…ed il medico rifiuta la visita

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E’ ancora da chiarire l’assurda  vicenda segnalata da due sindacalisti dell’Ugl Polizia Penitenziaria del Carcere di Velletri , in merito a quanto accaduto il 13 febbraio scorso, presso Pronto Soccorso dell’Ospedale di Velletri.

olanda-carmineCarmine Olanda segretario regionale dell’ Ugl Polizia Penitenziaria

“Nel pomeriggio del 13 febbraio un giovane detenuto di origine straniera, a seguito di forti dolori addominali ,  è stato  portato ,dalla Polizia Penitenziaria al Pronto Soccorso .Giunti sul posto, alle ore 16:30 , il detenuto veniva preso in carico dal medico di turno.>>

Cos’è successo dopo?

<<Dopo  un’ attesa di circa 3 ore ,il caposcorta della Polizia Penitenziaria aveva chiesto al medico notizie  sulla visita. La risposta del medico ha sorpreso , per l’aggressività del tono e delle parole , i due agenti di scorta. L’aggressione verbale del medico  è avvenuta  davanti al detenuto e in presenza di altri pazienti e del personale sanitario. >>

Qual è stato il motivo avanzato dal medico circa la sua resistenza a visitare il detenuto

<<  Il medico non avrebbe visitato l’ uomo perche’ ritenuto  pericoloso”.

E’ gia successo altre volte?

<<No, è un caso unico e non riusciamo a capire le ragioni del comportamento anomalo della Dottoressa nei confronti dell’Agente e del detenuto paziente, anche perché non è la prima volta che la Polizia Penitenziaria di Velletri porta i detenuti al Pronto Soccorso ricevendo sempre massimo rispetto e servizio sanitario ai detenuti senza mai avere problemi.Inoltre , gli  agenti di scorta, quel pomeriggio, sono stati costretti ad eseguire ore di straordinarioper fronteggiare questa anomala situazione senza precedenti che ha messo in pericolo anche la vita del detenuto>>

Prenderete provvedimenti?

<< Si,  il Comando della Polizia Penitenziaria di Velletri con molta probabilità invierà gli atti alla competente autorità per accertare l’esistenza di eventuali responsabilità>> .

Il detenuto è stato poi visitato?

<<Certo,  prontamente visitato e curato dai medici del turno successivo, alle 20.30 con rientro in carcere dopo la mezzanotte.>>

Alessandro-De-Pasquale-segretario-nazionale-dellUgl-Polizia-PenitenziariaInoltre Alessandro De Pasquale segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria in merito al rifiuto di un medico, aggiunge

“Le Autorità competenti facciano presto luce su qua
nto accaduto ieri al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Velletri nel rispetto dei detenuti che hanno il diritto di dover essere curati o soccorsi nei momenti di necessità e degli agenti della Polizia Penitenziaria che svolgono, tra molteplici difficoltà, servizio di scorta”.

“Anzitutto – precisa il sindacalista – vogliamo capire il perché di questo atteggiamento del professionista distante anni luce dal codice deontologico e dalla tutela della salute: il detenuto era stato trasportato in ospedale su sollecitazione del medico del carcere per ulteriori accertamenti. L’attesa agonizzante di oltre 3 ore ha comportato non solo un disagio al paziente ma agli stessi agenti, costretti a prolungare il servizio di scorta con tutte le difficoltà e i pericoli che comporta”.

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