r.)che era piccolina di statura come me e Lenin la definiva “la sua aquila”, piccola ma intensa, capace, la regina del cielo…>>

Parlando di donne che cosa ha rappresentato il femminismo e che cos’è oggi?

<<Oggi il femminismo rappresenta, purtroppo, soltanto un’eredità. Le battaglie portate avanti dal movimento femminista, in passato, hanno condotto a molteplici conquiste per il mondo femminile. La donna si è emancipata dal suo ruolo di moglie, casalinga, madre ed ha avuto maggiore legittimità dal punto di vista pubblico, politico sociale ecc. Il problema attuale piuttosto sta nel mancato miglioramento del rapporto interpersonale tra uomo e donna. Oggi la donna è ancora oggetto del desiderio dell’uomo e delle sue intenzioni. Il femminismo che oggi può vantare tanti risultati tra cui il riconoscimento delle unioni civili, e quindi dei diritti della persona, ha però una difficoltà: non ha operato quel salto culturale, che invece c’è stato nel passato, nel rapporto tra i sessi.>>

 La Costituzionalizzazione della parità di genere prevista dall’ Art 55(l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”) della riforma Renzi/Boschi avrebbe potuto costituire un passo in avanti nell’emancipazione della donna in politica?

Sicuramente. Nel momento in cui, e questa è un’evidenza storica, è stata introdotta la doppia preferenza di genere, abbiamo avuto più donne elette nel Comune di Roma e nei Municipi. Nella Regione Lazio dove, invece, le elezioni prevedono un’ unica preferenza, non si registra la presenza di nessuna donna eletta, almeno nel partito democratico. Quindi l’introduzione di una norma che impone di dare pari rappresentanza, assicura certamente l’elezione di  più donne. Purtroppo nel dibattito generale tra il sì ed il no hanno prevalso probabilmente considerazioni più politiche che hanno portato ad un esito referendario negativo, ma questa è un’altra storia.>>

Cosa risponde a coloro che dicono che a prevalere debba essere il merito e non il genere?

<<Credo che si debbano introdurre prima le pari opportunità tra uomini e donne e poi si debba parlare di merito; se non si hanno pari opportunità, non si pone neanche una questione di merito.>>

Quali sono le differenze tra le donne che hanno fatto politica in passato e le nuove leve?

<<Beh è la medesima differenza che esiste tra chi faceva politica in passato e coloro che la fanno oggi: c’è una differenza  rispetto all’esperienza culturale e sociale che hanno vissuto le donne che hanno fatto politica negli anni passati in Italia, si pensi ad esempio alla Anselmi che ha fatto la staffetta partigiana e alla Boschi figlia di un banchiere… >>

Quali sono le sue ambizioni?

<<Per me la politica è un impegno serio. Tutte le cariche che ho ricoperto, le ho ricoperte e le ricopro con lo stesso impegno e con la medesima intensità: dalla presidenza del circolo, alla presidenza del Municipio. A me piace incidere sulla realtà e determinare in senso positivo le cose, modificarle e riuscirle a migliorarle, cambiando in meglio la qualità di vita dei cittadini. Mi piacerebbe continuare a fare tutto ciò in qualsiasi ruolo. Trovo, però, che la politica portata avanti a livello locale dia molte soddisfazioni perché consente un maggiore contatto con i cittadini e con la realtà: c’è un differenza tra chi legifera e chi fa politica locale: Il contatto con la vita di tutti i giorni e ciò mi piace.>>

Presidente ma questa città la colpisce ancora positivamente?

<<Certo è la mia città, ci sono nata, non potrei vivere altrove. Roma è bellissima, è ricca di storia, presenta una stratificazione dal punto di vista artistico, storico e culturale che non ha eguali al mondo e poi è bella per la sua complessità: c’è il centro storico e la periferia più dannata! Insomma è una città che affascina…>>

 Ha una visone romantica….

<<Sì lo ammetto, lo sono!>> 

Se fosse Sindaca come agirebbe per ridare lustro alla Capitale?

