lunedì, 26 giugno 2017
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Per l’ultima tappa della rubrica “Le Presidenti: Sette Donne Sette Storie” conosciamo Roberta Capoccioni alla guida del Terzo Municipio. Romana, classe 1977, mamma di Sergio Gabriele di diciannove anni, ama definirsi un’ imprenditrice prestata alla politica: è concreta, ambiziosa, una “donna del fare” e vuole dimostrarlo…. Dopo diverse “peripezie” riesco finalmente ad incontrarla presso la bella sede di Piazza Sempione…..

Ciao Presidente! Come si svolge una tua giornata?

<<Dipende dalle giornate! Sono imprevedibili: iniziano in un modo e non seguono la programmazione che dovrebbero. In linea di massima posso dire che lavoro praticamente in modo  ininterrotto dalle 8.00 alle 23.00 compreso il sabato e talvolta anche la domenica. Lavoriamo tanto perché vogliamo ottenere dei risultati il più velocemente possibile: finché non li vedremo non ci arresteremo. Mi alterno tra le 3 sedi del Municipio: via Flavio Andò, dove ci sono gli uffici tecnici, per discutere delle problematiche relative al verde, alle strade o a gli impianti; via Fracchia dove invece ci sono i servizi scolastici e sociali e Piazza Sempione dove c’è il mio ufficio istituzionale. Inoltre mi dedico ai sopralluoghi ed alle segnalazioni dei cittadini con cui mi piace confrontarmi in modo diretto, senza filtri, anche perché la politica di “prossimità” va fatta partecipando attivamente e non stando dietro una scrivania…L’unica piccola “imperfezione” operativa è che non riesco a rispondere quanto vorrei alle numerose sollecitazioni che mi giungono via mail: sono sempre in giro!>>

Lavorando dalle 8.00 alle 23,00 non hai più una vita privata….

<<Assolutamente no!Prima di diventare Presidente l’impegno politico era inferiore: alla mia attività di imprenditrice aggiungevo un paio d’ore per fare attivismo, ma da quando sono stata eletta la mia giornata è fitta di impegni che si prolungano fino a tardi. Sono fortunata perché ho un figlio(Sergio Gabriele) di 19 anni e posso dedicarmi assiduamente alle problematiche municipali; ma se fosse stato più piccolo probabilmente non avrei intrapreso questo percorso….Ormai per vedermi mi chiede appuntamento ed io lo inserisco in agenda!  Devo, però,  dire che invece lui è ben contento…… di non avermi trai piedi!!!!>>

Anche tuo figlio fa attivismo?

<<Mai seguire le orme della mamma! Sergio Gabriele è un creativo, ha una personalità artistica, ama la musica: suona e canta e si dedica con passione al suo indubbio talento… Non segue il mio indirizzo, ne prende le distanze, non certo politicamente,  ma soltanto perché ha altre passioni….>>

Hobby?

<<Io sono iperattiva per cui nella vita ho fatto molte cose che ho abbandonato per seguirne altre. Amo le attività manuali ed in particolar modo quelle legate al riciclo dei materiali: a tal fine ho aperto un piccolo laboratorio in cui facevo e, quando finirò il mandato, tornerò a fare, oggetti con materiali riciclabili come borse e monili. Tra l’altro abbiamo dato vita ad Iniziative di questo tipo, che sono anche divertenti, come forma di attivismo per far comprendere ai cittadini l’importanza di ridurre gli sprechi riutilizzando sotto forma diversa oggetti del nostro quotidiano.>>

Hai un sogno nel cassetto?

<<Mi piacerebbe completare questo mandato definendo situazioni che da anni sono rimaste aperte come ad esempio il parco Talenti che vorrei fosse finalmente restituito ai cittadini.>>

La tematica dell’ambiente ti è particolarmente cara….

<<Ci tengo tantissimo ed ho voluto appositamente creare una bella squadra ambiente: “laica” politicamente e non targata M5S perché volevo che tutti i cittadini si sentissero rappresentati. E’ arrivato il momento di ri-prendersi gli spazi verdi di riqualificarli, presidiarli e curarli con attenzione perché rappresentano un patrimonio non solo municipale. E’ vero che la casa conta ma anche  il verde sotto casa,  perché regala ed alimenta un equilibrato senso di bellezza.>>

Parliamo delle donne…Tu sei una mamma giovanissima, una donna in carriera quanto conta l’indipendenza per una donna oggi?

<<Io mi ritengo una persona fortunata perché sono cresciuta in una famiglia tutta al femminile, dove il ruolo della donna è stato fondamentale: mia madre, che ora non c’è più, era una donna con una grande personalità e ha trasmesso a me e alle mie due sorelle il valore dell’indipendenza. Purtroppo non per tutte è così e l’attività politica mi ha dato modo di conoscere realtà in cui la parte femminile della società è ancora condizionata mentalmente. Devo dire che un piccolo obiettivo raggiunto, fortemente voluto da me e dai miei consiglieri, è stato quello di destinare 10.000 euro del bilancio per definire un progetto a favore delle donne. Ci stiamo confrontando per capire come investirli ma sicuramente verranno impiegati nella lotta contro la violenza e lo stalking. Dobbiamo ringraziare il movimento femminista per avere fatto parlare della condizione femminile ma oggi è arrivato il momento di porre in essere azioni concrete che aiutino le donne in difficoltà.>>

Cosa fare per aiutarle?

<<Ad esempio elaborare progetti per mamme con bimbi piccoli ma senza un compagno che versino in condizioni economiche difficili, oppure creare una “rete” tra donne che possano interfacciarsi e supportarsi a vicenda.>>

Cosa pensi in quanto donna della polemica insorta a seguito dei titoli di “Libero” aventi ad oggetto la  sindaca Raggi?

<<Devo dire che sono vergognosi! Li trovo assurdi e trovo assurdo che si voglia fare clamore soprattutto oggi che la parità tra uomo e donna anche sessualmente è stata raggiunta. Questi titoli però non si usano quando si parla di uomini e delle loro vicende pruriginose….>>

A proposito di comportamenti sessisti anche il Terzo Municipio non è rimasto esente da polemiche….

<<Si perché uno dei miei assessori, Domenico D’Orazio, ha fatto una battuta anche molto sciocca; io l’ho ripreso perché nel suo ruolo istituzionale deve valutare doverosamente l’opportunità di considerazioni decisamente infelici.  Non ci si può permettere di avere un’uscita cosi poco ponderata soprattutto in un momento in cui l’attenzione mediatica su di noi appare, gioco forza, assai elevata. Detto questo lo conosco personalmente e, senza volerlo giustificare, posso solo aggiungere che ha sbagliato tempi e modi di una battuta, perché di questo si trattava.>>

Titoli maschilisti, battute sessiste: come si fa a cambiare questa mentalità ormai radicata nella nostra società?

<<Non lo so! Come ci possano esistere ancora ambienti così maschilisti, non lo comprendo: nel M5S una tale mentalità non ha davvero cittadinanza anzi molte donne vengono candidate proprio perché viene riscontrata in loro la sensibilità e la capacità di comprendere persone e situazioni prima degli uomini. Non sono, però, molto d’accordo con la necessità di garantire a tutti i costi, anche attraverso strumenti a ciò funzionali, la parità di genere per esempio nelle votazioni durante le elezioni perché sembra che si voglia sottolineare una differenza tra uomini e donne che invece “rerum natura” non c’è! Io, per esempio,  la mia giunta è composta prevalentemente al maschile: quattro assessori e due assessore scelte, ti confesso,  perché sono una simile a me e l’altra diversa. I criteri di scelta sono stati dettati dalle attitudini e dalle competenze, non dal genere….>>

A proposito delle donne della tua giunta, Giovanna Tadonio (assessora alla Sicurezza e alla polizia locale di Roma) è stata investita da polemiche perché moglie di Marcello De Vito….

<<Si! Si è parlato addirittura di “parentopoli”. In realtà ho scelto Giovanna perché presenta molte delle caratteristiche che a me mancano: sono una donna del fare e poco del dire, non sono celebrativa e lei mi ha aiutato moltissimo supportandomi nelle comprensibili difficoltà iniziali: non la cambierei con nessun altro. Detto questo, il M5S è nato su Roma nel 2012 aggregando un centinaio di persone: cento persone che hanno collaborato fianco a fianco, che hanno portato avanti un percorso comune, che si sono fidate le une della altre, allora credo sia naturale e ragionevole, quando viene il momento di scegliere la propria squadra, rivolgersi a coloro con cui si è instaurato un rapporto fiduciario perché nato da un percorso comune e condiviso. Purtroppo mi duole dire che in questi 5 anni di attivismo ho notato, con molto dispiacere, che le donne che riescono a partecipare in maniera assidua agli incontri è limitata ad un 20/30 % rispetto alla percentuale maschile, ciò mi fa pensare e mi fa credere ancor di più che si debba incidere sulla società per facilitare l’accesso del mondo femminile in politica>>

Esiste una modalità maschile e una femminile di approccio ai problemi della realtà socio-politica-economica-culturale?

<<Non mi piace generalizzare, credo che la diversità di approccio sia legata non tanto al genere quanto alle peculiarità caratteriali di ogni singolo; però posso affermare che le donne sono sicuramente più intuitive, comprendono prima e meglio la personalità altrui.>>

L’impegno politico è stato considerato da molti un esercizio spesso legato al proprio tornaconto personale; cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?

<<Devo dire che per me questa scelta non è stata facile anche perché io gestivo una società che al momento sto trascurando per dedicarmi all’ attività municipale e che ora segue completamente il mio socio, persona stupenda che ringrazio per tutto ciò che sta facendo.  Nella vita bisogna fare delle scelte ed io mi sono sentita di farla. La passione per la politica non è nata, né è stata alimentata dalla mia famiglia: i miei genitori, avendo vissuto il ’68, hanno tenuto sempre alla larga me e le mie sorelle da qualsiasi forma di attivismo, ma evidentemente la verve politica era dentro di me. Sono scesa in campo, mettendomi in gioco, incuriosita da Grillo e dall’ esperienza di Pizzarotti a Parma; sono diventata quindi attivista qui nel Terzo Municipio e poi ho affiancato alla Camera dei Deputati Roberta Lombardi che stimo moltissimo e reputo essere donna di grandi capacità, occupandomi dei rapporti istituzionali e facendole da referente per il territorio. E’ stata un’esperienza formativa ed interessante: per la prima volta dei cittadini entravano nelle Istituzioni per comprendere come funzionassero determinate dinamiche prima sconosciute e ciò ha fatto sì che io mi appassionassi ancora di più a questo mondo. Poi è arrivata la candidatura e la vittoria alle elezioni ed ora, lavorando per il Terzo Municipio, ho capito che basta veramente poco per cambiare la giornata alle persone: basta ascoltarle, entrare in contatto con loro ed intercettare in ottica costruttiva tutte le loro problematiche. Come è accaduto poche settimane fa, quando mi sono recata insieme al mio assessore al sociale in un centro anziani del Municipio, per verificare lo stato della struttura e programmare gli interventi da compiere. Qui ci siamo interfacciati con le persone presenti le quali non soltanto ci hanno portato a conoscenza delle loro situazioni personali, ma hanno voluto conoscerci per capire chi amministrasse il territorio. Il contatto con la gente, sopratutto per chi lavora nella politica di prossimità,  è fondamentale!>>

Quali apporti può arrecare, secondo te, l’esperienza femminile nella realizzazione del bene comune?

<<Beh sicuramente tra le caratteristiche che connotano le donne c’è il pragmatismo: sono pratiche e concrete, arrivano direttamente al punto quando si tratta di risolvere i problemi. Ti porto un piccolo esempio: la gestione della aree verdi è dipartimentale quindi per la manutenzione delle aree di competenza del territorio del terzo Municipio mi sono attivata immediatamente ed in prima persona reperendo prima i contatti del responsabile e pressandolo poi fino a quando non ha corrisposto alle sollecitazioni rappresentate. Purtroppo i tempi per la risoluzione delle problematiche sono lunghi e non avendo una diretta competenza sulla questione, faccio fatica a metabolizzare una tempistica che per me, abituata a lavorare nel privato, pare decisamente  inconcepibile. E per certi inaccettabile,  pur rispettando, ovviamente,  una procedura che però in ottica prospettica bisogna provare a snellire>>

Quali sono le determinanti di accesso in politica?

<<Ci vuole impegno, studio, competenza e tanta passione! Perché come affermava Baltasar Gracian: “La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca”. Ed io, per esempio, mi sono appassionata alla vicenda di Parco Bolivar e da quando si è scoperto della presenza di un bunker della seconda guerra mondiale, nascosto da un giardino, ho deciso di volerlo restituire ai cittadini il prima possibile.>>

Quale invito vorresti rivolgere alle donne di oggi affinché si impegnino nella vita politica portando in essa le proprie capacità umane, intellettuali e professionali?

<<Le donne spesso, per il senso di dovere nei confronti della propria famiglia e della casa, limitano un po’ la loro voglia di mettersi in gioco e allora mi rivolgo a loro invitandole ad uscire, a partecipare attivamente alla vita di quartiere e a rendersi conto che pur facendo piccole cose, come restituire un parco pulito o risistemare un palo caduto, si realizza del bene comune e si fornisce il proprio contributo non solo ai propri figli ma a tutta la comunità e ciò è ancora più gratificante!>>

Parliamo di Roma: ormai “fuggono” tutti da questa città…

<<Roma è Roma ed è la città più bella del mondo, è impossibile non innamorarsene! Io ci sono cresciuta, ci ho sempre vissuto e non me ne andrei mai… Oltretutto il terzo Municipio è davvero molto bello, ne approfitto per fargli pubblicità…ci sono bellezze archeologiche, poco pubblicizzate, ma che vale la pena venire a visitare. A tal fine abbiamo elaborato un progetto-pilota con l’Università “La Sapienza” volto a creare sul sito del Comune di Roma, una homepage in cui si possano mostrare le bellezze che appartengono al nostro Municipio per valorizzarle.>>

Quali strumenti secondo te devono essere utilizzati per risollevare le sorti di questa città? Per alcune Presidenti si dovrebbe operare prima la riforma istituzionale del Decentramento per poi passare alla risoluzione dei problemi concreti, sei d’accordo?

<<Noi Presidenti facciamo parte dell’Osservatorio sul Decentramento e se c’è un tema che trova pieno consenso da parte di tutti, questo è quello del decentramento: ne abbiamo assoluto bisogno perché Roma si compone di 15 municipi che sono in realtà 15 città con problematiche diverse, che non possono essere assolutamente gestite centralmente. Bisogna trovare un modo e non è semplice. Abbiamo bisogno non solo di risorse economiche ma anche di risorse umane a cui attribuire vari compiti, quindi si dovrà pian piano spostare il personale dai Dipartimenti ai Municipi in maniera tale da rendere questi pienamente operativi su tutte le questioni: in primis proprio sulle aree verdi, di cui parlavamo prima,  con risorse economiche e le competenze necessarie per gestirle.>>

Prima la riforma istituzionale ma poi quali  sono gli altri interventi da effettuare?

<<La lotta agli sprechi, i controlli sulle licenze, sui mercati, sulle concessioni rilasciate per rimettere a posto tute le situazioni pendenti, garantire una giustizia sociale e dare a tutti pari chances. Credo che tutto possa essere rimesso a posto con pazienza e fiducia.>>

A livello municipale, invece, quali sono i provvedimenti da prendere?

<<Sicuramente bisogna intervenire su quartieri come Porta di Roma e Parco delle Sabine che, costruiti e poi abbandonati a sé stessi, presentano problematiche come quelle relative all’ illuminazione di vitale importanza per la sicurezza dei residenti, che hanno acquistato le loro abitazioni a prezzi altissimi. Altro punto dolente su cui si rende necessario un intervento immediato è il verde: abbiamo trovato situazioni emergenziali su tutto il territorio, non solo sulle strade o nei parchi, ma anche nelle scuole per il verde verticale: abbiamo, quindi, deciso di dare priorità a questo per evitare tragedie che riguardino la vita dei bambini, garantendo e presidiando un piano di sicurezza ineludibile.>>

Quale eredità vorresti lasciare ai tuoi elettori?

<<Un municipio più sicuro: bisogna intervenire sulla sicurezza con piccoli segnali come l’aumento dell’illuminazione e dei controlli da parte dei vigili e della polizia, gesti che restituiscono ai cittadini la serenità di sentirsi in una città più sicura.>>

Qual è l’idea di fondo del tuo Municipio?

<<Insieme alla giunta ed ai consiglieri ci siamo confrontati molto ed abbiamo individuato la priorità  nella sicurezza, nella pulizia e nel decoro per far si che i cittadini ri-trovino fiducia nelle Istituzioni. Vogliamo, poi, terminare tutte quelle opere che sono rimaste incompiute costruire  in ogni parte del municipio un’ opportunità-sociale che possa fungere da punto di aggregazione per bambini, giovani e anziani.>>

Qual è il progetto di cui vai più orgogliosa?

