Roberta Capoccioni: “E’ arrivato il momento per noi donne di emergere in politica”

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Per l’ultima tappa della rubrica “Le Presidenti: Sette Donne Sette Storie” conosciamo Roberta Capoccioni alla guida del Terzo Municipio. Romana, classe 1977, mamma di Sergio Gabriele di diciannove anni, ama definirsi un’ imprenditrice prestata alla politica: è concreta, ambiziosa, una “donna del fare” e vuole dimostrarlo…. Dopo diverse “peripezie” riesco finalmente ad incontrarla presso la bella sede di Piazza Sempione…..

Ciao Presidente! Come si svolge una tua giornata?

<<Dipende dalle giornate! Sono imprevedibili: iniziano in un modo e non seguono la programmazione che dovrebbero. In linea di massima posso dire che lavoro praticamente in modo  ininterrotto dalle 8.00 alle 23.00 compreso il sabato e talvolta anche la domenica. Lavoriamo tanto perché vogliamo ottenere dei risultati il più velocemente possibile: finché non li vedremo non ci arresteremo. Mi alterno tra le 3 sedi del Municipio: via Flavio Andò, dove ci sono gli uffici tecnici, per discutere delle problematiche relative al verde, alle strade o a gli impianti; via Fracchia dove invece ci sono i servizi scolastici e sociali e Piazza Sempione dove c’è il mio ufficio istituzionale. Inoltre mi dedico ai sopralluoghi ed alle segnalazioni dei cittadini con cui mi piace confrontarmi in modo diretto, senza filtri, anche perché la politica di “prossimità” va fatta partecipando attivamente e non stando dietro una scrivania…L’unica piccola “imperfezione” operativa è che non riesco a rispondere quanto vorrei alle numerose sollecitazioni che mi giungono via mail: sono sempre in giro!>>

Lavorando dalle 8.00 alle 23,00 non hai più una vita privata….

<<Assolutamente no!Prima di diventare Presidente l’impegno politico era inferiore: alla mia attività di imprenditrice aggiungevo un paio d’ore per fare attivismo, ma da quando sono stata eletta la mia giornata è fitta di impegni che si prolungano fino a tardi. Sono fortunata perché ho un figlio(Sergio Gabriele) di 19 anni e posso dedicarmi assiduamente alle problematiche municipali; ma se fosse stato più piccolo probabilmente non avrei intrapreso questo percorso….Ormai per vedermi mi chiede appuntamento ed io lo inserisco in agenda!  Devo, però,  dire che invece lui è ben contento…… di non avermi trai piedi!!!!>>

Anche tuo figlio fa attivismo?

<<Mai seguire le orme della mamma! Sergio Gabriele è un creativo, ha una personalità artistica, ama la musica: suona e canta e si dedica con passione al suo indubbio talento… Non segue il mio indirizzo, ne prende le distanze, non certo politicamente,  ma soltanto perché ha altre passioni….>>

Hobby?

<<Io sono iperattiva per cui nella vita ho fatto molte cose che ho abbandonato per seguirne altre. Amo le attività manuali ed in particolar modo quelle legate al riciclo dei materiali: a tal fine ho aperto un piccolo laboratorio in cui facevo e, quando finirò il mandato, tornerò a fare, oggetti con materiali riciclabili come borse e monili. Tra l’altro abbiamo dato vita ad Iniziative di questo tipo, che sono anche divertenti, come forma di attivismo per far comprendere ai cittadini l’importanza di ridurre gli sprechi riutilizzando sotto forma diversa oggetti del nostro quotidiano.>>

Hai un sogno nel cassetto?

<<Mi piacerebbe completare questo mandato definendo situazioni che da anni sono rimaste aperte come ad esempio il parco Talenti che vorrei fosse finalmente restituito ai cittadini.>>

La tematica dell’ambiente ti è particolarmente cara….