<<Opererei introducendo il  decentramento della macchina amministrativa, dando maggiori poteri ai Municipi con autonomia di bilancio e gestionale, mettendoli nella condizione di concorrere sulle buone pratiche l’uno nei confronti dell’altro per aumentare la qualità dell’azione politica. Darei, di contro, più forza all’amministrazione centrale nella gestione delle partecipate, rifiuti, ambiente, rilancio culturale e sviluppo economico della città.>>

Parliamo del II Municipio: qual è l’idea di fondo del Suo progetto politico-sociale?

<<La mia idea è quella di promuovere la cura e la valorizzazione del territorio. A tal fine in giunta abbiamo approvato un regolamento sulla gestione dei beni comuni( si attende il passaggio in consiglio)che permetterà ai residenti, da sempre molto attivi e devoti all’impegno pubblico, attraverso la sottoscrizione di patti di collaborazione, di prendersi cura della città e del nostro territorio. Intendo inoltre promuovere e sviluppare la ricchezza culturale presente nel secondo municipio rappresentata dall’Auditorium, dalle due Università e dalle ville storiche: bisogna trarre vantaggio da ciò che abbiamo di positivo.>>

Quali problematiche ha riscontrato essere le più gravi da quando si è insediata? Su quali sta agendo prioritariamente?

<<La problematica trasversale a tutti i quartieri del II Municipio è quella relativa al decoro, la manutenzione e la cura degli spazi pubblici, tutti fattori finora trascurati. Inoltre accanto a tali problemi ci sono questioni irrisolte che riguardano la riapertura di Villa Massimo e Via Como, dove si sarebbe dovuto sviluppare un centro sportivo comunale che è ancora in stato di abbandono, questioni che l’amministrazione non è riuscita a risolvere nel tempo e  che ora iniziano ad essere delle ferite significative.>>

La Sua agenda, esposta nelle linee programmatiche 2016/2021, appare molto ambiziosa: Funzione dei Municipi e Gestione del Bilancio, Manutenzione, Valorizzazione degli spazi pubblici, cura della città, urbanistica e riqualificazione del territorio, Mobilità, trasporto Pubblico, Tutela Ambientale, Welfare Locale, Cultura, Politiche per i giovani, Innovazione, Commercio ed attività produttive, Partecipazione democratica, Trasparenza amministrativa…C’ è un progetto che le sta particolarmente a cuore?

<<Nessuno in particolare perché vorrei che alla conclusione del mio mandato, tra cinque anni, si possa ottenere un netto miglioramento delle condizioni di vivibilità e di manutenzione di tutto il territorio del II Municipio. Tuttavia vorremmo intervenire prioritariamente sul quartiere San Lorenzo in relazione alle problematiche attinenti alla sua movida, in particolar modo vogliamo definire le regole a cui gli esercizi commerciali debbano attenersi, attraverso una stretta collaborazione con i cittadini, per far si che questo quartiere tanto significativo dia di sé un’immagine diversa da quella che ha assunto.>>

Si è pentita di qualcosa che ha fatto in questi 6 mesi? Meglio rimpianti o rimorsi?

<<No non mi sono pentita di niente e preferisco agire sbagliando piuttosto che rimanere inerte. >>

 E’ in politica da 20 anni ed ha partecipato attivamente in diverse amministrazioni, meglio il Municipio di ieri o quello di oggi?

<<Beh il periodo che abbiamo vissuto con Rutelli e Veltroni è stato un periodo d’oro, meglio il Municipio di allora: c’era un’altra modalità di approccio alla città, c’era più serietà e maggiore competenza, non c’è paragone con il presente…>>

Secondo Lei come sarà Roma tra cinque anni?

<<Più o meno come è adesso…>>

 A quale luogo del Suo Municipio è maggiormente legata?

<<I luoghi più significativi per me oltre a piazza Bologna, dove sono nata, ho vissuto e dove vivo ancora, sono Piazza Fiume e dintorni perché sono stati i luoghi della mia adolescenza e San Lorenzo nel periodo universitario.>>

Parliamo di attualità: l’Assessorato delle Politiche Sociali ha deciso di investire 500.000 euro nella ristrutturazione del Ferrhotel (vecchio Hotel di ferrotranvieri ndr) per creare una struttura che dal giugno 2017, dovrebbe ospitare 150 migranti. Come pensa di bilanciare le esigenze di sicurezza dei residenti con le istanze  umanitarie e solidaristiche di chi versa in difficoltà?