<<Vado molto orgogliosa del lavoro che stiamo compiendo nel sociale( ben il 70% delle risorse del bilancio sono dedicate ad esso). Stiamo riorganizzando tutti i servizi offerti sul territorio perché, dopo un attento monitoraggio, ci siamo resi conto che molti non funzionavano e toglievano risorse importanti. Il progetto, però, di cui vado più fiera è quello di essere riuscita a garantire ai bambini le 11 ore e mezza dell’ AEC (Assistenza Educativa e Culturale nelle scuole). Quando ci siamo insediati abbiamo messo a bando il servizio ma poi ci siamo accorti che non c’erano i fondi necessari per gestirlo, quindi ci siamo immediatamente attivati e dopo avere chiesto ed ottenuto due milioni di euro dal Comune, siamo finalmente riusciti a garantirlo fino a fine anno.>>

C’è qualcosa di cui ti sei pentita fino ad oggi?

<<No ancora no, anche se avrei voluto chiudere e portare a conclusione problematiche e situazioni che ancora sono aperte perché necessitano di studio ed approfondimento. Vorrei che le giornate durassero 48 ore per potere fare di più di quel che faccio!>>

Il caso Sky: Zingaretti ha dichiarato che bisognerebbe fare tutto il possible per trattenere l’emittente a roma, i Sindacati danno colpa alle Istituzioni, i dirigenti criticano Roma per non avere un piano di sviluppo digitale e per non essere intervenuti nella bonifica del territorio di via Salaria. Si può fare qualcosa almeno per la bonifica dell’area?

<< In realtà sono già stati stanziati 4 milioni di euro, è stata fatta la gara d’appalto ma ad un certo punto una delle ditte partecipanti ha fatto ricorso, bloccandola. Purtroppo l’assurdità in questo paese sta nel fatto che basti il ricorso di una ditta perché si blocchi tutto. Ora però l’area di via Salaria è interessata anche da un nuovo progetto del costo di 500/600mila euro che snellirebbe il traffico e farebbe aumentare la percorribilità aiutando, di fatto, le molte realtà presenti in zona:  quelle commerciali, la sede distaccata della facoltà di ingegneria aerospaziale, sky ecc. Noi stiamo spingendo affinché vada avanti perché quest’area potrebbe realmente svilupparsi se si costruissero le infrastrutture necessarie.>>

Il TMB di via Salaria: avrebbe dovuto essere chiuso già l’anno scorso…

<<Il nostro “ amato” tmb!! Beh se posso dirti la verità credo che sia stata solo propaganda.. Il tmb  gestisce i rifiuti del secondo municipio, del terzo e del quindicesimo e non può essere chiuso perché se lo chiudessimo, ora, senza un progetto alternativo saremmo invasi dall’immondizia. Detto questo, ciò che si deve fare è spingere per una raccolta differenziata efficiente e successivamente trasformare la struttura. La trasformazione può anche riguardare la lavorazione del secco oppure la raccolta degli ingombranti. Noi abbiamo avviato il processo incontrando prima la Muraro e poi la Montanari( attuale assessora all’Ambiente di Roma Capitale) per riprendere il discorso perché per noi è fondamentale che si trovi una soluzione. Il problema vero è proprio riguarda l’indifferenziata che deve essere portata via dal tmb perché determina il cattivo odore e rende invivibile la vita dei cittadini della zona: oggi potremmo farlo attraverso  gare d’appalto che la dislochino in Toscana oppure un’alternativa sarebbe quella di trovare un’altra sede nei dintorni di Roma che la lavori. Prossimamente ci recheremo con il mio assessore all’ambiente e con la Montanari a Pinerolo per visionare un impianto della zona  per capire se possa costituire un’alternativa interessante alla problematica.>>

Cosa rispondi a chi dice che siete inadeguati al ruolo che svolgete?

<<Che non lo siamo, perché abbiamo chiaro in mente il da farsi, altrimenti non ci saremmo mai assunti una simile responsabilità. La delicatezza di questo compito è una sensibilità ben presente in tutti noi. Pensare di risollevare questa città in sei mesi risulta impensabile anche e soprattutto per chi come noi vuole realizzare la trasparenza  attraverso gare che affidino gli appalti in maniera giusta e corretta premiando conseguentemente chi abbia i titoli per vincerli e non gli amici degli amici. Il 2017 sarà l’anno in cui dovremo dimostrare di che pasta siamo fatti.>>

Se fossi stata al posto di Virginia Raggi ti saresti dimessa?

<<No! Sicuramente Virginia deve concentrarsi di più su sé stessa e sulle sue capacità. Non è facile essere sindaco ed è ancora più difficile essere sindaco di Roma. Ha commesso alcune ingenuità di cui si è assunta in prima persona la responsabilità, ma di qualcuno bisognava pur fidarsi: non conosco Marra, conosco  superficialmente Romeo solo per averlo visto in Comune ed ho fiducia in Frongia.>>

Ultima domanda: Se un tuo assessore si fosse espresso con le parole di Berdini, lo avresti allontanato?

<<Per me l’importante è l’obiettivo finale per cui se reputo la persona valida, competente ed efficiente mi disinteresso completamente del giudizio che possa avere su di me e vado avanti; non bisogna necessariamente essere “amici”, ma bisogna, questo sì, concorrere con responsabilità e reciproco rispetto reciproco nella realizzazione del bene comune.>>

A conclusione della mia rubrica colgo l’occasione per ringraziare per la loro disponibilità e gentilezza le mie autorevoli “compagne di viaggio” che ho avuto l’opportunità di intervistare nonostante i loro numerosi impegni. Un grazie quindi va a: Roberta Della Casa, Monica Lozzi, Giuseppina Castagnetta, Silvia Crescimanno, Francesca Del Bello, Sabrina Alfonsi e Roberta Capoccioni. Senza il loro contributo questa rubrica sarebbe rimasta solo un ambizioso progetto.

“Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto.” (Oscar Wilde)

……e la loro occasione, le donne della nostra rubrica “Le Presidenti: 7 Donne 7 Storie” con determinazione se la sono costruita: in politica. Amministrare un Municipio e farlo a Roma, in una città difficile, “alienata” ed alienante, è impresa ardua: ne parliamo con Sabrina Alfonsi, Presidente del I Municipio al suo secondo mandato presidenziale.

Presidente, da molti, oggi, l’impegno politico è purtroppo considerato un esercizio spesso legato soltanto al proprio interesse o alla ricerca di una visibilità personale. Cosa l’ha spinta ad intraprendere questa percorso? Cosa è stato per Lei? Una vocazione? Un’occasione? Oppure un’eredità?

<< Nessuna eredità anche perché nella mia famiglia nessuno ha mai fatto politica attiva. Ho cominciato un po’ come tutti, a scuola, al Liceo Mamiani, dove la politica era diventata quasi una” materia scolastica”. Poi, piano piano, è diventato un esercizio diverso, sempre più coinvolgente, sempre più serio ed impegnativo, soprattutto da quando ho iniziato a lavorare per il Tribunale dei diritti del Malato: mia madre, giovanissima si è ammalata di tumore,  e questa esperienza mi ha catapultato in un ambito, quello dei diritti delle persone sofferenti ed in difficoltà, che ha rappresentato e rappresenta un tema a me particolarmente caro. Ho poi ritenuto opportuno costruire la mia esperienza ed il percorso all’interno del partito modulando il mio impegno attraverso le quotidiane difficoltà di quartieri e di realtà che non mi appartenevano anche per conquistare faticosamente quella necessaria visione di insieme per chi vuole concretamente dare un contributo positivo nell’ambito della politica municipale o comunale. Sin da giovane, infatti, pur essendo cresciuta in uno dei quartieri più centrali di Roma, Prati, ho deciso di attivarmi politicamente partecipando a manifestazioni sulla via Tiburtina dove c’era tutta una questione femminile legata alle fabbriche ed in particolare alla Voxson, che stava chiudendo. Mi sono ritrovata a confrontarmi con una situazione difficile, ma formativa e questo è stato il mio primo contatto con una politica “di parte” volta a  tutelare i soggetti più fragili da un punto di vista economico, culturale e sociale e a garantire a tutti pari chances. Sono stata fortunata ad avere incontrato sulla mia strada Walter Tocci, allora Presidente della 5 Circoscrizione, che mi ha insegnato a mettermi sempre in discussione, a continuare a studiare, perché questo mestiere non si può fare se non c’è passione altrimenti diventa solo un esercizio di potere. Non bisogna arrestarsi alla prima idea, ma approfondire e sviluppare le questioni in ogni sfaccettatura.>>

Come si svolge una sua giornata tipo? Come riesce a conciliare la sua attività di donna in politica con la sua vita privata?

<<Adesso è più facile perché mio figlio ha diciassette anni! Giulio, si, veramente, è cresciuto a “pane e politica“; infatti conosce ed apprezza il mio impegno, anzi ne è sempre stato complice senza esserne sopraffatto. Ha cosi potuto riconoscere l’importanza della mia attività. Oggi potrei dire di essere soddisfatta perché il mio impegno politico e sociale l’ha portato a crescere prima rispetto ai suoi coetanei…>>

Ne ha sofferto ?

<<Sofferto non direi, Il suo percorso di crescita si è modulato sicuramente con e su una diversa consapevolezza delle situazioni che lo circondavano. Giulio( studente di Liceo Linguistico) ne ha tratto sicuramente dei benefici, non fa politica però la “respira”. Per esempio nella sua scuola durante un periodo di autogestione ha spinto perché si parlasse della  violenza sulle donne curando in prima persona l’organizzazione e contattando direttamente la “Casa Internazionale delle Donne”. Per me è stato un momento di soddisfazione, anche per il feedback ricevuto rispetto alla sensibilità su temi che un adolescente maschio non sempre può percepire come vicini….…>>

Quali sono i suoi hobby?

<<Amo il cinema ed i libri: in particolare  i romanzi del primo novecento, una lettura romantica che mi permette di evadere e di staccare da tutto ciò che è politica; inoltre adoro cucinare e mi riesce anche bene.>>

Lei appare una donna risoluta e diretta, si scopre invece una sentimentale?

<<Sicuramente i sentimenti in generale fanno parte della mia vita. Non saprei vivere una vita  che non sia impregnata di sentimenti.>>

E’ scaramantica? Ha dei portafortuna sulla sua scrivania?

<<No non lo sono, ma ho diversi portafortuna che le mie amiche mi hanno regalato durante le varie campagne elettorali: li conservo con molta cura, però più per affetto verso di loro che me li hanno regalati che per pura scaramanzia.>>

Ha un sogno nel cassetto?

<<No, vivo una vita molto intensa, ho fatto delle scelte anche molto difficili come lasciare un posto di lavoro a tempo indeterminato per intraprendere due iniziative imprenditoriali gestite direttamente in prima persona . Ad un certo punto avevo anche interrotto il mio rapporto con la politica in un momento in cui percepivo non mi appartenesse più; ho ricominciato quando ho avuto di nuovo la motivazione per farlo. Sono certa che se un giorno avrò un sogno da realizzare, farò il possibile per farlo diventare una tangibile realtà. >>

Ama cambiare  e non riesce a stare ferma su sé stessa…

<<Sicuramente! Mi piace sperimentare, mettermi in gioco e per farlo bisogna necessariamente essere inclusivi, aperti, mettersi in discussione e reinventarsi.>>

Qual è stato il momento della Sua vita che ha rappresentato una spartiacque dividendola in un prima ed in un dopo?

<<Beh sicuramente quando mi sono ricandidata nel 2013 ed ho ricominciato a fare politica all’ interno della federazione romana del Partito. Prima mi occupavo di scuola pur avendo il mio lavoro, la mia famiglia ed un tempo a disposizione decisamente maggiore, poi ho deciso di candidarmi alle primarie per l’elezione dei Presidenti di Municipio perché pensavo che quella responsabilità fosse, per certi versi,  la mia vocazione: dare un contributo, stare in mezzo alle persone, vedere realizzarsi la propria azione politica incidendo sul territorio. Lì la mia vita è sicuramente cambiata perché  la caratterizzazione “politica” della mia quotidianità è diventata predominante. Ora è il mio lavoro, oltre ad essere la mia passione! La politica  va vissuta sempre con equilibrio, non dimenticando che essa è una funzione da svolgere con responsabilità, un periodo di passaggio a cui tutti dovremmo dedicare una parte della nostra esistenza, ma è principalmente un servizio a favore degli altri: è il massimo del servizio. Io ho fatto gli scout e gli scout valorizzano questo tema ed è anche il messaggio che lancio ai ragazzi in ogni iniziativa a cui partecipo.>>

La politica come servizio e non come lavoro descrive un’impostazione diversa dai più….

<<Nei periodi iniziali di politica attiva, quando prendevo lo stipendio mi sembrava di ricevere un dono avendo fatto, fino a quel momento, politica esclusivamente per passione e convinzione, rimettendoci ed impegnando risorse personali. Oggi certamente assume anche una sfumatura professionale perché sostengo la mia famiglia con i soldi che ricevo in qualità di Presidente di Municipio. L’aspetto più importante rimane la trasparenza: le persone devono sapere da dove vengono i soldi, chi li prende, ma soprattutto come vengono spesi quelli destinati alla gestione della “cosa pubblica”. >>

Parliamo della condizione della donna. Lei nelle sue esperienze lavorative passate si è spesso occupata di donne: cosa ha rappresentato il femminismo per loro?

<<Quando ho iniziato a fare politica il femminismo era molto vivo e vitale; non posso dire di essere stata una femminista per motivi generazionali, ma lo sono stata nell’ animo e penso che il femminismo abbia fatto una grande rivoluzione nel nostro paese. Non siamo riuscite a trasmettere perfettamente i valori e le conquiste alla donne delle generazioni successive. Oggi si pensa di vivere in un mondo dove regna la parità di genere ma in realtà non è così, anzi forse stiamo tornando indietro: spesso mi trovo ad essere l’unica donna politica in un certo contesto, cosa che non succedeva più da anni e la cosa mi preoccupa. Da un lato dobbiamo preservare quanto di buono ci ha lasciato il femminismo: la pari presenza nella società di uomini e donne, l’affrancamento della donna da fastidiosi vincoli e stupidi pregiudizi verso una  piena presa di coscienza di sé, ma dall’altro dobbiamo andare avanti e raggiungere una fase successiva, quella della parità di genere che a mio avviso va ancora conquistata. Io pensavo che le “quote rosa” fossero un errore e parliamo di preistoria, quando le quote rappresentavano un’ opportunità necessaria per garantire il lavoro ai non abili, mentre invece i paesi del nord Europa ci hanno insegnato che una correzione funzionale per garantire una parità effettiva e non solo nelle intenzioni, va fatta per legge: loro infatti sono arrivati alla parità di genere grazie alle quote. Noi ci siamo arrivati tardi ed oggi, come afferma la nostra Costituzione, dobbiamo rimuovere gli ostacoli che non consentono la stessa parità introducendo, ad esempio, nelle leggi elettorali la possibilità della doppia scelta. Nel Comune di Roma è stato possibile avere una significativa presenza femminile in Consiglio solo nel momento in cui abbiamo inserito la doppia scelta e penso che in Consiglio regionale, dove è stata finalmente introdotta, si sarebbe dovuto optare addirittura per l’inserimento della doppia lista: una per consentire alle donne di “correre” con altre donne e l’altra  per consentire agli uomini di farlo con gli uomini.>>

Lei è, dunque, favorevole all’ introduzione di strumenti artificiali funzionali ad una migliore integrazione delle donne nei diversi contesti?

<<Non sono strumenti artificiali, sono strumenti. Si sbaglia quando ci si interroga sulla dicotomia, quasi ideologica, merito o genere. Non sono in contrapposizione, anzi sono complementari. Sicuramente il merito rappresenta la nostra stella polare ma il merito nella parità reale tra uomo e donna. Non ci siamo mai posti il problema del merito quando si eleggevano gli uomini, mentre se ne parla sempre a proposito di donne: si osserva come si vestono, se hanno una famiglia, quanti uomini hanno avuto se non ce l’hanno, insomma c’è sempre una sorta di monitoraggio che invece non viene realizzato a proposito degli uomini. Dobbiamo prima garantire effettivamente la possibilità di accesso, poi si può dissertare di capacità e/o di merito. Quindi quando si discute della legge elettorale oltre al profilo della governabilità del paese bisogna discutere anche delle modalità con cui si debba attuare il principio della parità tra uomo e donna come sancito dalla nostra Costituzione.>>

In che modo le donne in politica ragionano in modo diverso dagli uomini? Quali sono gli elementi distintivi che ne valorizzano l’attività?

<<Io credo che ognuno dei due generi possa portare il proprio bagaglio di esperienze e di vissuto all’interno del mondo politico, così come all’ interno della società o della propria famiglia. Sicuramente noi donne abbiamo un modo di pensare diverso: la maternità ci porta ad essere più sensibili ed attente alle problematiche, consente di vedere prima un problema e di trovarne una soluzione adeguata. Il confronto dei generi, lo scambio costruttivo tra le persone, il dialogo, restano però una risorsa vitale.>>

Ma quale apporto può dare l’esperienza femminile nel mondo politico per la realizzazione de bene comune?