<<Ci tengo tantissimo ed ho voluto appositamente creare una bella squadra ambiente: “laica” politicamente e non targata M5S perché volevo che tutti i cittadini si sentissero rappresentati. E’ arrivato il momento di ri-prendersi gli spazi verdi di riqualificarli, presidiarli e curarli con attenzione perché rappresentano un patrimonio non solo municipale. E’ vero che la casa conta ma anche  il verde sotto casa,  perché regala ed alimenta un equilibrato senso di bellezza.>>

Parliamo delle donne…Tu sei una mamma giovanissima, una donna in carriera quanto conta l’indipendenza per una donna oggi?

<<Io mi ritengo una persona fortunata perché sono cresciuta in una famiglia tutta al femminile, dove il ruolo della donna è stato fondamentale: mia madre, che ora non c’è più, era una donna con una grande personalità e ha trasmesso a me e alle mie due sorelle il valore dell’indipendenza. Purtroppo non per tutte è così e l’attività politica mi ha dato modo di conoscere realtà in cui la parte femminile della società è ancora condizionata mentalmente. Devo dire che un piccolo obiettivo raggiunto, fortemente voluto da me e dai miei consiglieri, è stato quello di destinare 10.000 euro del bilancio per definire un progetto a favore delle donne. Ci stiamo confrontando per capire come investirli ma sicuramente verranno impiegati nella lotta contro la violenza e lo stalking. Dobbiamo ringraziare il movimento femminista per avere fatto parlare della condizione femminile ma oggi è arrivato il momento di porre in essere azioni concrete che aiutino le donne in difficoltà.>>

Cosa fare per aiutarle?

<<Ad esempio elaborare progetti per mamme con bimbi piccoli ma senza un compagno che versino in condizioni economiche difficili, oppure creare una “rete” tra donne che possano interfacciarsi e supportarsi a vicenda.>>

Cosa pensi in quanto donna della polemica insorta a seguito dei titoli di “Libero” aventi ad oggetto la  sindaca Raggi?

<<Devo dire che sono vergognosi! Li trovo assurdi e trovo assurdo che si voglia fare clamore soprattutto oggi che la parità tra uomo e donna anche sessualmente è stata raggiunta. Questi titoli però non si usano quando si parla di uomini e delle loro vicende pruriginose….>>

A proposito di comportamenti sessisti anche il Terzo Municipio non è rimasto esente da polemiche….

<<Si perché uno dei miei assessori, Domenico D’Orazio, ha fatto una battuta anche molto sciocca; io l’ho ripreso perché nel suo ruolo istituzionale deve valutare doverosamente l’opportunità di considerazioni decisamente infelici.  Non ci si può permettere di avere un’uscita cosi poco ponderata soprattutto in un momento in cui l’attenzione mediatica su di noi appare, gioco forza, assai elevata. Detto questo lo conosco personalmente e, senza volerlo giustificare, posso solo aggiungere che ha sbagliato tempi e modi di una battuta, perché di questo si trattava.>>

Titoli maschilisti, battute sessiste: come si fa a cambiare questa mentalità ormai radicata nella nostra società?

<<Non lo so! Come ci possano esistere ancora ambienti così maschilisti, non lo comprendo: nel M5S una tale mentalità non ha davvero cittadinanza anzi molte donne vengono candidate proprio perché viene riscontrata in loro la sensibilità e la capacità di comprendere persone e situazioni prima degli uomini. Non sono, però, molto d’accordo con la necessità di garantire a tutti i costi, anche attraverso strumenti a ciò funzionali, la parità di genere per esempio nelle votazioni durante le elezioni perché sembra che si voglia sottolineare una differenza tra uomini e donne che invece “rerum natura” non c’è! Io, per esempio,  la mia giunta è composta prevalentemente al maschile: quattro assessori e due assessore scelte, ti confesso,  perché sono una simile a me e l’altra diversa. I criteri di scelta sono stati dettati dalle attitudini e dalle competenze, non dal genere….>>

A proposito delle donne della tua giunta, Giovanna Tadonio (assessora alla Sicurezza e alla polizia locale di Roma) è stata investita da polemiche perché moglie di Marcello De Vito….

