Bussoletti: superate le 500.000 visualizzazioni del video ‘Selvaggia Lucarelli’

Bussoletti Foto UfficialeBussoletti_SelvaggiaLucarelli_Cover

Non ce l’ho con Selvaggia Lucarelli/ Semplicemente credo che siamo più belli/ Non ce l’ho con Selvaggia Lucarelli/ ma preferisco ancora i fiori ai coltelli..

Questo il ritornello, decisamente orecchiabile del nuovo singolo, nuovo-futuro “tormentone”, forse nemmeno troppo futuro, di Luca Bussoletti, giovane cantautore romano che al suo attivo vanta già diversi riconoscimenti: il premio Donezia, Il premio Donida nonché il premio “Arte e diritti umani 2016” conferitogli da Amnesty Italia per la canzone “Povero drago” scelta da Amnesty per celebrare i suoi quarant’anni in Italia.

La sua ultima “fatica” “Selvaggia Lucarelli”, pubblicata lo scorso 20 gennaio da “8 BEAT”, in soli dieci giorni ha ottenuto 100.000 streaming su Spotify e oltre 500.000 visualizzazioni su youtube (https://youtu.be/PMn6nSV6BYM ), riscuotendo notevole successo nel web e non solo. Il brano, terzo inedito del nuovo album in uscita nel 2017, nella sua tonalità apparentemente ludica sottolinea il rischio nonché  la deriva degenerativa della comunicazione realizzata  social-network ed è intitolato con il nome della nota blogger e giornalista in quanto attiva rappresentante ed esponente significativa proprio del mondo social.  Ad aprire il video la frase di Stefano Benni: “La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio”.

Bussoletti porta a riflettere sul problema etico dei limiti linguistici e contenutistici entro i quali siano chiamati a “muoversi” i social: è giusto che nel Web tratti di tutto? Se sì con quale tipo di linguaggio? Blog satirici /che parlano di bigodini/ Troppo liberi/colpiscono anche i bambini… e ancora Stop al porno/ tranne per masturbarsi/ Stop a corna su prime pagine/senza rimorsi/ Dimmi quanti follower hai /e ti dirò chi sei…

All’uso di toni duri e taglienti il cantautore privilegia la ricerca della bellezza: il bello nella concretezza e nel pensiero, da rintracciarsi nella vita di tutti i giorni nella poesia, in un paesaggio o nella musica, come strumento salvifico. Bellezza è Dario Fo/Bellezza è Erri De Luca/ Bellezza è il fiume Po’/quando dalla nebbia sbuca/Bellezza è la Hack/ Bellezza è la Merini / Bellezza è chi fa rock sperduto in mezzo agli Appennini.

Un moderno richiamo, quello del cantante romano, sul  tema dei doveri e delle responsabilità: c’è bisogno di ripensare l’etica e le responsabilità non solo sulla comunicazione, ma soprattutto verso la comunicazione riscoprendo così con coraggio nuovi-vecchi  valori  capaci di rendere più sobri i comportamenti dell’uomo. E perché no, più solidali!

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