<<Dal femminismo in poi la donna è riuscita a conquistare uno spazio nel mondo e una presenza. Questo ha permesso di avere una visione ulteriore, diversa, rispetto a quella di un uomo che non si è mai dovuto confrontare con determinate difficoltà . Per rappresentare idealmente il percorso di una donna, mi viene da pensare ad esempio al giorno in cui Obama è divenuto Presidente degli Stati Uniti. Lui incarnava il diritto di essere un Presidente afroamericano: era un’esperienza affatto scontata riflesso di secoli di lotte per la parità di un diritto che è naturale, ma che naturale purtroppo non sempre è stato considerato. Le donne hanno la capacità di introdurre nella esperienza quotidiana di vita, quello che sono nella loro società e nel loro percorso storico.Non è un caso che per molti anni le donne si siano occupate delle politiche sociali, sanità, scuola cioè tutti quei temi legati a quello che già facevano nella società. Non sono quindi né più brave né meno brave portano soltanto il loro vissuto in tutto ciò che realizzano.>>

Le differenze tra le donne politiche di ora e quelle di prima?

<<E’ la stessa differenza che esiste tra la politica di ora e quella di prima. Io penso che esista un grande problema  a Roma, nel Lazio e nel Paese  relativo alla mancanza di classe dirigente: come ho avuto modo di affermare anche nelle sedi del PD, bisogna ricominciare a studiare, ad avere una visione strategica. La politica ha perso nel momento in cui ha cercato soltanto di risolvere i suoi problemi e si è chiusa. No alla autoreferenzialità dei partiti! Questi, per loro natura, devono viceversa essere inclusivi, pronti ad ascoltare le richieste e le sollecitazioni esterne trovando sempre le risposte più adeguate in una ragionevole visione di insieme.>>

Quali sono oggi le determinanti di accesso al mondo politico? Competenza, studio…

<<Si ma quando parliamo di studio dobbiamo anche parlare di studio di vita, di cultura, di sensibilità quotidiana; non pensiamo che la politica la possa fare solo l’élite! Ci deve necessariamente essere una conoscenza diretta, uno studio immediato della società, delle esperienze di vita: fare il Presidente di Municipio è per esempio uno studio già di per sé. Quindi studiare sì, conoscere sì ma senza staccarsi dalla società conducendo una vita simile a coloro che si rappresenta: andare al cinema, a teatro, frequentare i luoghi che le persone frequentano perché staccarsi dalla società è stato uno dei peggiori mali della politica.>>

Questo vale per il Partito Democratico?

<<No è una tematica trasversale, ci sono dei fenomeni che non si fermano al singolo partito. Il PD non deve fare l’errore di rincorrere i populismi perché se moriamo grillini, moriamo definitivamente. Solo in questo modo il PD potrà trovare nuovamente consenso e tornare al governo del paese. Esercizi di fantasia di cittadini al potere senza il supporto delle necessarie strutture non funzionano; per me avranno vita breve ma alla fine saremo costretti a pagarne un costo, auguriamoci il meno elevato possibile!>>

Quale invito vorrebbe rivolgere alle donne di oggi affinché incomincino ad impegnarsi nella vita politica?

<<Ma io l’invito lo farei ai giovani. In questi giorni abbiamo fatto un lavoro importante modulato sull’ alternanza scuola-lavoro in cui, essendomi in passato occupata di scuola e pedagogia, ho creduto molto. Noi ci siamo impegnati come Municipio a creare e ad aiutare gli Istituti scolastici affinché un ragazzo che studi, ad esempio, al Liceo Psicopedagogico possa recarsi in un asilo nido per vedere se veramente quello sia il lavoro che intende fare oppure andare in un contesto diverso per valutare quali prospettive professionali possano interessargli. Nell’ottica della osmosi e non della contrapposizione tra società civile e politica, abbiamo anche invitato ragazzi a seguire l’attività della Presidenza, della Giunta e del Consiglio perché penso sia utile e formativo cercare di illustrare da un lato e percepire dall’altro, attraverso il contatto con il Municipio, cosa siano le Istituzioni, cosa sia la politica, quella vera e quella sana. Ritengo possa essere anche un modo per riavvicinare i giovani alle medesime Istituzioni ed alla politica perché il problema più grande è credere che non ci sia bisogno della politica. Trovo assolutamente condivisibile chi oggi afferma che non ci si possa non occupare di politica, perché la politica si occupa comunque di te. In questo contesto un messaggio ancora più forte lo indirizzo certamente alle donne: accettare che il mondo possa essere governato anche dagli uomini, se le donne non trovano quella giusta determinazione per affermarsi!>>

Una curiosità: Lei si interfaccia con le altre Presidenti? C’è solidarietà femminile?

<<Si certo. Oltre a Walter Tocci, ho avuto una altra grande maestra: Mariella Gramaglia, autrice, tra l’altro di un libro, molto interessante, scritto recentemente a quattro mani con sua figlia sulle differenze generazionali. Mariella mi ha trasmesso il principio ed il valore della solidarietà con l’altro e soprattutto tra donne. Quanto al rapporto con le altre Presidenti, per la verità, trovandomi io all’opposizione, le relazioni sono circoscritte ad aspetti di carattere amministrativo: le differenze politiche esistono e si finisce per avere poche opportunità di scambio.>>

Parliamo di Roma e del Municipio: cosa ha Roma di speciale?

<<Beh quando sono andata la prima volta a Parigi avevo quindici anni ed ho capito lo stupore dei turisti che venivano a Roma. Roma mi stupisce ancora ed ogni giorno la riscopro. Certo oggi questa città mi preoccupa perché presenta diversi problemi, penso, però,  che abbiamo bisogno di una diversa narrazione: se vogliamo ripartire dobbiamo iniziare a raccontare che Roma è fatta di esperienze bellissime e positive nei contesti sociali, educativi, che è fatta di grandi spazi meravigliosi e noi dobbiamo riuscire ad invertire la tendenza di ciò che non va. La sfida per me che sono Presidente del Primo Municipio è quella di riuscire a conciliare la città antica con la città contemporanea: per esempio stiamo cercando di ridisegnare il giardino di Piazza Dante con i suoi reperti storici in modo che esso possa essere un luogo in cui bambini giocano, le persone passeggiano ma contemporaneamente godono dei reperti antichi. Questo è il lavoro che sto portando avanti: è faticoso ma deve tendere a far ripartire la città con l’aiuto di tutti, compresa la stampa, perché se dedichiamo mezza pagina alle cose positive che accadono allora si riesce a mobilitare tutti.>>

Ecco se potesse risollevare le sorti di questa città come agirebbe?

<<Io penso che dobbiamo rendere governabile Roma e per farlo dobbiamo ridisegnare l’area metropolitana, il comune urbano, quello extraurbano e poi agire sulla macchina amministrativa, riformandola. Bisogna partire da qui per poi affrontare i problemi concreti di questa città. Io spero vivamente che si faccia la Riforma Istituzionale in questo mandato, in realtà lo speravo già in quello precedente, vedremo, ma una cosa è certa: se dovessimo riandare al voto senza avere approvatola riforma, Roma sarebbe in ogni caso difficilmente governabile.>>

E’ al Suo secondo mandato come Presidente di Municipio su quali problematiche ha agito in modo prioritario?

<<Voglio prima dire una cosa: Sono molto dispiaciuta del fatto che il primo Sindaco donna della Capitale sia così poco adeguato al ruolo e mi spiace dirlo perché mi fa male.>>

Inadeguata per l’inesperienza?

<<Sicuramente. Fare il Sindaco è complicato, farlo a Roma lo è ancora di più e per fare bene il Sindaco di Roma bisogna o conoscere Roma o conoscere la macchina o conoscere la politica…>>

O conoscere qualcuno che conosca tutto…

<<Affidarsi a persone competenti resta un vantaggio ed una leva strategica per elaborare un piano di rinnovamento. Davanti ai nostri occhi il fallimento operativo è facilmente riconoscibile e risulta poco gratificante; a maggior ragione, poi, se realizzato da una donna……..>>

Bisogna fare scouting per cercare le persone adeguate….

<<Le persone competenti, vogliose e determinate ci sono. Bisogna solo costruire un tavolo comune dove l’esperienza collettiva possa rappresentare la risorsa strategica per dare maggiore e migliore concretezza prospettica alle iniziative individuali. Uomini o donne soli al comando non funzionano…..>>

20 kmq e 186.000 abitanti quali problematiche ha riscontrato nell’ amministrazione del Primo Municipio?

<<C’è ovviamente densità ma paradossalmente c’è altresì un grande spopolamento. Il tema prima principale del centro resta quello di creare le condizioni affinché le giovani coppie possano trovare delle opportunità per ritornarci. E’ chiaro che la situazione economica generale non favorisce questa prospettiva: è un tema complesso, le cui sfaccettature sono numerose e varie.>>

Qual è l’idea di fondo del suo progetto politico- sociale del municipio?

<<Un centro storico dove ci sia un equilibrio tra chi ci vive, chi ci lavora e chi viene a visitarlo. Se il centro storico perde questa sua funzione, perde Roma: non ci scordiamo, infatti, che il PIL di Roma è, anzi deve essere determinato in misura notevole dall’apporto della voce Turismo.>>

Il tevere….problema atavico : cosa si può fare per valorizzarlo?

<<Una valorizzazione paesaggistica passa necessariamente attraverso una migliore cura della vegetazione. Una seconda fase deve esser diretta a costruire dei progetti che siano legati sempre ad una fattibilità economicamente sostenibile. Penso per esempio a piccoli interventi che possano dare un significativo valore sostanziale come attrezzare le banchine in modo che possano essere vissute tutto l’anno, sfruttarle per realizzare attrezzature sportive funzionali che potrebbero costituire un centro di aggregazione sociale. Esaltare certo l’opzione della pista ciclabile, ma accanto ad essa sperimentare anche l‘utilizzo dei battelli per spostamenti veri. Da quando vivo a Trastevere ho sempre più consapevolezza della dimensione ampia della opportunità-Tevere che, se adeguatamente gestita, anche con le tecnologie esistenti, può rappresentare un investimento notevole e non una limitazione per l’amministrazione Comunale.>>

Le iniziative di cui va più orgogliosa del Suo progetto

<<Sono varie: sicuramente l’apertura, grazie al protocollo di intesa con le Acri e la Croce Rossa, di un rifugio per 25 persone senza fissa dimora, presso il centro giovani di via della Penitenza, per dare una risposta immediata all’ emergenza gelo. L’iniziativa ha avuto molto successo, anzi bisognerebbe allestire altri presidi perché si presentano molte più persone rispetto a quelle che possiamo accogliere. Inoltre, siamo intervenuti concretamente per rilanciare il commercio ed i lavoro ed attraverso un bando regionale siamo riusciti a presentare tredici reti di impresa. Appena insediata, poi, con la mia giunta abbiamo redatto il bando “Roma sei mia”, che, Marino e lo dico in senso positivo, ci stava copiando, per promuovere la partecipazione dei privati insieme al pubblico nella gestione dei lavori pubblici. Oggi devo dire, con mia grande soddisfazione, che stiamo portando a casa i primi risultati: dalla risistemazione di piazze e giardini ad opera di enti, alla riqualificazione di via della Frezza grazie agli stessi operatori commerciali. Pensare ad un progetto durante la campagna elettorale, convincersi della sua ragionevolezza dopo il contatto con i tanti elettori, realizzarlo e vederne poi i risultati mi dà la certezza non solo di avere avuto la giusta idea ma anche di aver compiuto un buon lavoro.>>

C’è qualcosa, invece, di cui si è pentita?

<<Nella vita di avere studiato poco le lingue! Nel mio percorso politico no, mentre in qualità di amministratrice pubblica forse mi pento di non avere spinto abbastanza per la riforma istituzionale di Roma Capitale affinché l’emendamento che la prevedeva, firmato da Walter Tocci, fosse inserito nella Riforma Delrio per essere votato ed approvato.>>

Lei ha rivestito diverse cariche anche nelle amministrazioni precedenti: meglio il Municipio di allora? o il Municipio di oggi?

<<Sono due “ere” politico-amministrative diverse e ciò è impressionante. Il mio primo mandato ha coinciso con il secondo di Veltroni e per chi come me o Marco Causi (n.d.r. Assessore alle Politiche Economiche, Finanziarie e di Bilancio nella giunta Veltroni e per pochi mesi assessore al Bilancio nella giunta Marino) ha fatto parte di quell’ esperienza politica e poi di quella successiva, non può non notare la differenza tra il prima ed il dopo. Tra come sia stata ridotta Roma e la sua macchina amministrativa dopo i cinque anni di Alemanno, dopo la crisi economica, la perdita di consenso dei partiti e dei sindacati e come fosse prima. Siamo di fronte a due fasi politiche completamente diverse e proprio perché abbiamo conosciuto la prima, possiamo capire dove e come correggere la seconda affinché la città possa tornare ai vecchi fasti>>.

Quale eredità vuole lasciare ai suoi elettori?

<< Sicuramente un Municipio più decoroso, lo dico perché il decoro è il tema più difficile. A dicembre abbiamo azzerato le liste d’attesa dei servizi sociali, oggi stiamo mettendo in tutti i parcheggi riservati ai disabili il dispositivo per far sì che questi non vengano occupati indebitamente, vogliamo inoltre far rispettare le regole ai ristoratori con riferimento ai “tavolini selvaggi” e tenere pulita la città per fare sì che il centro di Roma torni al suo vecchio prestigio. >>

Ultima domanda, a proposito di centro storico, questo come altre zone di Roma presenta il problema delle ”bancarelle”, cosa pensa della direttiva Bolkestein e della sua proroga varata nel Decreto Milleproroghe?

<<Innanzitutto io penso che il commercio su area pubblica debba essere di competenza di un unico ente: o di Roma Capitale o dei Municipi. Per quanto riguarda  Il centro storico di Roma, questo ha un sovraccarico di esercizi mobili e noi dobbiamo assolutamente ridurli portando avanti un lavoro di pianificazione complessiva per comprendere quanti possano essere ricollocati e dove. Ho sempre pensato e tuttora penso che  la direttiva Bolkestein fosse uno strumento utile per eliminare i monopoli e per operare una pianificazione nella nostra città, credo che la proroga introdotta nel Milleproroghe e voluta fortemente dal M5S faccia molto male alla nostra città.>>

“Ciò che si fa non è mai abbastanza” questo il titolo di una vecchia intervista rilasciata dal  Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, che  leggo nella sala d’attesa della sede di via Tripoli 136.  Si parla della riforme da compiere per rendere la nostra società finalmente civile, degli ostacoli da rimuovere per poterle realizzare, delle “ricette” giuste da porre in essere e chiedo a me stessa: “Chi governa il nostro territorio fa abbastanza per noi cittadini?”.

Ne parlo con la Presidente del II Municipio Francesca Del Bello. Nata nel 1972, una laurea in Lettere Antiche ma da sempre una passione per la politica “Non avrei mai pensato di diventare Presidente, avendo studiato Lettere Antiche, pensavo all’insegnamento: svolgo il mio ruolo politico con una funzione educativa”. Mamma di un bimbo di sei anni, Marcello, nessun hobby perché “la vita da presidente impedisce di avere distrazioni se non quelle relative al tempo che si dedica alla famiglia” con un sogno nel cassetto “Infondere nelle nuove generazioni la voglia di sentirsi impegnati”….

Tanti i temi trattati: la politica, le donne, il femminismo ed i suoi progetti…

 

Presidente riveste cariche istituzionali e politiche fin dal 1997: qual è Il motivo per cui è scesa in politica?

<<Ho iniziato molto giovane, a 24 anni facendo la consigliera circoscrizionale dopo un’esperienza di volontariato a Palermo in una casa di prima accoglienza per immigrati. Ho militato sempre in un partito: prima in quello comunista italiano per un solo anno, per questioni di natura anagrafica  e poi nel PDS, DS e nel Partito Democratico. Io la politica l’ho sempre “respirata” grazie alla storia e all’esperienza della mia famiglia: mio nonno è stato un partigiano ed i miei genitori fin da giovani sono stati militanti attivi nel PCI.>>

Quindi per Lei la politica è una vocazione, una occasione, una professione ed un’eredità…

<<Per me la politica è un’attività che andrebbe praticata quotidianamente a prescindere dall’impegno che si vuole esprimere all’interno delle istituzioni perché è l’arte più significativa, importante e più nobile che si possa praticare: rappresenta l’impegno nei confronti della società e la capacità di incidere nei cambiamenti della realtà.>>

Secondo Lei necessita di una preparazione?

<<Assolutamente sì, la politica non si improvvisa: necessita di preparazione, di formazione adeguata, di militanza ed esperienza diretta all’interno del partito. Io guardo alla mia esperienza personale e se oggi riesco svolgere il ruolo di Presidente di Municipio lo devo ai miei 16 anni spesi con costanza e convinzione  nel consiglio municipale. Ritengo che la scelta della classe dirigente debba essere effettuata dai partiti attraverso le primarie o con le modalità con cui questi organizzano la democrazia interna ad essi.>>

L’ esercizio della politica e’ stato in passato un’arte ad appannaggio prettamente maschile: fare politica, per lei che è donna, è stato complicato? Il suo accesso a questo mondo si è rivelato più difficile?