<<Si! Si è parlato addirittura di “parentopoli”. In realtà ho scelto Giovanna perché presenta molte delle caratteristiche che a me mancano: sono una donna del fare e poco del dire, non sono celebrativa e lei mi ha aiutato moltissimo supportandomi nelle comprensibili difficoltà iniziali: non la cambierei con nessun altro. Detto questo, il M5S è nato su Roma nel 2012 aggregando un centinaio di persone: cento persone che hanno collaborato fianco a fianco, che hanno portato avanti un percorso comune, che si sono fidate le une della altre, allora credo sia naturale e ragionevole, quando viene il momento di scegliere la propria squadra, rivolgersi a coloro con cui si è instaurato un rapporto fiduciario perché nato da un percorso comune e condiviso. Purtroppo mi duole dire che in questi 5 anni di attivismo ho notato, con molto dispiacere, che le donne che riescono a partecipare in maniera assidua agli incontri è limitata ad un 20/30 % rispetto alla percentuale maschile, ciò mi fa pensare e mi fa credere ancor di più che si debba incidere sulla società per facilitare l’accesso del mondo femminile in politica>>

Esiste una modalità maschile e una femminile di approccio ai problemi della realtà socio-politica-economica-culturale?

<<Non mi piace generalizzare, credo che la diversità di approccio sia legata non tanto al genere quanto alle peculiarità caratteriali di ogni singolo; però posso affermare che le donne sono sicuramente più intuitive, comprendono prima e meglio la personalità altrui.>>

L’impegno politico è stato considerato da molti un esercizio spesso legato al proprio tornaconto personale; cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?

<<Devo dire che per me questa scelta non è stata facile anche perché io gestivo una società che al momento sto trascurando per dedicarmi all’ attività municipale e che ora segue completamente il mio socio, persona stupenda che ringrazio per tutto ciò che sta facendo.  Nella vita bisogna fare delle scelte ed io mi sono sentita di farla. La passione per la politica non è nata, né è stata alimentata dalla mia famiglia: i miei genitori, avendo vissuto il ’68, hanno tenuto sempre alla larga me e le mie sorelle da qualsiasi forma di attivismo, ma evidentemente la verve politica era dentro di me. Sono scesa in campo, mettendomi in gioco, incuriosita da Grillo e dall’ esperienza di Pizzarotti a Parma; sono diventata quindi attivista qui nel Terzo Municipio e poi ho affiancato alla Camera dei Deputati Roberta Lombardi che stimo moltissimo e reputo essere donna di grandi capacità, occupandomi dei rapporti istituzionali e facendole da referente per il territorio. E’ stata un’esperienza formativa ed interessante: per la prima volta dei cittadini entravano nelle Istituzioni per comprendere come funzionassero determinate dinamiche prima sconosciute e ciò ha fatto sì che io mi appassionassi ancora di più a questo mondo. Poi è arrivata la candidatura e la vittoria alle elezioni ed ora, lavorando per il Terzo Municipio, ho capito che basta veramente poco per cambiare la giornata alle persone: basta ascoltarle, entrare in contatto con loro ed intercettare in ottica costruttiva tutte le loro problematiche. Come è accaduto poche settimane fa, quando mi sono recata insieme al mio assessore al sociale in un centro anziani del Municipio, per verificare lo stato della struttura e programmare gli interventi da compiere. Qui ci siamo interfacciati con le persone presenti le quali non soltanto ci hanno portato a conoscenza delle loro situazioni personali, ma hanno voluto conoscerci per capire chi amministrasse il territorio. Il contatto con la gente, sopratutto per chi lavora nella politica di prossimità,  è fondamentale!>>

Quali apporti può arrecare, secondo te, l’esperienza femminile nella realizzazione del bene comune?