<<Da donna di sinistra sono favorevole alla realizzazione di questo centro di accoglienza nel mio Municipio, perché penso che i deboli debbano essere aiutati e sostenuti. E’ tuttavia necessario mettere la comunità che accoglie nella condizione di poterlo fare nel miglior modo possibile. Come? Intanto mettendo in sicurezza l’area della stazione Tiburtina, provvedendo a ripristinare il servizio di pulizia, che veniva effettuato fino a poco tempo fa e che ora non c’è più, definendo in maniera decisa la questione dell’abbattimento del tratto sopraelevato della tangenziale, riaprendo in tempi certi via Masaniello: a marzo inizieranno i lavori per la sua riapertura, ridefinendo l’ambito del piazzale Ovest, elaborando un progetto di illuminazione e garantendo la presenza delle forze dell’ordine. Deve essere chiaro a tutti che l’operazione del Ferrhotel non ricalcherà quella di via Cupa perché sarà seguita dalle Istituzioni con tutte le garanzie dovute. Credo, inoltre, che i timori dei residenti potrebbero essere superati dando vita  a progetti di integrazione magari volti ad impiegare i migranti in attività socialmente utili, come peraltro già sta accadendo: ad esempio In zona Piazza Bologna molti ragazzi anziché chiedere l’elemosina, si danno da fare  provvedono alla pulizia dei marciapiedi.>>

E l’Istituto ittiogenico, che in passato era stato chiesto dai volontari della Baobab Experience per essere adibito a centro di accoglienza, a cosa verrà destinato?

<<La nostra idea è quella di riutilizzare tale struttura come elemento di riqualificazione architettonica dell’intero piazzale ovest della stazione, dandole funzioni diverse anche perché non si configura come posto adeguato per essere adibito a centro d’accoglienza. Al  momento abbiamo realizzato un progetto per la sua ristrutturazione  e l’idea è quella di creare una grande piazza pubblica. Per quanto riguarda la sua destinazione ancora non abbiamo un’idea precisa ma ci piacerebbe poterne discutere con i cittadini, siamo aperti a qualsiasi proposta che possa dare vita anche ad ipotesi di trasformazione e di rivitalizzazione della struttura nell’ottica di una sua riqualificazione.>>

San Lorenzo ed il Progetto Urbano Flaminio, quali sono i progetti?

<<La prossima settimana incontreremo le associazioni di quartiere ed in seguito avvieremo un grande dibattito pubblico su questi due punti “periferici” del nostro Municipio per discutere della loro riqualificazione e trasformazione urbanistica.>>

Un’ ultima domanda:  per quanto concerne la riapertura di Villa Massimo si sta finalmente muovendo qualcosa?

<< Il 18 novembre dopo una richiesta ufficiale al Dipartimento Tutela Ambiente, approvata a seguito di una determinazione della Giunta del Municipio, abbiamo avuto il titolo per intervenire fattivamente sull’area di Villa Massimo al fine di risolvere il problema della sua riapertura. Al momento stiamo redigendo un progetto di risistemazione, riqualificazione e rimessa in pristino di tutta l’area da presentare alla Sovraintendenza per poterne ottenere il parere. Solo recentemente infatti, nel 2013, a seguito del ricorso al Tar da parte dei residenti contro il progetto del Comune ritenuto troppo impattante con  il territorio, si è scoperto che l’area fosse sottoposta a vincolo urbanistico da una  legge del 1927. A seguito di ciò, il Tar ritenendo valido il bando del 2000 ha invitato l’amministrazione a ripartire dalla Conferenza dei Servizi al fine di elaborare un progetto che dovrà tenere conto di una serie di parametri indicati dalla sovraintendenza come l’analisi storica, le trasformazioni del terreno ecc. Stiamo lavorando alacremente affinché la Villa possa riaprire prima dell’estate: questo è il mio obiettivo.>>

 

 

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