<<E’ vero: per una donna è più difficile fare politicaPer me è stato così. La prima volta che sono stata eletta, ho assunto il ruolo, per 5 anni, di consigliera con delega alle politiche giovanili. Quando mi sono candidata nel 2001 e sono stata rieletta, nei successivi due anni ho fatto il capogruppo dei democratici di sinistra ed essere un capogruppo donna e giovane in un gruppo di 7 persone  in cui ci sono lavoratori professionisti o uomini impegnati da più tempo in politica è difficile: hai sempre gli occhi puntati addosso e vieni guardata con diffidenza.>>

E’ stata a contatto con diversi uomini politici, in che misura le donne ragionano in maniera diversa dagli uomini?

<<Le donne intanto hanno un approccio diverso nei modi: hanno un modo più gentile e sereno di porsi, sono  meno umorali nonostante si dica che siano “uterine” e che agiscano di pancia. Inoltre le donne hanno una visone più globale dei problemi, tendono a considerare le diversità dei punti di vista e a trovare una posizione conciliante.>>

Si è mai comportata da uomo?

<<Io no per fortuna, però ho corso il rischio proprio perché la politica tende a modificarti.>>

Si è invece ispirata a qualche donna politica del passato?

<<A nessuna donna in particolare, però penso spesso a Rosa Luxemburg(filosofa e politica polacca naturalizzata tedesca n.d.r.)che era piccolina di statura come me e Lenin la definiva “la sua aquila”, piccola ma intensa, capace, la regina del cielo…>>

Parlando di donne che cosa ha rappresentato il femminismo e che cos’è oggi?

<<Oggi il femminismo rappresenta, purtroppo, soltanto un’eredità. Le battaglie portate avanti dal movimento femminista, in passato, hanno condotto a molteplici conquiste per il mondo femminile. La donna si è emancipata dal suo ruolo di moglie, casalinga, madre ed ha avuto maggiore legittimità dal punto di vista pubblico, politico sociale ecc. Il problema attuale piuttosto sta nel mancato miglioramento del rapporto interpersonale tra uomo e donna. Oggi la donna è ancora oggetto del desiderio dell’uomo e delle sue intenzioni. Il femminismo che oggi può vantare tanti risultati tra cui il riconoscimento delle unioni civili, e quindi dei diritti della persona, ha però una difficoltà: non ha operato quel salto culturale, che invece c’è stato nel passato, nel rapporto tra i sessi.>>

 La Costituzionalizzazione della parità di genere prevista dall’ Art 55(l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”) della riforma Renzi/Boschi avrebbe potuto costituire un passo in avanti nell’emancipazione della donna in politica?

Sicuramente. Nel momento in cui, e questa è un’evidenza storica, è stata introdotta la doppia preferenza di genere, abbiamo avuto più donne elette nel Comune di Roma e nei Municipi. Nella Regione Lazio dove, invece, le elezioni prevedono un’ unica preferenza, non si registra la presenza di nessuna donna eletta, almeno nel partito democratico. Quindi l’introduzione di una norma che impone di dare pari rappresentanza, assicura certamente l’elezione di  più donne. Purtroppo nel dibattito generale tra il sì ed il no hanno prevalso probabilmente considerazioni più politiche che hanno portato ad un esito referendario negativo, ma questa è un’altra storia.>>

Cosa risponde a coloro che dicono che a prevalere debba essere il merito e non il genere?

<<Credo che si debbano introdurre prima le pari opportunità tra uomini e donne e poi si debba parlare di merito; se non si hanno pari opportunità, non si pone neanche una questione di merito.>>

Quali sono le differenze tra le donne che hanno fatto politica in passato e le nuove leve?

<<Beh è la medesima differenza che esiste tra chi faceva politica in passato e coloro che la fanno oggi: c’è una differenza  rispetto all’esperienza culturale e sociale che hanno vissuto le donne che hanno fatto politica negli anni passati in Italia, si pensi ad esempio alla Anselmi che ha fatto la staffetta partigiana e alla Boschi figlia di un banchiere… >>

Quali sono le sue ambizioni?

<<Per me la politica è un impegno serio. Tutte le cariche che ho ricoperto, le ho ricoperte e le ricopro con lo stesso impegno e con la medesima intensità: dalla presidenza del circolo, alla presidenza del Municipio. A me piace incidere sulla realtà e determinare in senso positivo le cose, modificarle e riuscirle a migliorarle, cambiando in meglio la qualità di vita dei cittadini. Mi piacerebbe continuare a fare tutto ciò in qualsiasi ruolo. Trovo, però, che la politica portata avanti a livello locale dia molte soddisfazioni perché consente un maggiore contatto con i cittadini e con la realtà: c’è un differenza tra chi legifera e chi fa politica locale: Il contatto con la vita di tutti i giorni e ciò mi piace.>>

Presidente ma questa città la colpisce ancora positivamente?

<<Certo è la mia città, ci sono nata, non potrei vivere altrove. Roma è bellissima, è ricca di storia, presenta una stratificazione dal punto di vista artistico, storico e culturale che non ha eguali al mondo e poi è bella per la sua complessità: c’è il centro storico e la periferia più dannata! Insomma è una città che affascina…>>

 Ha una visone romantica….

<<Sì lo ammetto, lo sono!>> 

Se fosse Sindaca come agirebbe per ridare lustro alla Capitale?

<<Opererei introducendo il  decentramento della macchina amministrativa, dando maggiori poteri ai Municipi con autonomia di bilancio e gestionale, mettendoli nella condizione di concorrere sulle buone pratiche l’uno nei confronti dell’altro per aumentare la qualità dell’azione politica. Darei, di contro, più forza all’amministrazione centrale nella gestione delle partecipate, rifiuti, ambiente, rilancio culturale e sviluppo economico della città.>>

Parliamo del II Municipio: qual è l’idea di fondo del Suo progetto politico-sociale?

<<La mia idea è quella di promuovere la cura e la valorizzazione del territorio. A tal fine in giunta abbiamo approvato un regolamento sulla gestione dei beni comuni( si attende il passaggio in consiglio)che permetterà ai residenti, da sempre molto attivi e devoti all’impegno pubblico, attraverso la sottoscrizione di patti di collaborazione, di prendersi cura della città e del nostro territorio. Intendo inoltre promuovere e sviluppare la ricchezza culturale presente nel secondo municipio rappresentata dall’Auditorium, dalle due Università e dalle ville storiche: bisogna trarre vantaggio da ciò che abbiamo di positivo.>>

Quali problematiche ha riscontrato essere le più gravi da quando si è insediata? Su quali sta agendo prioritariamente?

<<La problematica trasversale a tutti i quartieri del II Municipio è quella relativa al decoro, la manutenzione e la cura degli spazi pubblici, tutti fattori finora trascurati. Inoltre accanto a tali problemi ci sono questioni irrisolte che riguardano la riapertura di Villa Massimo e Via Como, dove si sarebbe dovuto sviluppare un centro sportivo comunale che è ancora in stato di abbandono, questioni che l’amministrazione non è riuscita a risolvere nel tempo e  che ora iniziano ad essere delle ferite significative.>>

La Sua agenda, esposta nelle linee programmatiche 2016/2021, appare molto ambiziosa: Funzione dei Municipi e Gestione del Bilancio, Manutenzione, Valorizzazione degli spazi pubblici, cura della città, urbanistica e riqualificazione del territorio, Mobilità, trasporto Pubblico, Tutela Ambientale, Welfare Locale, Cultura, Politiche per i giovani, Innovazione, Commercio ed attività produttive, Partecipazione democratica, Trasparenza amministrativa…C’ è un progetto che le sta particolarmente a cuore?

<<Nessuno in particolare perché vorrei che alla conclusione del mio mandato, tra cinque anni, si possa ottenere un netto miglioramento delle condizioni di vivibilità e di manutenzione di tutto il territorio del II Municipio. Tuttavia vorremmo intervenire prioritariamente sul quartiere San Lorenzo in relazione alle problematiche attinenti alla sua movida, in particolar modo vogliamo definire le regole a cui gli esercizi commerciali debbano attenersi, attraverso una stretta collaborazione con i cittadini, per far si che questo quartiere tanto significativo dia di sé un’immagine diversa da quella che ha assunto.>>

Si è pentita di qualcosa che ha fatto in questi 6 mesi? Meglio rimpianti o rimorsi?

<<No non mi sono pentita di niente e preferisco agire sbagliando piuttosto che rimanere inerte. >>

 E’ in politica da 20 anni ed ha partecipato attivamente in diverse amministrazioni, meglio il Municipio di ieri o quello di oggi?

<<Beh il periodo che abbiamo vissuto con Rutelli e Veltroni è stato un periodo d’oro, meglio il Municipio di allora: c’era un’altra modalità di approccio alla città, c’era più serietà e maggiore competenza, non c’è paragone con il presente…>>

Secondo Lei come sarà Roma tra cinque anni?

<<Più o meno come è adesso…>>

 A quale luogo del Suo Municipio è maggiormente legata?

<<I luoghi più significativi per me oltre a piazza Bologna, dove sono nata, ho vissuto e dove vivo ancora, sono Piazza Fiume e dintorni perché sono stati i luoghi della mia adolescenza e San Lorenzo nel periodo universitario.>>

Parliamo di attualità: l’Assessorato delle Politiche Sociali ha deciso di investire 500.000 euro nella ristrutturazione del Ferrhotel (vecchio Hotel di ferrotranvieri ndr) per creare una struttura che dal giugno 2017, dovrebbe ospitare 150 migranti. Come pensa di bilanciare le esigenze di sicurezza dei residenti con le istanze  umanitarie e solidaristiche di chi versa in difficoltà?

<<Da donna di sinistra sono favorevole alla realizzazione di questo centro di accoglienza nel mio Municipio, perché penso che i deboli debbano essere aiutati e sostenuti. E’ tuttavia necessario mettere la comunità che accoglie nella condizione di poterlo fare nel miglior modo possibile. Come? Intanto mettendo in sicurezza l’area della stazione Tiburtina, provvedendo a ripristinare il servizio di pulizia, che veniva effettuato fino a poco tempo fa e che ora non c’è più, definendo in maniera decisa la questione dell’abbattimento del tratto sopraelevato della tangenziale, riaprendo in tempi certi via Masaniello: a marzo inizieranno i lavori per la sua riapertura, ridefinendo l’ambito del piazzale Ovest, elaborando un progetto di illuminazione e garantendo la presenza delle forze dell’ordine. Deve essere chiaro a tutti che l’operazione del Ferrhotel non ricalcherà quella di via Cupa perché sarà seguita dalle Istituzioni con tutte le garanzie dovute. Credo, inoltre, che i timori dei residenti potrebbero essere superati dando vita  a progetti di integrazione magari volti ad impiegare i migranti in attività socialmente utili, come peraltro già sta accadendo: ad esempio In zona Piazza Bologna molti ragazzi anziché chiedere l’elemosina, si danno da fare  provvedono alla pulizia dei marciapiedi.>>

E l’Istituto ittiogenico, che in passato era stato chiesto dai volontari della Baobab Experience per essere adibito a centro di accoglienza, a cosa verrà destinato?

<<La nostra idea è quella di riutilizzare tale struttura come elemento di riqualificazione architettonica dell’intero piazzale ovest della stazione, dandole funzioni diverse anche perché non si configura come posto adeguato per essere adibito a centro d’accoglienza. Al  momento abbiamo realizzato un progetto per la sua ristrutturazione  e l’idea è quella di creare una grande piazza pubblica. Per quanto riguarda la sua destinazione ancora non abbiamo un’idea precisa ma ci piacerebbe poterne discutere con i cittadini, siamo aperti a qualsiasi proposta che possa dare vita anche ad ipotesi di trasformazione e di rivitalizzazione della struttura nell’ottica di una sua riqualificazione.>>

San Lorenzo ed il Progetto Urbano Flaminio, quali sono i progetti?

<<La prossima settimana incontreremo le associazioni di quartiere ed in seguito avvieremo un grande dibattito pubblico su questi due punti “periferici” del nostro Municipio per discutere della loro riqualificazione e trasformazione urbanistica.>>

Un’ ultima domanda:  per quanto concerne la riapertura di Villa Massimo si sta finalmente muovendo qualcosa?

<< Il 18 novembre dopo una richiesta ufficiale al Dipartimento Tutela Ambiente, approvata a seguito di una determinazione della Giunta del Municipio, abbiamo avuto il titolo per intervenire fattivamente sull’area di Villa Massimo al fine di risolvere il problema della sua riapertura. Al momento stiamo redigendo un progetto di risistemazione, riqualificazione e rimessa in pristino di tutta l’area da presentare alla Sovraintendenza per poterne ottenere il parere. Solo recentemente infatti, nel 2013, a seguito del ricorso al Tar da parte dei residenti contro il progetto del Comune ritenuto troppo impattante con  il territorio, si è scoperto che l’area fosse sottoposta a vincolo urbanistico da una  legge del 1927. A seguito di ciò, il Tar ritenendo valido il bando del 2000 ha invitato l’amministrazione a ripartire dalla Conferenza dei Servizi al fine di elaborare un progetto che dovrà tenere conto di una serie di parametri indicati dalla sovraintendenza come l’analisi storica, le trasformazioni del terreno ecc. Stiamo lavorando alacremente affinché la Villa possa riaprire prima dell’estate: questo è il mio obiettivo.>>

 

 

Ancora scosse nel Centro Italia. Come se non bastasse la situazione ormai critica in cui stanno cercando di sopravvivere i cittadini rimasti nelle zone colpite dal sisma e da questa tempesta di neve che non lascia respiro.

Molti gli animali in difficoltà e moltissimi quelli, si stima, morti.

“La situazione è drammatica” commenta Brenda Marsili, Presidente di ENPA Teramo che in una intervista telefonica (che vi proponiamo) descrive gli scenari di una tragedia apocalittica che sta andando avanti da molto, troppo tempo.

Non ci sono aiuti. Niente elettricità, né viveri. Niente di niente da giorni. Il tempo lì si è fermato e l’unica speranza  è che i cittadini stessi riescano ad uscirne fuori con forza e spirito di condivisione. Perché gli aiuti promessi non arrivano. Ed è già troppo tardi per molti animali e per chi davvero non ce la fa più a sopportare tutto questo.

Tanta l’emozione che emerge nell’intervista, da chi è abituato a soccorrere, ma stavolta anche per lui lo scenario è di quelli mai visti.

 

Il Presidente di ENPA Teramo ci ha lasciaro un recapito telefonico per chi avesse bisogno di aiuti o per le autorità o volontari che volessero mettersi in contatto con loro per portare aiuti.

Brenda Marsili Pres. ENPA Teramo
num cellulare : 348 018 2248

 

Ore 7.00 sveglia! Mi aspetta un bel viaggio devo raggiungere l’altro capo della città: Roma ovest. E così tra ritardi e spintoni riesco a prendere il trenino fino alla stazione Trastevere e poi l’8 su per via Gianicolense fino a Piazza San Giovanni di Dio. Qui scovo un bel mercato, ormai non sono più abituata né ai banchi, né al contatto con gli ambulanti; nella mia zona ci sono solo supermercati, quindi incuriosita dai colori, dai profumi e dalla gente faccio un giro. Durante il mio “viaggio” penso ad una cosa banale ma vera: Roma ha mille facce, mille volti, mille sfumature ed è bella per questo è bella perché ogni quartiere ha le sue peculiarità e per me abituata a Roma Est, questa parte della città appare diversa, appare “rilassata” appare “lenta”: Tredici km che sembrano distanziare 2 metropoli, non due quartieri….

E’ tardi! Sono le 10.00 e devo sbrigarmi perché ho l’appuntamento con  Silvia Crescimanno, Presidente del XII Municipio. Documentandomi su di lei scopro che è la più giovane delle presidenti neoelette, che ha trentatré anni appena compiuti, che è laureata in Scienze della Formazione con una specializzazione in Mediazione Familiare, che è un’ educatrice professionale con una forte passione per il sociale…. “è un qualcosa che senti dentro”.

Arrivo, così, a via Fabiola n° 12, salgo fino all’ultimo piano, entro negli uffici presidenziali ed incontro Moira, Roberta, Maria Teresa e Licia, lo staff e poi finalmente la Presidente. Le do del “Lei”, ma la Presidente preferisce privilegiare un registro diverso, più colloquiale, meno formale,  e così usiamo il tu. Inizialmente emozionata, “non ama rilasciare interviste” dicono dallo staff, parla di sé Silvia, della sua passione  per i gatti (ne ha due: Semolino e Martina), per lo sport, la lettura ed il cinema “adoro Leonardo Di Caprio, sono cresciuta con i suoi film”. Mi racconta del suo interesse per la filosofia orientale condiviso con il marito Daniele, che l’ha portata prima in India e poi a studiare medicina tradizionale cinese con specializzazione in auricoloterapia “è una tecnica di agopuntura riferita all’orecchio: agendo in determinati punti si stimolano determinati organi del corpo”.Sul mobiletto in cui pone i progetti da realizzare, c’è  il Ganesha, Dio Indiano che rimuove gli ostacoli,” l’ho portato in ufficio affinché sia di buon auspicio”.