<<Beh sicuramente tra le caratteristiche che connotano le donne c’è il pragmatismo: sono pratiche e concrete, arrivano direttamente al punto quando si tratta di risolvere i problemi. Ti porto un piccolo esempio: la gestione della aree verdi è dipartimentale quindi per la manutenzione delle aree di competenza del territorio del terzo Municipio mi sono attivata immediatamente ed in prima persona reperendo prima i contatti del responsabile e pressandolo poi fino a quando non ha corrisposto alle sollecitazioni rappresentate. Purtroppo i tempi per la risoluzione delle problematiche sono lunghi e non avendo una diretta competenza sulla questione, faccio fatica a metabolizzare una tempistica che per me, abituata a lavorare nel privato, pare decisamente  inconcepibile. E per certi inaccettabile,  pur rispettando, ovviamente,  una procedura che però in ottica prospettica bisogna provare a snellire>>

Quali sono le determinanti di accesso in politica?

<<Ci vuole impegno, studio, competenza e tanta passione! Perché come affermava Baltasar Gracian: “La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca”. Ed io, per esempio, mi sono appassionata alla vicenda di Parco Bolivar e da quando si è scoperto della presenza di un bunker della seconda guerra mondiale, nascosto da un giardino, ho deciso di volerlo restituire ai cittadini il prima possibile.>>

Quale invito vorresti rivolgere alle donne di oggi affinché si impegnino nella vita politica portando in essa le proprie capacità umane, intellettuali e professionali?

<<Le donne spesso, per il senso di dovere nei confronti della propria famiglia e della casa, limitano un po’ la loro voglia di mettersi in gioco e allora mi rivolgo a loro invitandole ad uscire, a partecipare attivamente alla vita di quartiere e a rendersi conto che pur facendo piccole cose, come restituire un parco pulito o risistemare un palo caduto, si realizza del bene comune e si fornisce il proprio contributo non solo ai propri figli ma a tutta la comunità e ciò è ancora più gratificante!>>

Parliamo di Roma: ormai “fuggono” tutti da questa città…

<<Roma è Roma ed è la città più bella del mondo, è impossibile non innamorarsene! Io ci sono cresciuta, ci ho sempre vissuto e non me ne andrei mai… Oltretutto il terzo Municipio è davvero molto bello, ne approfitto per fargli pubblicità…ci sono bellezze archeologiche, poco pubblicizzate, ma che vale la pena venire a visitare. A tal fine abbiamo elaborato un progetto-pilota con l’Università “La Sapienza” volto a creare sul sito del Comune di Roma, una homepage in cui si possano mostrare le bellezze che appartengono al nostro Municipio per valorizzarle.>>

Quali strumenti secondo te devono essere utilizzati per risollevare le sorti di questa città? Per alcune Presidenti si dovrebbe operare prima la riforma istituzionale del Decentramento per poi passare alla risoluzione dei problemi concreti, sei d’accordo?

<<Noi Presidenti facciamo parte dell’Osservatorio sul Decentramento e se c’è un tema che trova pieno consenso da parte di tutti, questo è quello del decentramento: ne abbiamo assoluto bisogno perché Roma si compone di 15 municipi che sono in realtà 15 città con problematiche diverse, che non possono essere assolutamente gestite centralmente. Bisogna trovare un modo e non è semplice. Abbiamo bisogno non solo di risorse economiche ma anche di risorse umane a cui attribuire vari compiti, quindi si dovrà pian piano spostare il personale dai Dipartimenti ai Municipi in maniera tale da rendere questi pienamente operativi su tutte le questioni: in primis proprio sulle aree verdi, di cui parlavamo prima,  con risorse economiche e le competenze necessarie per gestirle.>>

Prima la riforma istituzionale ma poi quali  sono gli altri interventi da effettuare?