E così l’iniziale diffidenza cede il passo ad uno scorrevole racconto……

 

Silvia sei stata eletta da poco Presidente ma quando e come è iniziata la tua avventura politica?

<<Mi sono avvicinata alla politica nel 2012 come attivista del Movimento 5 Stelle, ho iniziato a frequentare i meetup territoriali del Municipio XII, poi nel 2013 sono stata eletta consigliera d’opposizione partecipando ai lavori sia in commissione politiche sociali, scuola, sia in commissione speciale Porta Portese fino a quando nel giugno 2016 non ho ottenuto la Presidenza che ha rappresentato uno snodo nella mia vita: per la prima volta ho iniziato a percepire e a viver il territorio in maniera diversa, ho iniziato ad avere contezza di molte cose che prima ignoravo.>>

Qual è il motivo che ti ha spinto a scendere in politica?

<<La passione e la voglia di cambiare la nostra società in meglio mi ha spinto ad essere parte attiva della comunità perché non potevo stare a guardare senza dare il mio contributo. Ho deciso quindi di partecipare attivamente alla vita politica per regalare ai nostri figli una società meritocratica in cui contino valore ed impegno, per vederli giocare in spazi verdi e non in una città cementificata, per gli anziani che non arrivano a fine mese, per i giovani che lasciano il nostro paese perché non riescono a realizzare le proprie aspirazioni. L’obiettivo è quindi quello di rendere la vita nel nostro Municipio e nella nostra città accessibile a tutti: “nessuno deve rimane indietro”.>>

Arrivare a fare politica per te che sei donna è stato complicato?

<<No! Sono stata fortunata! E’ stato un percorso naturale, non ho avuto grosse difficoltà ad affermarmi.>>

Guardando anche alla tua esperienza professionale, politica e non.. Pensi che la condizione femminile sia migliorata?

<<Beh secondo me si! Oggi, in Italia, le donne possono fare di tutto e raggiungere traguardi un tempo impensabili. Sono indipendenti, emancipate, si ricavano i propri spazi, accedono a posizioni apicali. Certo se poi guardiamo al resto del mondo dobbiamo anche dire che ci sono paesi che non consentono alle donne attività che per noi sono scontate come lavorare o guidare la macchina ad esempio; però credo che la strada del mondo femminile verso un ruolo sempre più influente nelle istituzioni così come nei diversi ambiti professionali sia segnata.>>

In che misura le donne ragionano in modo diverso dagli uomini? C’è stata mai una volta in cui ti sei comportata da uomo?

<<Le donne sono multitasking, sanno fare più cose contemporaneamente, mentre gli uomini sono settoriali, si concentrano su un problema alla volta: quindi la donna riesce ad essere più produttiva anche se  è verosimilmente più emotiva. Mi comporto da uomo ogni volta in cui faccio prevalere il mio lato razionale, anche se in me emotività e razionalità tendono a fondersi. >>

Cosa pensi del Femminismo?

<<Non amo questo termine, credo che oggi sia forse diventato una moda. Io credo che ogni persona debba farsi valere per quello che è, per quello che propone a prescindere dal genere.>>

Parliamo di Roma e del suo degrado: se fossi sindaca quali risorse utilizzeresti per risollevarla?

<<Roma è bellissima, ha un patrimonio artistico-storico-culturale che non ha eguali. Abbiamo trovato una città ridotta in macerie dalle precedenti amministrazioni ed è evidente che molto c’è da fare. Stiamo cercando di ricostruirla a livello municipale e a livello centrale perseguendo e provando a realizzare le nostre linee programmatiche e gli obiettivi che ci siamo prefissi. In particolare qui nel XII Municipio stiamo agendo sulle scuole, sui lavori pubblici, sul commercio, con tutti gli assessorati c’è un lavoro puntuale svolto quotidianamente frutto di incontri anche con cittadini e comitati di quartiere che sono le nostre sentinelle sul territorio e con cui ci relazioniamo per risolvere i problemi che si presentano. Il lavoro è tanto perché ogni Municipio è una piccola-grande città, il nostro conta 143.000 abitanti e pur non essendo tra i più popolosi perché non è stato accorpato, ha però un’estensione di 73 kmq raggruppando un ambito territoriale che da Porta Portese si spinge a lambire  Maccarese con problematiche differenti.>>

Hai parlato del Municipio, qual è’ l’idea di fondo del tuo progetto politico-sociale sul Municipio?

<<“Nessuno deve rimanere indietro” non è uno slogan ma è il faro, il principio che dà l’impronta alla nostra azione politica e che si traduce nelsostegno alle persone più deboli, dunque il principio delle politiche sociali e del loro sviluppo rappresenta la centralità del mio programma finalizzato a favorire l’inclusione delle fasce più disagiate.>>

Qual è l’opera che al momento ti rende orgogliosa del tuo progetto?

<<Indubbiamente l’apertura della scuola media Bravetta, quartiere che ne è privo: spero di potere dare una risposta ai cittadini a breve e quello sarà un grande successo per il territorio….>>

Quali sono le problematiche che hai riscontrato essere le più gravi? Quelle su cui agire in modo prioritario?

<<Ogni quadrante ha le sue problematiche: Massimina deve affrontare difficoltà relative ai consorzi stradali e all’acquisizione delle strade; Porta Portese necessita di una riqualificazione sia per il mercato sia per gli spazi; Monteverde presenta problematiche di gestione del territorio, Pisana ha necessità di diversi interventi, Bravetta ha il problema dell’istituzione delle scuole medie perché attualmente non ci sono. Devo dire che molte questioni ci vengono segnalate dai cittadini e vengono risolte attraverso un coordinamento con i comitati perché, vivendo il territorio quotidianamente, hanno il polso della situazione.>>

Qual è l’agenda  Municipale 2016/2021?

<<Mantenere gli impegni per noi significa essere aperti ed in grado di intercettare con tempestività i segnali e le sollecitazioni più diversi dei nostri concittadini. Il nostro programma, quindi, non può che risultare complesso, modulato, quasi quotidianamente, sulla più che attuale esigenza di Trasparenza attraverso la pubblicazione dei verbali di giunta, delle commissioni, gli ordini del giorno, oppure, per esempio,  per quanto riguarda i trasporti,  sulla efficienza dei mezzi pubblici chiamati a collegare soprattutto le zone periferiche spesso trascurate. Desideriamo inoltre garantire la sicurezza degli Istituti scolastici e creare le condizioni per valorizzare cultura e tradizione del Municipio  rimettendo al centro del nostro agire organizzativo il cittadino di oggi ma anche la preziosa eredità lasciataci da quello di ieri. Penso, sempre a titolo esemplificativo, a Forte Bravetta edificato alla fine XIX secolo e depositario di un secolo di storia  oppure a Monteverde dove palazzi, monumenti e chiese raccontano ancora di una Roma affascinante nelle sue numerose contraddizioni. Non intendiamo, inoltre, trascurare, attraverso una cura attenta e minuziosa delle aree di nostra competenza, la salvaguardia del “Verde” che per noi del Movimento 5 Stelle resta una delle leve strategiche per il miglioramento della qualità della vita per Roma e non solo.>>

Quale eredità vuoi lasciare ai tuoi elettori?

<<Beh vorrei  che si concretizzassero tutti gli obiettivi che intendiamo perseguire cosicché la politica lasci un segno tangibile ai cittadini e non soltanto slogan.>>

Quanto l’ha infastidita la polemica, sollevata dal deputato Pd Marco Miccoli, alimentata da Sel (Peciola) e Da Fratelli D’Italia (Santori e Picone), relativa alla sospensione dei servizi di assistenza sociale a favore degli anziani e dei disabili, essendo una donna molto attiva e attenta al sociale?

<<Un individualismo politico talvolta esasperato fa perdere di vista interessi generali. Si è  voluto finire con l’osservare il dito, insomma, perdendo di vista così la luna; posso capire -anche se non giustificare-  la polemica politica, ma l’allarmismo ed il senso di smarrimento, riflessi fisiologici, generati sui genitori di bambini comprensibilmente preoccupati, sono stati abbastanza irresponsabili. Si trattava, nel merito, soltanto di un problema di carattere amministrativo, di una prassi amministrativa da rispettare legata ad alcuni nuovi codici da inserire prima di ridare avvio al servizio : non c’è mai stata alcuna interruzione, né tantomeno essa veniva prefigurata nella famigerata lettera inviata alle Cooperative concretamente erogatrici del servizio. Il nostro Municipio, come dicevo anche prima, resta legato all’idea di esser parte di una società dove “nessuno deve rimanere indietro”Un impegno “sacro” per noi del Movimento 5 stelle che, tra le altre cose, ci permette un ancoraggio sempre più solido e convincente alla realtà cittadina.>>

Anche il suo Municipio è investito dalla problematica degli esercizi commerciali mobili penso a Viale Trastevere, Circonvallazione Gianicolense, Via dei Colli Portuensi, cosa pensa della proposta di metodo prima ancora che di merito, formulata anche dalla Presidente Lozzi circa una modifica del regolamento comunale per attribuire a ciascun Municipio il potere di determinare numero, dislocazione e funzionalità degli esercizi commerciali mobili?

<<Sono decisamente d’accordo con la formula e la prospettiva operativa suggerita dalla Presidente Lozzi : nel tessuto municipale e cittadino, del resto, scorrono forme di economia diverse a servizio dei bisogni di tutti e nel rispetto dei diritti di tutti. Non ci si può sottrarre alla domanda di una nuova regolamentazione che esplori un percorso nuovo per trovare un produttivo compromesso tra tutti gli “stake-holder” più immediatamente coinvolti a vario titolo: Comune, Municipi, esercizi commerciali fissi o ambulanti e gli stessi cittadini.>>

Un’ultima domanda sulla discarica di Malagrotta chiusa nel 2013… C’è un progetto di bonifica dell’area? Se si a che punto è?

<<Malagrotta rappresenta una spina nel nostro fianco anche perché il  decreto “Sblocca Italia” con cui il Governo avoca a sé alcune competenze nel merito della problematica,  potrebbe determinare in linea teorica persino l’ipotetica riaccensione del gassificatore sulla quale  siamo totalmente in disaccordo, come abbiamo avuto cura e modo di ribadire in una recente determinazione di uno straordinario Consiglio Municipale. Per  la bonifica dell’Area stiamo seguendo concretamente  il percorso dei Fondi MAVGA  coltivando pratiche che disegnano una nuova e per certi versi inedita valorizzazione del territorio. In concreto significa praticare una gestione che tenga conto di tutte le richieste che provengono, in modo esplicito o indiretto, dall’uomo o dall’ambiente ed assicurare a tutti una risposta adeguata in un quadro integrato nel quale nessun obiettivo e nessuna strategia appaiano pregiudicati o sminuiti. Non basta chiudere la discarica per superare una  criticità,  pregiudizievole persino per la salute secondo alcune ricerche svolte sul tema  dal Politecnico di Torino.  A noi è stato chiesto di andare oltre, non come  illusi sognatori, ma come consapevoli costruttori che lanciano frecce di idee oltre gli ostacoli di burocrazia e non solo. E vogliamo fare centro ! >>

 

Ore 11.40 via Aurelia n° 470, quinto piano, aspetto Giuseppina Castagnetta, per gli amici Giusy, Presidente del XIII Municipio, “sta per arrivare” mi dicono dallo staff presidenziale,“oggi è in ritardo per un sopralluogo a Bastogi” (quartiere di case popolari, a metà strada tra Torrevecchia e il Quartaccio, tristemente noto per storie di violenza e criminalità, n.d.r.). Così mentre aspetto, scambio due battute con Laura e Paola della Segreteria, Pino è a Salerno per le luminarie. Parliamo del Municipio, del loro lavoro, del cambio di presidenza, fino a quando non giunge lei, Giusy: 43 anni, palermitana, a Roma da 15, arrivata per motivi di studio e rimasta poi per ragioni professionali; sposata, possiede 2 cani, Nico ed Ally Lou, amante di Villa Carpegna e del Parco della Cellulosa dove appena può si rifugia per staccare dalla routine quotidiana.

“Scusi per il ritardo, mi dice, ma abbiamo effettuato insieme ai tecnici una ricognizione per risolvere problemi di stringente attualità. Vuole un caffè?“.

E così di fronte ad un caffè iniziamo la nostra lunga chiacchierata…..

Di lei Presidente si conosce poco, rilascia poche interviste, perché?

<<Sì è vero, sono decisamente concentrata sul lavoro da svolgere che è tantissimo per cui mi dedico anima e corpo all’amministrazione del Municipio. Sento il peso della responsabilità di realizzare tutto ciò che mi sono prefissa. Prima di diventare Presidente riuscivo a ritagliare degli spazi per me e per i miei hobby, oggi, invece, penso unicamente al Municipio ed ai suoi problemi>>.

 Quali sono i Suoi hobby?

<<Beh adoro il cinema e la tv e di questa amo soprattutto i talent perché mi rilassano e mi consentono, almeno per qualche ora,  di evadere dalla realtà. Inoltre prima di questa Consiliatura andavo in palestra  e praticavo jujitsu, una specialità tra il judo ed il karate, che ho iniziato da piccolina a Palermo e nella quale ho ottenuto ottime soddisfazioni a livello agonistico. Questa disciplina nello specifico e le arti marziali in generale, conservano un significativo  valore pedagogico; educano, infatti,  a non avere paura dell’avversario, ad affrontarlo e soprattutto ad averne rispetto: insegnamenti che provo a seguire anche nella mia esperienza politica>>.

E’ anche appassionata di cucina vegana…

<<Si, adoro cucinare e da quando mi sono “convertita” al Veganismo per disintossicare il mio fisico, ho iniziato a sperimentare ricette mescolando l’eccellenza della cucina siciliana con quella vegana. Ho anche creato un sito (www.verdevegano.it) dove pubblico le mie creazioni e non appena avrò tempo inserirò i video dove indicherò le modalità di preparazione dei piatti. Amo ciò che faccio e devo dire che i risultati sono buoni: il segreto è mettere passione ed impegno in tutto ciò che si fa>>.

Qual era il suo lavoro prima di iniziare la sua avventura politica?

<<Al momento mi dedico esclusivamente all’attività politica ma sono docente di Digital Marketing, Web Marketing e Story-telling (il racconto di una storia attraverso le immagini n.d.r.), nonché Digital Strategical Manager. Adoro insegnare perché mi dà l’opportunità, da un lato, di crescere attraverso il confronto e dall’altro mi permette di  tenermi sempre aggiornata, dato che il mondo digital è in continua evoluzione. Ho scoperto questo talento da giovanissima dopo essermi specializzata in informatica nel 1992, agli albori di internet. Ho sempre amato andare oltre i confini non soltanto fisicamente (ho vissuto a New York e a Wolfsburg) ma anche virtualmente grazie al mondo digital. Credo moltissimo nella “rete” intesa come rete umana; cioè la conoscenza che si sviluppa anche attraverso la tecnologia>>.

Ci spieghi meglio…

<<Io penso che i nostri legami, le nostre relazioni siano come una rete, la “rete di Indra”: in ogni intersezione c’è un diamante che altro non è che la capacità delle nostre vite di interagire e creare valore “hic et nunc”  nella società in cui siamo. La rete quindi rappresenta un’opportunità di generatività, contaminazione e connettività, è motore e guida dei cambiamenti >>.

Le Arti Marziali, l’Informatica, tutti settori apparentemente chiusi al mondo femminile…

<<Devo dire che sono abituata ad aprire le porte anche quando sembrato serrate… Per quanto riguarda il mio lavoro, ad esempio, sembrava impensabile che una donna conoscesse il sistema Html od altri linguaggi informatici, ma con il tempo grazie ad un approccio analitico ed ad una costante applicazione sono riuscita a farmi valere. In politica, viceversa,  è stato diverso,  non ho incontrato ostacoli anzi, dopo essermici avvicinata, nel giro di un anno, sono stata subito eletta! Il vero problema è farsi valere sul piano concreto, riuscire ad essere autorevoli ed il Municipio rappresenta un’ottima palestra di vita>>.

Quando e come è iniziata la sua avventura politica nel Movimento 5 stelle?

<<Nel 2015 grazie ad un amico ho partecipato ai meetup del Movimento. Sono stata subito colpita dalla sua ideologia, dalla sua concreta operatività e dal modo di risolvere i problemi sempre in prima linea. Sono stata scelta come candidata alle “municiparie” per poi essere eletta Presidente e proprio in quel momento, ho capito che la mia vita avrebbe preso una strada diversa da quella precedentemente seguita, che mi avrebbe portato ad occuparmi al 100% dei problemi della cittadinanza. Questa esperienza a livello umano mi sta formando tantissimo, sto imparando cose nuove e spero in questi 5 anni di riuscire a migliorare la vita dei miei concittadini>>.

Parliamo di donne e politica: cosa ne pensa delle “quote rosa”? Ritiene siano lo giusto strumento per garantirne l’accesso nelle Istituzioni?

<<Io ritengo debbano essere premiati la preparazione, la competenza ed il merito, non il genere. Questi sono, oltre alla sensibilità ed alla “attitudine all’ altro”, i criteri con cui ho scelto, grazie anche alle indicazioni dei Consiglieri e degli attivisti del Movimento, la mia squadra di governo.

Pensa che la condizione della donna nel nostro paese sia migliorata?A che punto sono l’emancipazione e l’indipendenza  del ruolo femminile nel nostro paese?

<<Si certamente! Rispetto al passato la donna di oggi può aspirare a ricoprire alte cariche e proprio le ultime amministrative del 2016, attribuendo la Presidenza di 7 Municipi a 7 donne, lo hanno dimostrato.. Grazie alla loro determinazione le donne sono capaci di muovere montagne inamovibili e di fare cadere i baluardi del potere. Si pensi ad esempio a Rosa Parks (attivista statunitense, figura simbolo del movimento per i diritti civili n.d.r.) che si è rifiutata di cedere il suo posto su un autobus ad un bianco e da lì è nata la rivoluzione contro l’apartheid…>>

Ecco c’è qualche donna del passato in cui si rivede o che vorrebbe emulare?

<<Ho appena citato Rosa Parks e posso dire di rivedermi in lei per la sua forza di non piegarsi ai voleri altrui e non abbassare la testa alla prepotenza umana. Posso, poi, dire di avere apprezzato la Clinton per la sua capacità di essere una donna in mezzo al popolo o comunque di averci provato; purtroppo, secondo me, ha perso per le sue idee in politica estera>>.

Lei è siciliana, quando è venuta a Roma per la prima volta, cosa l’ha colpita? Oggi questa città la colpisce ancora?

<<Questa città è meravigliosa, mi hanno colpito i suoi monumenti, la sua storia, i suoi parchi, la sua gente, in negativo il mare di Fregene!(ride n.d.r.). Ancora oggi mi rapisce e nonostante siano passati gli anni, mi reputo ancora una turista; scopro sempre qualcosa di nuovo. Oggi però c’è un  elemento in più: la guardo con l’occhio clinico da Presidente di Municipio, quindi quando giro per la città mi soffermo a ad osservarne i problemi e cioè se la caditoie siano ostruite, se ci sia la spazzatura da raccogliere ecc.>>

Ecco veniamo alle criticità di Roma capitale, come risolvere i problemi di questa città ormai definita da tutti “allo sbando”?

<<Più che di una città allo sbando parlerei di una città non riorganizzata secondo le necessità della sua popolazione. Si sarebbe dovuto procedere ad una programmazione, rispettarla ed avere  consapevolezza delle risorse. Purtroppo la non corretta gestione dei fondi ha condotto ad un buco mostruoso del bilancio ed a tutte le problematiche connesse con pesanti ripercussioni sui cittadini>>.

Sei lei fosse Sindaca, cosa farebbe?

<<Virginia è bravissima ed io mi comporterei esattamente come lei. La Sindaca  sta lavorando bene anche con i singoli Municipi; siamo veramente una rete: diamo risposte nell’ immediato, riusciamo ad interagire molto bene nella risoluzione dei problemi e cerchiamo strade ed opportunità laddove non ci sono. Stiamo realizzando in concreto il decentramento amministrativo nel rispetto delle regole, sappiamo benissimo che ristrutturare questa città è difficile, ma ci stiamo provando concretamente attraverso la riorganizzazione degli uffici, dei mezzi di trasporto, delle manutenzioni, dell’ama, delle aree verdi e dell’emergenza abitativa>>.

La sua agenda politica 2016/2021 prevede molteplici aree di intervento: mobilità, scuola, trasparenza, stop agli sprechi, cultura, sport, servizi sociali, urbanistica, decoro urbano, sicurezza, ambiente, commercio, rifiuti e turismo. Quali sono le priorità? Quali i progetti realizzati? Quali quelli in cui sta incontrando maggiori problemi?

<<Faccio una piccola premessa tutte queste aree di intervento sono state stabilite attraverso un confronto con i cittadini. Penso che il rapporto con il territorio si fondamentale e a tal fine mi avvalgo di una rete di persone (comitati di quartiere e singoli) con cui mi interfaccio per individuare le problematiche e per trovare le soluzioni il più velocemente possibile.

Per quanto riguarda le priorità, queste sono rappresentante indubbiamente dalle scuole. Intervenire sulle scuole significa non soltanto intervenire sull’ edilizia scolastica attraverso la loro manutenzione, finora non effettuata per carenza di fondi, ma anche riorganizzare gli ambiti di  responsabilità delle P.O.S.E.S.(Posizioni Organizzative dei Servizi Educativi e Sociali). In tal senso ci stiamo attivando proprio perché abbiamo carenza del personale (ci sono quattro posizioni scoperte su nove) preposto al coordinamento della scuola con l’istituzione. Il prossimo step sarà poi avviare la rivisitazione dei progetti formativi che mi accingo solo ora a valutare a causa delle emergenze rappresentate dall’ edilizia e dal personale. Altra priorità sono indubbiamente i servizi sociali. Devo dire che finalmente da Marzo 2017 riusciremo a realizzare il primo bando ad evidenza pubblica sugli AEC per l’affidamento del Servizio di Assistenza Educativa e Culturale volto a realizzare l’autonomia e l’integrazione sociale degli alunni con disabilità inseriti  nelle scuole del territorio. Inoltre Il Municipio XIII ha istituito un centro diurno Handicap che si occupa di inclusività sociale ed aggregazione di persone disabili di qualsiasi età: anche in questo caso è pronto un bando ad evidenza pubblica per il 2017 che abbraccerà i mesi da Gennaio a Luglio. Altro punto cardine del mio mandato è rappresentato dall’ incremento delle attività culturali. In tal senso durante le festività natalizie ci saranno due manifestazioni in Piazza Santa Maria delle Fornaci e in Piazza Ormea(Casalotti) con attività per bambini e cori gospel. Stiamo, poi,  organizzando con la collaborazione del gabinetto del Sindaco il centenario della borgata Monte Spaccato/Fogaccia che andrà da febbraio a maggio ed abbraccerà tutte le scuole. Inoltre il mio obiettivo è quello di far nascere una scuola di teatro a Bastogi che è un quartiere in forte degrado e che stiamo provando a rivalutare proprio perché non esistono quartieri di serie A e quartieri di serie B. E’ ovvio che molte e ad altre attività si potrebbero e dovrebbero organizzare ma i maggiori problemi derivano dalla carenza di soldi; insieme alla Sindaca stiamo cercando delle soluzioni, laddove sia necessario avvalendoci anche dei fondi europei>>.

 Quale eredità vorrebbe lasciare ai Suoi elettori?

<<Io credo nel potere della vita, nella interculturalità, nel valore di ogni singola persona e nella voglia di questa di manifestarsi così com’è… Sono positiva e credo che il pensiero positivo possa collassare nella realtà. La mia massima aspirazione sarebbe quella di lasciare in eredità ai miei elettori un Municipio riorganizzato, una piccola Svizzera. Sono ambiziosa lo so! Farò di tutto per poterci riuscire magari anche con un pizzico di fortuna. Non sono scaramantica ma credo molto nella fortuna e nel fatto che questa venga dal cuore, perché tutto ciò che abbiamo nel cuore si trasmette all’esterno se noi abbiamo pessimismo, la fortuna la azzeriamo perché quella diventa pessimismo>>.

Parliamo di tre problemi di stringente attualità:

La Funivia Battistini/Casalotti era stata oggetto nel corso della scorsa campagna elettorale oggetto di derisione, oggi è un progetto allo studio del Comune e dello stesso Municipio. Da un punto di vista operativo quali sono gli step realizzati e quelli da realizzare?

<<Il progetto, in realtà,  non appartiene a questa amministrazione e neanche a Virginia Raggi perché già se ne era parlato in precedenza. L’impegno rimane : è in atto uno studio di fattibilità per valutare concretamente risorse da impiegare, bacino di utenza e modalità operativa. In ogni caso il nostro Municipio ha approvato all’ unanimità una risoluzione che istituisce una navetta shuttle che porterebbe da Casalotti a Battistini, la prima fermata di metro disponibile, per agevolare un trasporto urbano meno caotico o inquinante.  Si sta pensando, infine, di realizzare per il medesimo tratto una pista ciclabile, ed a Boccea, a breve,  riaprirà il cantiere che stava pianificando il raddoppio delle corsie>>.

L’Auditorium Albergotti: l’incendio dello scorso 30 Novembre rappresenta una ferita perché finalmente dopo 11 anni dal loro inizio, i lavori di completamento della struttura stavano volgendo a termine, cosa farà l’amministrazione? Investirà di nuovo su quest’opera?

<<Sono amareggiata per la vicenda : non appena insediata ho trovato già assegnato l’appalto che ho tempestivamente  avuto cura di controllare per assicurarne doverosa  regolarità e legittimità.  In realtà si trattava di un piccolo appalto per ultimare i lavori, volto alla risistemazione della cupola a causa della presenza di infiltrazioni e la consegna di alcuni arredi. L’Auditorium sarebbe stato consegnato a Marzo, avevamo deliberato in giunta di fare partire il bando di assegnazione proprio il giorno prima dell’incidente che ha visto l’intera cupola bruciata. Noi , come del resto la sindaca Raggi ci siamo attivati immediatamente, ma ora appare prematura alcuna determinazione sul futuro di un’opera che, ne siamo consapevoli, è costata ai cittadini già tantissimi soldi. Valorizzare gli investimenti posti in essere può essere ragionevole anche in considerazione di un disegno amministrativo di insieme volto a restituire lustro al quartiere con la partecipazione collaborativa di tutti i cittadini, ma prima di tutto occorre effettuare  un monitoraggio attento dell’episodio accertando danni ed eventuali responsabilità>>.

Roma ed i suoi Municipi sono chiamati ad affrontare il problema dell’accoglienza di migranti come è accaduto nell’ episodio che ha riguardato il XII ed il XIII Municipio con riferimento all’ Hotel Gelsomino. L’ Amministrazione si è dimostrata oltremodo inclusiva : c’è margine per un compromesso tra l’essere inclusivi e la presunta lesione percepita dai residenti?

<<La struttura si erge sul Municipio XII anche se l’impatto sociale si riversa sul Municipio XIII. Con Silvia Crescimanno(Presidente del XII Municipio n.d.r.) siamo andati in Prefettura per informarci perché nessuno ci aveva avvisato che sarebbero arrivati i richiedenti asilo: si tratta di 200 persone che dovranno essere inseriti in programmi di integrazione laddove ce ne saranno i presupposti. Occorre una visione diversa del problema con un orizzonte, mi consenta, meno miope. Quando parliamo di “visione” dobbiamo concentraci  sulla capacità e sulla lungimiranza di intravedere un esito di un processo di cambiamento non scontato: è quel desiderio di cambiamento sollecitato dal cuore, da una rinnovata e calorosa sensibilità, che ci fa dire “si può fare in un altro modo, costruiamo un altro orizzonte”. L’Hotel Gelsomino ha rappresentato una opportunità di  “solidarietà”,  è  il simbolo di un incontro fra diversità (esperienze, culture, estrazioni sociali, percorsi) che si rispettano senza pretendere di giungere ad un pensiero unico, ad una simbiosi impossibile da indurre dall’esterno o dall’alto, ma con la consapevolezza che quel processo di contaminazione di cui parlavamo anche prima, è e resta il motore e la guida per tutti i cambiamenti nel nostro prossimo futuro>>.

 

Il nostro viaggio nel mondo al femminile della politica romana, oggi, prende la direzione di Piazza Cinecittà n° 1 quarto piano, prende la direzione della sede del VII Municipio. Qui incontriamo Monica Lozzi la Presidente. Donna pratica e concreta, una decisionista che alle parole preferisce i fatti. Assistente giudiziario in aspettativa, 44 anni, mamma di Claudia di ventidue, moglie di Adriano, Maresciallo dell’Aeronautica, amante degli animali al punto di avere con sé  tre Labrador, quattro gatte (le sue portafortuna) e due tartarughe: “Ho raccolto, dice, ciò che è stato abbandonato da altri”. Amante della lettura, soprattutto di libri di attualità ed inerenti la condizione della donna, ballerina di salsa, quando i tempi dell’attività politica lo consentono. Nel suo Ufficio una scrivania, un tavolo per le riunioni, una cassettiera, due lavagnette magnetiche dove annotare gli impegni del giorno ed i problemi da risolvere. Uno staff tutto al femminile pronto ad aiutarla: Samantha, Simonetta, Susanna e Maria Luisa le sue fidate collaboratrici. Nessuna foto. Nessun Mattarella, Casaleggio, Raggi o Grillo: “non è nel mio stile, non ho neanche quella di mia figlia”. Nessun personaggio a cui guardare come modello da emulare, solo sé stessa. Nessuna scaramanzia: ” ho smesso di esserlo molto tempo fa a seguito di un momento delicato della mia vita in cui ho capito che ognuno scrive la propria storia”.

Una donna ambiziosa, diretta e risoluta nella vita così come nelle risposte…

Salve Monica, è stata da poco eletta Presidente del VII Municipio, quando ha iniziato ad avvicinarsi al mondo politico?

<<La mia avventura politica inizia nel 2010 con il Cesena Woodstock 5 Stelle, da lì poi sono seguiti  i meet up del 2012, la candidatura nel 2013, quando sono stata eletta consigliera d’opposizione per poi giungere alla Presidenza ottenuta nel giugno 2016. Prima del 2010 non mi sono mai dedicata alla politica ma insieme al mio secondo marito ho iniziato ad interessarmi del territorio, a collaborare attivamente nel Comitato di quartiere di Morena mettendo a disposizione degli altri cittadini le mie competenze>>.

Qual è la sua giornata tipo?

<<Arrivo in Municipio alle 8.45 sbrigo gli appuntamenti, mi reco nei vari Dipartimenti o in Campidoglio perché mi piace seguire le questioni personalmente per risolvere i problemi il più rapidamente possibile. Terminati gli affari istituzionali, dopo le 18.00 mi dedico agli incontri sul territorio con i singoli cittadini che vogliono interfacciarsi con me, con i Comitati di Quartiere e la Comunità Territoriale che li raccoglie con cui mi coordino attivamente, data l’ampiezza del Municipio (47 kmq per oltre 300.000 abitanti n.d.r.). Non si torna a casa prima delle 21.00/21.30>>.

Nella sua scheda personale ha dichiarato: “sono una donna e come tale spero che si possa un giorno arrivare a quel rispetto tra i sessi che ora manca. Non sono una femminista che recrimina una cieca parità dei diritti, sono solo una persona che chiede di avere lo stesso diritto di un uomo di poter manifestare le proprie diversità, gli stessi diritti di scelte e le stesse possibilità di decidere a quali identità appartenere senza necessariamente essere incasellata in una di quelle proposte dalla società per il genere femminile”. Le chiedo a che punto è nel nostro paese L’emancipazione del ruolo femminile ?

<<Sia in politica che in altri settori, l’emancipazione femminile non è al punto in cui dovrebbe essere. Noi donne non abbiamo molte opportunità a meno che non ce le prendiamo con le unghie e con i denti, non abbiamo agevolazioni per la gestione dei figli e dobbiamo essere multi-tasking per riuscire a portare avanti famiglia e lavoro. Inoltre l’esistenza del vincolo delle quote rosa non rappresenta certo un passo in avanti per noi donne perché si dovrebbe scegliere  esclusivamente in base al merito e non in base al genere… >>

A tal proposito la Riforma Renzi/Boschi introduce, modificando l’Art 55 Cost., “l’equilibrio tra uomini e donne nella rappresentanza”. Secondo lei è una conquista?

<<Per me è un passo indietro perché le persone vanno scelte in base alle qualità personali e non in base al genere, il sesso non deve essere un criterio di scelta in nulla; deve prevalere il merito>>.

Nella sua esperienza politica prima da Consigliera e poi da Presidente si è sentita penalizzata in quanto donna? Ha avuto difficoltà ad emergere?

<<No mai. Personalmente all’ interno del Movimento non ho mai avvertito questa difficoltà, ma avendo un carattere molto forte, se anche l’avessi percepita, sarei riuscita comunque a farmi valere come un uomo per la mia determinazione e la mia concretezza. Del resto inutile sottolineare la tangibile diversità del nostro Movimento anche in questo : siamo riusciti a fare eleggere, a Roma,  il primo Sindaco donna e tante Presidenti ( cinque su sette n.d.r.)>>.

Però la sua squadra di governo è composta prettamente al maschile…

<< In realtà mi avvalgo della collaborazione di due assessore (Veronica Mammì ed Elena De Santis n.d.r.)  e quattro assessori (Giuseppe Commisso, Piero Accoto, Marco Pierfranceschi, Salvatore Vivace n.d.r.) che ho scelto in base ad un unico criterio: Il merito. Siamo 4 a 3, ci bilanciamo… In generale  il vero problema per il governo di un Municipio è  intercettare competenze che possano dedicarsi a tempo pieno all’ attività municipale. Un aspetto, questo,  non secondario. Ho contattato diverse professionalità poco convinte ad accettare una responsabilità operativa in ambito municipale perché impegnate a farsi valere nel proprio settore e  dato che nel mio Municipio si deve dare il 100%  alla fine ho optato per persone che potessero lavorare con me a tempo pieno con un’unica eccezione l’assessora con delega alla Scuola per la quale non era possibile alcuna forma di sospensione temporanea >>.