<<La lotta agli sprechi, i controlli sulle licenze, sui mercati, sulle concessioni rilasciate per rimettere a posto tute le situazioni pendenti, garantire una giustizia sociale e dare a tutti pari chances. Credo che tutto possa essere rimesso a posto con pazienza e fiducia.>>

A livello municipale, invece, quali sono i provvedimenti da prendere?

<<Sicuramente bisogna intervenire su quartieri come Porta di Roma e Parco delle Sabine che, costruiti e poi abbandonati a sé stessi, presentano problematiche come quelle relative all’ illuminazione di vitale importanza per la sicurezza dei residenti, che hanno acquistato le loro abitazioni a prezzi altissimi. Altro punto dolente su cui si rende necessario un intervento immediato è il verde: abbiamo trovato situazioni emergenziali su tutto il territorio, non solo sulle strade o nei parchi, ma anche nelle scuole per il verde verticale: abbiamo, quindi, deciso di dare priorità a questo per evitare tragedie che riguardino la vita dei bambini, garantendo e presidiando un piano di sicurezza ineludibile.>>

Quale eredità vorresti lasciare ai tuoi elettori?

<<Un municipio più sicuro: bisogna intervenire sulla sicurezza con piccoli segnali come l’aumento dell’illuminazione e dei controlli da parte dei vigili e della polizia, gesti che restituiscono ai cittadini la serenità di sentirsi in una città più sicura.>>

Qual è l’idea di fondo del tuo Municipio?

<<Insieme alla giunta ed ai consiglieri ci siamo confrontati molto ed abbiamo individuato la priorità  nella sicurezza, nella pulizia e nel decoro per far si che i cittadini ri-trovino fiducia nelle Istituzioni. Vogliamo, poi, terminare tutte quelle opere che sono rimaste incompiute costruire  in ogni parte del municipio un’ opportunità-sociale che possa fungere da punto di aggregazione per bambini, giovani e anziani.>>

Qual è il progetto di cui vai più orgogliosa?

<<Vado molto orgogliosa del lavoro che stiamo compiendo nel sociale( ben il 70% delle risorse del bilancio sono dedicate ad esso). Stiamo riorganizzando tutti i servizi offerti sul territorio perché, dopo un attento monitoraggio, ci siamo resi conto che molti non funzionavano e toglievano risorse importanti. Il progetto, però, di cui vado più fiera è quello di essere riuscita a garantire ai bambini le 11 ore e mezza dell’ AEC (Assistenza Educativa e Culturale nelle scuole). Quando ci siamo insediati abbiamo messo a bando il servizio ma poi ci siamo accorti che non c’erano i fondi necessari per gestirlo, quindi ci siamo immediatamente attivati e dopo avere chiesto ed ottenuto due milioni di euro dal Comune, siamo finalmente riusciti a garantirlo fino a fine anno.>>

C’è qualcosa di cui ti sei pentita fino ad oggi?

<<No ancora no, anche se avrei voluto chiudere e portare a conclusione problematiche e situazioni che ancora sono aperte perché necessitano di studio ed approfondimento. Vorrei che le giornate durassero 48 ore per potere fare di più di quel che faccio!>>

Il caso Sky: Zingaretti ha dichiarato che bisognerebbe fare tutto il possible per trattenere l’emittente a roma, i Sindacati danno colpa alle Istituzioni, i dirigenti criticano Roma per non avere un piano di sviluppo digitale e per non essere intervenuti nella bonifica del territorio di via Salaria. Si può fare qualcosa almeno per la bonifica dell’area?