Lei interagisce con il mondo maschile e quello femminile, in che cosa si differenziano tra loro? Qual è stata la volta in cui si  è comportata da “uomo”?

<<Beh io mi comporto sempre da uomo: “Qui comando io! ” (sorride n.d.r.) A parte gli scherzi, sono una persona pragmatica, credo che sia questa la componente maschile del mio carattere…Nella mia Giunta la differenza principale tra uomini e donne  è data dalla fantasia e dalla progettualità delle prime nell’ affrontare le problematiche e dalla concretezza dei secondi nel realizzarle. Concretezza e Fantasia un binomio perfetto per aggredire le criticità e risolverle>>.

 La May in Inghilterra è stata nominata Prime Minister, la Merkel si è nuovamente candidata a Cancelliera, la Clinton ha sfiorato la Presidenza americana, coltiva anche lei un’ambizione politica in ambito nazionale?

<<A me piace lavorare sul territorio a livello comunale perché si ha un riscontro immediato delle attività che si portano avanti. Noi del Movimento 5 stelle abbiamo il vincolo dei due mandati ed io sto al secondo. Una volta terminato se il Movimento riterrà opportuno un mio ulteriore contributo, non mi tirerò indietro>>.

Qualche mese fa una sua dichiarazione sulle donne ha fatto  scalpore: «Io le donne le nomino per la loro competenza, in passato venivano nominate donnine perché erano in grado di sollazzare il politico di turno nelle ore notturne». Rispondeva così a quanti l’accusavano di avere scelto come consigliera Veronica Mammì, perché fidanzata di Enrico Stefano attuale consigliere comunale, senza ritornare sulla polemica… Un’accusa forte, ecco le chiedo: “E’ ancora così? E’ cambiato qualcosa nella politica italiana?

<<Mi dispiace per l’ eco di quella dichiarazione. Mi riferivo, semplicemente, alle cronache degli ultimi anni in cui talvolta sono emerse storie di questo tipo. In tal senso riconosco che nei miei primi colloqui di lavoro mi è capitato che venissero favorite persone in quanto “fidanzate di” o “amiche di”..Purtroppo la mentalità italiana nel passato è stata questa e le donne che sono andate avanti per le loro caratteristiche hanno dovuto lottare per far valere la propria professionalità. Quando ho difeso a spada tratta la Mammì, l’ho fatto perché in quel momento volevano far credere che  l’avessi scelta “in quanto fidanzata di”. Io, viceversa, l’ho scelta per la sua competenza e perché rappresentava il profilo di cui questo municipio aveva bisogno

Parliamo di Roma e dello stato di decadenza in cui versa, come risollevare la sua sorte?

<<Roma è bellissima per tutto il suo patrimonio artistico e culturale: da turista è la città più bella del mondo, da residente è una delle città più difficili in cui vivere, non soltanto a causa del degrado in cui versa ma anche a causa della grandezza del suo territorio. Questa metropoli va risollevata recuperando il suo tessuto socialeil senso civico,sburocratizzando l’attività amministrativa che non riesce più a fornire servizi, rivalutando le persone che lavorano nell’amministrazione capitolina e riducendo lo scollamento tra le istituzioni e la cittadinanza. In tal senso è fondamentale “battere il territorio” per andare incontro alle esigenze dei cittadini e per  risolvere i loro problemi. Ci vuole tempo perché bisogna svecchiare un meccanismo che ha funzionato in un determinato modo ma io sono sicura che ci si riuscirà>>.

Lei ha vissuto per tre anni a  Milano, Roma o Milano?

<<Da turista sceglierei sempre Roma ma per viverci sceglierei Milano. Mi piacerebbe che la mia città ed il mio municipio avessero l’equilibrio, l’ordine, ed un po’ di  senso civico in più che i milanesi hanno >>.

La sua agenda 2016/2021 è contraddistinta dai seguenti obiettivi: trasparenza amministrativa, diritti sociali, cultura, ambiente… Quali sono le sue priorità ? Quali obiettivi invece ha realizzato?

<< Io ho da subito dato importanza al territorio e ai cittadini, girando nei vari quartieri per stabilire un contatto immediato e diretto con le persone, intercettando il loro disagio.  Aprire un dialogo con loro e fare politica insieme resta una nostra priorità perché mi piace l’idea che siano i cittadini a dettare l’ agenda di lavoro. Stiamo, inoltre, sbloccando tanti lavori fermi da decenni sul territorio : opere pubbliche che nei primi sei mesi del 2017 riusciremo a realizzare. Stiamo anche avendo cura di  pubblicare tutti gli atti di giunta per permettere ai cittadini di verificare giorno dopo giorno il nostro impegno nell’attuare programmi.  Stiamo, infine,  portando avanti un progetto per riorganizzare una serie di servizi in ambito amministrativo e  di impatto sociale al fine di renderli più efficienti per la cittadinanza e meno gravosi per gli stessi dipendenti. Trasparenza, diritti nel sociale e scuola rappresentano le nostre priorità. Per quanto riguarda gli obiettivi, preferisco far parlare i fatti : abbiamo molti progetti in piedi, sono partiti dei bandi per la realizzazione di alcune opere anche se non nascondo che alcune incomprensibili difficoltà  legate a vecchie logiche amministrative, rendono meno immediata la loro concretizzazione. Aggiorniamoci  a 2/3 mesi quando si potrà toccare con mano la nostra quotidiana determinazione nel fare.

Un municipio così vasto: quali problemi ha dovuto affrontare in questi primi 5 mesi di Consiliatura?

<<Le principali criticità sono dovute a come funzionava l’amministrazione: ci sono tante persone di buona volontà, ma tante altre che si nascondevano dietro inconsistenti alibi giuridici per via di presunte e pretestuose incompetenze operative. Ho dovuto scardinare questo sistema. In questo municipio non esistono ostacoli burocratici che possano arrestare il motore del nostro progetto di rinnovamento. Ed è per questa severa e rigorosa determinazione che si sono sbloccati numerosi interventi infrastrutturali fermi da tempo: siamo riusciti a trovare i fondi per il problema dei marciapiedi di Furio Camillo; stiamo scrivendo il bando e ci auguriamo che entro gennaio 2017 siano rifatti. La stessa fiducia nutriamo per una soluzione del vecchio Pup di Giulio Agricola (parcheggi sotterranei non portati a termine) che era abbandonato…il territorio è complesso ma ci sono molte realtà attive che danno una mano all’ amministrazione>>.

Quale progetto che sta per realizzare le da’ maggiore soddisfazione ?

<<Mi piacerebbe che la sistemazione di Viale Giulio Agricola possa diventare uno dei “fiori all’occhiello” dell’attuale Amministrazione Municipale: lì era stata prevista la realizzazione di un parcheggio sotterraneo mai terminato lasciando un’ immagine di  degrado per quel territorio. Ora quell’ area tornerà alla originaria bellezza restituendo prestigio ad una zona che resta centrale per il nostro Municipio>>.

Il VII Municipio ha tantissimi parchi, tantissime ville: come valorizzare queste aree ?

<<In stretto contatto con le numerose associazioni stiamo cercando di sviluppare una serie di progetti a carattere culturale e turistico. Se riusciamo a valorizzare meglio riconoscibili e riconosciute risorse naturali come per esempio il Parco degli Acquedotti, coinvolgendo anche attori del territorio come gli artigiani e commercianti, potremmo sottolinearne non solo la bellezza estetica, ma esaltarne anche la storia e la cultura. L’idea è quella di creare dei percorsi turistici, alternativi a quelli consueti del centro, capaci di esaltare tradizione e quotidianità, verde ed asfalto, restituendo contemporaneamente un valore attrattivo e commerciale ad una zona che potrebbe persino rappresentare un ulteriore e sorprendente polo turistico per Roma. Mi piacerebbe, inoltre, riuscire a riportare lo sport in Piazza. Ho assistito a Gubbio, la scorsa estate, ad eventi di questo tipo e sono decisamente convinta che questa forma di positiva aggregazione, attraverso competizioni non agonistiche, abbia una importante valenza sociale riportando, inoltre, i giovani a diretto contatto con il Territorio>>.

Quale eredità vorrebbe lasciare ai suoi elettori ?

<<Mi piacerebbe lasciare un Municipio più ordinato, più vivibile, più pulito. Se vogliamo, la “missione”, lo scopo ultimo, resta quella di riuscire a determinare in positivo le piccole cose del quotidiano: sono queste che contribuiscono a fare la differenza in termini di vivibilità. Sono orgogliosa di quanto stiamo facendo, soprattutto perché viene percepito ed apprezzato anche negli altri territori che riconoscono il nostro impegno, la nostra dedizione e la nostra applicazione nell’affrontare le piccole-grandi criticità di questa vastissima area>>.

Concludiamo con tre domande di attualità municipale

Il Parco della Caffarella ed il suo esproprio…..

<<Indubbiamente la situazione del parco risulta un problema molto rilevante, spesso sottovalutato anche dalle precedenti amministrazioni. Appena insediati, noi abbiamo rappresentato la criticità alla Presidente della Commissione Patrimonio che per quanto di competenza ha richiesto informazioni agli uffici: si è pagato per un esproprio per  poi vedere l’area ancora in mano a gestori di fatto, senza titolo, i quali non corrispondono alcun canone per il godimento di tale bene. In ogni caso già nella prossima settimana ci potranno essere novità. Noi e l’Ottavo municipio, che risulta più direttamente coinvolto, attraverso il suo Presidente Paolo Pace, contiamo di dare in breve tempo risposte certe  alla cittadinanza, valutando innanzitutto se e quali difficoltà  di carattere amministrativo abbiano portato a questa situazione apparentemente ambigua>>.

Semaforo a tre tempi e Apertura dell’ ultimo tratto di Via di Quarto Miglio: a che punto siamo?

<<C’è un progetto articolato per migliorare la viabilità non solo attinente alla richiesta dell’istallazione di un semaforo a tre tempi tra via Appia Pignatelli e via Appia Nuova, ma strutturato per facilitare la circolazione complessiva della zona. Pur non avendo competenza diretta per determinare quanto richiesto, noi lo abbiamo preso in carico ed inoltrato alla Commissione Mobilità. Con riferimento, poi, all’ultimo tratto di via del Quarto Miglio, rimasto strada privata, non ci dovrebbero esser grossi problemi per accogliere l’ istanza del Comitato di Quartiere; solo che la realizzazione potrà avvenire per ragioni di bilancio nel prossimo anno dal momento che ritengo poco praticabile fare rientrare le risorse necessarie nell’assestamento di quello attuale>>.

Via Tuscolana, Via Appia, la direttiva Bolkestein ed i “diritti e doveri” degli Ambulanti.

<<Su questo tema spesso si finisce per confondere la problematica locale  in questione con l’applicazione della direttiva Bolkestein che prevede la messa a gara di tutte le postazioni di vendita su suolo pubblico. Non è proprio cosi. Il problema del lavoro di questi esercizi commerciali è percepito sia dal VII Municipio sia dallo stesso Comune che lavorano a stretto contatto per trovare una soluzione rispettosa di tutti gli interessi in gioco. L’ orizzonte operativo, su cui stiamo lavorando, potrebbe essere quello di modificare il Regolamento del Comune di Roma, riconoscendo ai vari Municipi l’autorità per determinare il numero, la funzionalità e la dislocazione delle varie postazioni ambulanti presenti nelle rispettive aree di competenza, senza discriminare alcuno, ma senza nemmeno pregiudicare l’attività dei numerosi esercizi commerciali fissi. Delocalizzare in certi casi specifici, è un’opportunità vantaggiosa per tutti avendo la necessaria visione di insieme non solo del Municipio, ma dell’intera realtà Comunale. Quella del VII Municipio è una posizione di metodo prima ancora che di merito: molto concretamente stiamo infatti realizzando tavoli di confronto per capire le diverse possibilità nel rispetto, ci tengo a ribadirlo, degli interessi di tutti, senza inutili ed improduttivi arroccamenti precostituiti>>.

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mqdefaultImma Giuliani è una criminologa tra le più note in Italia. Se la figura del criminologo si sposa più con l’attività televisiva, questo non è propriamente vero per la dott.ssa Giuliani che ha costruito negli anni un solido curriculum in cui spiccano consulenze veramente importanti. Tra i tanti casi spiccano la consulenza per Raffaele Sollecito nell’ambito dell’omicidio di Meredith Kercher o quella per la famiglia Provenzano nell’ambito del processo per la Trattativa Stato-Mafia, o il più recente impegno forense in Mafia Capitale.

trattativa-riina-dellutri-680x365 Eppure la dott.ssa non ha mai smesso di portare avanti cause sociali come quella in difesa dei parenti delle vittime di reato violento o i numerosi interventi in difesa dell’infanzia negata. In tal senso, l’ultima iniziativa di grande importanza è l’organizzazione del Convegno Nazionale a titolo “Pedofilia ed Omertà” che si svolgerà alla Camera dei Deputati il prossimo 16 dicembre. Per l’occasione di presentare il convegno le abbiamo rivolto alcune domande:

La pedofilia è un male della nostra società contemporanea, molto spesso i pedofili sono parenti, è questo che crea omertà?

<<Più che il vincolo di parentela a creare silenzi e consensi di fronte a reati come la pedofilia è una volontà di proteggere se stessi da un male cosi orribile da negarne persino a se stessi l’esistenza. Spesso l’ignoranza o la volontà di non  riconoscere alcune dinamiche che paventano reati di violenza ai danni di minori sono humus per il radicarsi in determinati contesti >>

Ci sono politiche sociali messe in atto in questi anni per affrontare il problema?

<< Molte le iniziative per fornire le linee guida nel contrasto al fenomeno della pedofilia, spesso rivolti ad educatori e professionisti che si trovano ad affrontare loro malgrado denunce o segnali di abuso.  Più che ai tecnici io mi rivolgerei a quei contesti dove la poverta’ e l’ignoranza non agevolano il riconoscimento degli abusi>>

Domanda scontata, ma fondamentale, quali sono i segni che da una vittima di pedofilia?

<<Quando un bambino cambia in modo repentino il proprio vivere quotidiano e le modalità di interazioni chohuuyweaatvohcon l’altro soprattutto con gli adulti c’è qualcosa che non va.  Non inferire mai con domande troppo suggestive che potrebbero  creare solo fantasie e collidere con la bontà del vissuto e della narrazione.>>

Quanto è importante per tutti noi, mantenere l’attenzione alta sul problema?

<< L’infanzia non ha bisogno di essere pubblicizzata per essere tutelata . Va protetta con tutte le risorse a disposizione di ogni società civile>>

Sappiamo che di recente sta conducendo una trasmissione televisiva su TeleRoma uno, il venerdì sera alle 21.00, sugli scomparsi, esiste un legame tra bambini scomparsi e pedofilia?

<< Io direi spesso. Quando dietro la scomprsa del minore non ci sono indizi per rintracciarlo siamo di fronte ad un ‘azione criminosa messa in atto da più persone , spesso una rete di pedofili>>

È stata, tra le tante esperienze, ausiliare di Polizia Giudiziaria, per la Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito della ricerca del piccolo Pasquale Porfidia, scomparso nel lontano 1990, ci sono stati sviluppi a riguardo?

<< Potrebbero esserci, il 16 dicembre al convegno sulla pedofilia sara’prresente il sostituto procuratore titolare delle indagini  Dott. Alessandro Di Vico della procura di S. M Capua Vetere, che ci riferirà in esclusiva gli scenari, anche futuri , delle indagini sulla scomparsa del piccolo Pasqualino>>

loc_16-dicembre

Il prossimo 16 dicembre sarà quindi un momento importante e fondamentale per ribadire che l’attenzione non viene mai meno soprattutto quando si tratta di casi di infanzia negata. il prossimo 16 Dicembre si chiederà un rinnovato impegno in difesa di chi spesso non ha voce, un evento che farà il punto e cercherà soluzioni fattibili sul piano della prevenzione e contrasto in una cornice istituzionale di grande valore per tutto la Repubblica Italiana. Partecipare è un obbligo per tutti coloro che sentono la necessità di dare valore al futuro e a valori fondamentale come la solidarietà.

“PEDOFILIA ED OMERTA’” – Sala Salvatori-Camera dei Deputati via Uffici del Vicario, 21 Roma

Per Iscrizioni inviare i propri dati a: immacolatagiuliani@gmail.com

Nei confronti di una donna che fa politica la situazione appare migliorata: queste sono aumentate nel numero, ma rivestono ruoli raramente decisionali.

L’Italia non ha ancora una premier donna, tuttavia con le elezioni amministrative del 2016 si è segnato un significativo passo in avanti nelle “quote rosa” della politica nostrana: a Roma, oltre alla elezione della Sindaca Raggi, ben sette municipi su quattordici sono stati affidati a delle donne.

Oggi parliamo di Roberta Della Casa, Presidente del IV Municipio, una donna della nuova politica, “una mamma a tempo indeterminato” come ama definirsi, che è scesa in politica per realizzare il suo sogno nel cassetto “regalare un futuro migliore ai mie figli”. Nel suo studio, al primo piano della sede di via Tiburtina n° 1163, campeggiano affisse alle pareti le foto del Presidente Mattarella, di Virginia Raggi “la nostra amata sindaca”, di Grillo “il mio comico preferito” e di Casaleggio un sognatore, “un punto di riferimento per tutti noi del Movimento”. Sulla scrivania un gufetto che Roberta pur non essendo particolarmente scaramantica tiene lì perché“non si sa mai”… Semplice, senza modelli da seguire o a cui ispirarsi perché “ognuno è quello che è e deve cercare di darsi da fare il più possibile”, è diretta nel modo di porgersi preferendo utilizzare un registro comunicativo informale: ci sono, del resto, alcuni “Tu” assai più autorevoli di tanti ridondanti “Lei” .

Mamma, moglie e presidente: come riesci a coniugare il tutto?

<<L’organizzazione familiare è importante ed io ho, da questo punto di vista, un marito ineccepibile; ci alterniamo tanto nell’ arco delle 24 ore da quando sono nati i bambini. Li seguo personalmente  e nonostante i diversi impegni di lavoro, cerco di ritagliarmi un piccolo spazio operativo per andare a prenderli a scuola: un “appuntamento” a cui non vorrei e potrei mai rinunciare! Tant’è che dopo averli lasciati a mio marito, riparto con il lavoro per ritrovarci poi  tutti insieme la sera>>.

Sei in politica dal 2013, da quando hai iniziato come attivista nel Movimento 5 Stelle, ed ora sei Presidente di Municipio: hai avvertito nel corso della tua esperienza politica una difficoltà maggiore nel realizzarti in quanto donna? C’è ancora una “cultura machista” che rallenta o impedisce la realizzazione politica e personale delle donne?

<<Forse in altri ambiti questa “cultura machista” esiste, ma per quanto mi riguarda non sono stata mai pregiudicata professionalmente o politicamente dal mio essere-donna. il Movimento di 5 Stelle è un movimento di cittadini che nasce dai territori in maniera spontanea, quindi non porta avanti alcuna  differenza di genere. Ed anche ora che rivesto un ruolo Istituzionale, non riscontro alcuna difficoltà; anzi ritengo che essere donna possa rappresentare un “quid pluris” in politica come in altri ambiti>>.

A che punto è l’emancipazione femminile nel nostro paese?

<<Penso che l’emancipazione ci sia e credo che non si debba portare più avanti un discorso legato alla differenza di genere. Dobbiamo semmai valorizzare le differenze: non è giusto che una donna si travesta da uomo e viceversa. Ognuno ha una propria identità, i propri ruoli familiari e sociali, con punti di forza e debolezze: i diritti, però, devono essere riconosciuti indistintamente ad entrambi>>.

Nella Riforma Renzi/Boschi c’è la “costituzionalizzazione” della parità di genere: l’articolo 55 Cost. così come ridisegnato sancirà “l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”, cosa ne pensi? Secondo te è una conquista per noi donne?

<<La Costituzione già riconosce i diritti dell’essere umano al 100% ed all’art 3 sancisce l’uguaglianza dei cittadini senza alcuna discriminazione, il discorso va visto sotto altra luce prospettica: bisogna guardare al merito, optare quindi per la valorizzazione delle persone e non dei generi. Deve andare avanti chi ha capacità ed attitudini funzionali al compito delegato, siano essi uomini o donne. Non mi piace questo eccedere nella sottolineatura del genere femminista così come non mi piace il termine femminicidio riferito ai fatti di cronaca perché io penso che la parola omicidio basti ed avanzi per essere applicata sia nei confronti degli uomini che delle donne>>.

Le ultime presidenziali americane hanno portato alla vittoria di Trump : perché Hillary Clinton ha perso? Forse gli americani non erano ancora pronti ad avere una Presidentessa? O la Clinton non ha convinto in quanto candidata?

<<Credo che non abbia convinto come candidata e che gli Americani abbiano scelto Trump per il suo programma storicamente più adatto. Penso, inoltre, che per esser autorevole non si debba esser al comando ovvero in prima linea, anzi la storia spesso ci ha descritto grandi uomini il cui successo è stato determinato dalle compagne al loro fianco, come accadde per lo stesso Presidente Clinton>>.

Qual è il motivo per cui hai scelto di dedicarti alla politica?

<<Per dare la possibilità ai miei figli di costruirsi un futuro da soli. Io non ho mai seguito la politica, mi informavo ma la consideravo con distacco, non ho quasi mai votato perché non mi riconoscevo in nessun partito. Poi ho capito che se si vuole cambiare qualcosa bisogna agire in prima persona, mi sono riconosciuta nel Movimento 5 Stelle, ho partecipato alle riunioni dei vari gruppi municipali ed ho deciso di collaborare con loro>>.

La nostra Capitale tanto amata quanto criticata: cosa ti colpisce ancora di Roma?

<<Di Roma ti innamori se la guardi come non romano, è una città meravigliosa, piena di storia e penso unica al mondo: va riportata ai vecchi fasti e le va ridata dignità a livello amministrativo.. E’ una città che ha pochi paragoni>>.

Eppure nel 2016 Milano ha battuto Roma per il turismo, uno smacco per Roma e per i Romani: Roma o Milano? Due stili, due mondi diversi

<<Sono due città molto diverse, ma non paragonabili…Sicuramente su questi dati ha inciso l’Expo perché di fatto ha attirato turisti; ci si deve interrogare a livello amministrativo anche su come attrarre nuovamente i visitatori, perché gli scandali, le polemiche degli ultimi anni( Mafia Capitale) ed i disservizi hanno allontanato le persone>>.

Sorrentino nel film “La Grande Bellezza” ha rappresentato Roma come simbolo di decadenza, qual è la ricetta giusta per risollevare questa città?

<<Beh io credo che Roma le ricette per risplendere nuovamente le abbia in sé. Bisogna saperla amministrare, rimettere in condizione i cittadini di avere pari opportunità d’accesso sia alla vita lavorativa che a quella ludicaricostruire il sistema sociale nonché i servizi>>.

Si dice che i migliori abitanti di Roma siano i turisti : una provocazione o una fastidiosa verità ?

<<Chi non è romano certe cose le evidenzia facilmente. Siamo un popolo colorito, tanti film ci hanno dipinto come caciaroni, nullafacenti, forse un minimo di verità c’è, però se non si eccede, le connotazioni tipiche di un popolo devono essere considerate un vanto: chi le vive,le vede come proprie; chi le vede dall’esterno, le percepisce come strane. Roma ed i romani hanno le proprie peculiarità come le altre città ed i loro abitanti>>.

Qual è il posto che ami di più del tuo Municipio? Un rifugio dove riflettere o affrancarsi dalle criticità quotidiane?

<<Io credo che il IV sia un Municipio meraviglioso, non è il mio Municipio di nascita, il mio cuore l’ho lasciato lì dove sono nata (Cinecittà), ma sono molto affezionata alla zona in cui vivo da dieci anni: Largo Beltramelli. Questo è il luogo in cui mi sono trasferita per creare la mia vita di adulta sulla scia di un grande amore: rappresenta la mia casa>>.

L’idea di fondo del tuo progetto politico/sociale/economico sul Municipio si evince dalle linee programmatiche 2016/2021: trasparenza amministrativa, diritti sociali, strutture di accoglienza e centri anziani, lotta alle ludopatie, all’apertura di nuove sale slot, la scuola… A che punto siamo dell’agenda? Quali sono i progetti che ti preme realizzare nell’immediato? Quali quelli che hai già realizzato?

<<Queste linee  programmatiche sono state criticate: sono stata accusata di avere proposto un programma scarno basato sul nulla. Ai miei detrattori rispondo che bisogna essere realisti, promettere poco ma  sicuri di realizzarlo piuttosto che promettere l’irrealizzabile.. La trasparenza è la punta di diamante del programma: stiamo pubblicando, sul sito di Roma Capitale nell’area del IV Municipio, tutti gli atti di Giunta o del Consiglio che abbiamo approvato, vogliamo predisporre lo streaming utilizzando le dirette su Facebook, abbiamo aperto le sedute dei Consigli o delle Commissioni ai cittadini cosicché possano intervenire. Le politiche sociali hanno la priorità perché  riguardano i diritti degli esseri umani, quindi disabilità ed integrazione prima di tutto>>.

Quali problemi hai dovuto affrontare in questi primi 4 mesi? Quali quelli che hai risolto con maggiore soddisfazione?

<<Ho dovuto affrontare moltissimi problemi innanzitutto capire il funzionamento della macchina amministrativa, poi stabilire i rapporti con i dipendenti. Posso dire che molto c’è da fare perché in quattro mesi non si ha la bacchetta magica. In questo poco tempo, comunque, abbiamo proceduto all’apertura di due centri culturali, il Gabriella Ferri ed Il Settecamini,alla riapertura della biblioteca Giovenale con il  passaggio da una gestione privata ad una pubblica; abbiamo realizzato inoltre l’adeguamento del piano antincendio per i 21 progetti scolastici, avviato dalla precedente amministrazione ma che era in fase di empasse, ed infine garantito la proroga per la manutenzione straordinaria di quattro scuole (Nino Manfredi, Ciamician, Verde Rocca e Balabanoff)>>.

C’è una cosa di cui ti sei politicamente pentita ed una cosa di cui vai particolarmente orgogliosa?

<<No, per ora non mi pento di nulla perché non credo di aver fatto qualcosa di cui pentirmi. Una cosa di ci vado molto fiera, invece, è l’attivazione del progetto, da me fortemente voluto, “Far crescere il Municipio a Scuola” che oggi andrà in affidamento. Si tratta di un programma culturale ed educativo per le scuole materne comunali del IV Municipio, ha ad oggetto il riciclo, il rispetto della natura e degli altri. Lo scopo è avvicinare i bambini, ma anche le insegnanti alla cura e all’osservazione della natura. Verranno fornite alle scuole delle piccole piante ed una compostiera in cui riciclare gli scarti alimentari: le piantine una volta cresciute verranno prelevate per la piantumazione nel territorio all’interno del quartiere cosicché i bambini possano poi vedere crescere ciò che loro hanno contribuito a creare>>.

Quale eredità vorresti lasciare ai tuoi elettori?

<<Sicuramente un quartiere più vivibile, ma io punto tanto sulla cultura, vorrei che la popolazione del IV Municipio capisse che non siamo una periferia. In concreto stiamo pensando di promuovere nuove biblioteche, musei, mostre, coinvolgendo il più possibile i ragazzi delle scuole. Mi piacerebbe che ci fosse un cinema, riaprire il teatro Speroni ed il teatro Gerini, realtà che potrebbero alimentare una nuova rinascita culturale>>.

Il problema dei migranti stanziatisi alla Stazione Tiburtina: quali misure pensi di attuare? Potrebbe esserci un tavolo congiunto, come auspicato da Sciascia, con la Sindaca Raggi, le associazioni che gestiscono l’accoglienza e le Forze dell’Ordine, per avviare trattative e risolvere la questione?

<<Sciascia parla di tavolo comune come se non sapesse che questa cosa c’è già, sembra più una dichiarazione a carattere auto-promozionale. Le Forze dell’Ordine con tutti gli enti che lavorano in questo territorio, hanno già formato un tavolo da diversi mesi. Io sono direttamente coinvolta insieme all’assessore per la sicurezza e a quello competente dei servizi sociali. A livello comunale, inoltre, si sta strutturando un Dipartimento per la Sicurezza e contemporaneamente si sta lavorando per l’istituzione di un tavolo prefettizio attraverso cui il Prefetto collaborerà con le realtà municipali interessate. Per quanto riguarda poi la gestione dei migranti va trovata una soluzione dignitosa sia per il territorio che per queste persone. Non ci può aspettare una determinazione amministrativa che attenda la competenza del solo Quarto Municipio, ma c’è tutta la disponibilità del Quarto Municipio ad agevolare e realizzare progetti di Roma Capitale che curino questo particolare aspetto sociale>>.

Il problema degli allagamenti ripetuti su Via Tiburtina che creano danni ai commercianti e disagi significativi ai residenti, come risolverli?

<<E’ un problema atavico che riguarda principalmente la struttura della rete fognaria, acuito dalla presenza di alcuni cantieri la cui prossima chiusura determinerà certamente un miglioramento della situazione Ci sono stati nel recente passato, per la verità, dei piccoli intoppi dovuti all’intervento della Sovraintendenza dei beni culturali per il recupero di alcuni reperti archeologici di origine romana. Auspicabilmente per l’estate del 2017 la viabilità dovrebbe riacquistare maggiore fluidità a seguito della definizione dei lavori e per quanto riguarda gli allegamenti ci ripromettiamo di impegnare risorse del prossimo bilancio per la pulizia e una migliore manutenzione dei tombini>>.

 

 

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23959115Escono ogni anno tonnellate di libri senza un pubblico. Tonnellate. Poi per smentire il popolo dei pennaioli escono anche i buoni libri. Quelli che si rivolgono ad un ampio pubblico perché hanno la capacità di tradurre concetti ermetici in un linguaggio comprensibile per tutti e allargano i concetti aggiungendo il pensiero. I buoni libri regalano la facoltà di pensare. In tempi di tubi “catatonici” e di capitani di ventura vale tutto il prezzo del biglietto. Andrea Leccese lo conoscevamo già. Con il suo stile pungente e dinamico ha conquistato parecchi spazi nella mia libreria. Scrive quei libri le cui costolette laterali sono sempre marcate. Vi ritroverete spesso a riaprirli quei libri. “Maffia & Co” ha un degno spazio tra questi. Andrea Leccese propone un tema difficile, il rapporto tra italiani, capitalismo e mafia, ma come al solito non risparmia approfondimenti che allargheranno i confini della problematica fino a ridefinirla e , come promesso, a regalare il dono del pensiero. Ma questa volta non basta recensire il suo libro, lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto un po’ di domande spinose, di quelle scomode che di solito non si pongono.

andrea-lecceseLa mafia è definibile come un reato ideologico?

<Se per ideologia intendiamo il complesso delle idee e della mentalità proprie di una società in un determinato periodo storico, la risposta la trovi proprio nel mio libro e appunto nelle riflessioni sul “capitalismo criminale”. La “religione” ultraliberista favorisce in larga misura il radicarsi del fenomeno mafioso.>

Nel libro allarghi il concetto della mafiosità e dello stile mafioso un pò a tutta Italia … Milano come Roma e non sempre Napoli o Palermo, Quanto la mafia è uno stile di pensiero acquisito nel tempo e quanto invece è patrimonio culturale dell’italiano?

mafia-silenzio<Bisogna confutare la falsa credenza che la mafia sia solo un problema meridionale. E non è neanche un problema italiano. Ormai le mafie costituiscono una componente strutturale dell’economia globalizzata. È il mercato senza regole che assicura il successo planetario di questi delinquenti.>

nel concetto del riciclaggio del denaro sporco c’è una grande attività lavorativa, per assurdo La mafia ha una etica del lavoro e dell’imprenditoria?

<Nicola Tranfaglia sostiene che la lunga coabitazione con le mafie abbia prodotto un trasferimento del metodo mafioso dai gruppi criminali alla parte “sana” della società. Quindi nel mondo dell’impresa lecita, nella pubblica amministrazione, etc. Una tesi interessante.>

 in una mentalità capitalistica quanto l’impresa fa mafia e quanto invece la mafia fa impresa?

<Io definisco il mafioso come un imprenditore soprattutto per mettere in evidenza la dimensione economica del fenomeno. E quindi per sostenere che la cosa più importante da fare è aggredire i patrimoni.>

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 dal libro non sembra ci sia molto margine di salvezza, sembra che solo le forze dell’ordine (di cui mancano gli esempi) siano esenti da pensiero mafioso, siamo irrecuperabilmente votati alla convenienza mafiosa? c’è un capitalismo italiano alternativo?

<Certo che esiste un capitalismo alternativo, più etico. L’etica conviene all’impresa. Un tempo si diceva “socialismo o barbarie”. Noi oggi siamo per lo meno di fronte a un bivio: un capitalismo sostenibile o un capitalismo sbrigliato e dominato dai criminali. Come sostiene il cardinale Reinhard Marx, l’alternativa è dunque tra la sopravvivenza e la fine dell’umanità.>

leccese mafia.inddIn un mondo reale, si può vivere di sola onestà ?

<Io cerco di reagire, di combattere la cultura mafiosa, con un libretto comprensibile a tutti su un fenomeno complesso e su un argomento così urticante.>

Maffia & Co è in libreria, edizioni Armando Editore, con l’estate che finisce e con lo stato melanconico che rischia di prenderci sarà un ottimo compagno di viaggio, uno spunto da cui partire. Ad arricchire la riflessioni troverete nel volume anche l’ intervista a Imma Giuliani, consulente nel processo “Trattativa stato-mafia” e “Mafia Capitale” che inquadra ulteriormente la problematica e la sviluppa attraverso spunti nuovi. Abusando di un termine anni ’90, un “must” .

Maffia & Co , Andrea Leccese , edizioni Armando Editore.

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