<< In realtà sono già stati stanziati 4 milioni di euro, è stata fatta la gara d’appalto ma ad un certo punto una delle ditte partecipanti ha fatto ricorso, bloccandola. Purtroppo l’assurdità in questo paese sta nel fatto che basti il ricorso di una ditta perché si blocchi tutto. Ora però l’area di via Salaria è interessata anche da un nuovo progetto del costo di 500/600mila euro che snellirebbe il traffico e farebbe aumentare la percorribilità aiutando, di fatto, le molte realtà presenti in zona:  quelle commerciali, la sede distaccata della facoltà di ingegneria aerospaziale, sky ecc. Noi stiamo spingendo affinché vada avanti perché quest’area potrebbe realmente svilupparsi se si costruissero le infrastrutture necessarie.>>

Il TMB di via Salaria: avrebbe dovuto essere chiuso già l’anno scorso…

<<Il nostro “ amato” tmb!! Beh se posso dirti la verità credo che sia stata solo propaganda.. Il tmb  gestisce i rifiuti del secondo municipio, del terzo e del quindicesimo e non può essere chiuso perché se lo chiudessimo, ora, senza un progetto alternativo saremmo invasi dall’immondizia. Detto questo, ciò che si deve fare è spingere per una raccolta differenziata efficiente e successivamente trasformare la struttura. La trasformazione può anche riguardare la lavorazione del secco oppure la raccolta degli ingombranti. Noi abbiamo avviato il processo incontrando prima la Muraro e poi la Montanari( attuale assessora all’Ambiente di Roma Capitale) per riprendere il discorso perché per noi è fondamentale che si trovi una soluzione. Il problema vero è proprio riguarda l’indifferenziata che deve essere portata via dal tmb perché determina il cattivo odore e rende invivibile la vita dei cittadini della zona: oggi potremmo farlo attraverso  gare d’appalto che la dislochino in Toscana oppure un’alternativa sarebbe quella di trovare un’altra sede nei dintorni di Roma che la lavori. Prossimamente ci recheremo con il mio assessore all’ambiente e con la Montanari a Pinerolo per visionare un impianto della zona  per capire se possa costituire un’alternativa interessante alla problematica.>>

Cosa rispondi a chi dice che siete inadeguati al ruolo che svolgete?

<<Che non lo siamo, perché abbiamo chiaro in mente il da farsi, altrimenti non ci saremmo mai assunti una simile responsabilità. La delicatezza di questo compito è una sensibilità ben presente in tutti noi. Pensare di risollevare questa città in sei mesi risulta impensabile anche e soprattutto per chi come noi vuole realizzare la trasparenza  attraverso gare che affidino gli appalti in maniera giusta e corretta premiando conseguentemente chi abbia i titoli per vincerli e non gli amici degli amici. Il 2017 sarà l’anno in cui dovremo dimostrare di che pasta siamo fatti.>>

Se fossi stata al posto di Virginia Raggi ti saresti dimessa?

<<No! Sicuramente Virginia deve concentrarsi di più su sé stessa e sulle sue capacità. Non è facile essere sindaco ed è ancora più difficile essere sindaco di Roma. Ha commesso alcune ingenuità di cui si è assunta in prima persona la responsabilità, ma di qualcuno bisognava pur fidarsi: non conosco Marra, conosco  superficialmente Romeo solo per averlo visto in Comune ed ho fiducia in Frongia.>>

Ultima domanda: Se un tuo assessore si fosse espresso con le parole di Berdini, lo avresti allontanato?

<<Per me l’importante è l’obiettivo finale per cui se reputo la persona valida, competente ed efficiente mi disinteresso completamente del giudizio che possa avere su di me e vado avanti; non bisogna necessariamente essere “amici”, ma bisogna, questo sì, concorrere con responsabilità e reciproco rispetto reciproco nella realizzazione del bene comune.>>

A conclusione della mia rubrica colgo l’occasione per ringraziare per la loro disponibilità e gentilezza le mie autorevoli “compagne di viaggio” che ho avuto l’opportunità di intervistare nonostante i loro numerosi impegni. Un grazie quindi va a: Roberta Della Casa, Monica Lozzi, Giuseppina Castagnetta, Silvia Crescimanno, Francesca Del Bello, Sabrina Alfonsi e Roberta Capoccioni. Senza il loro contributo questa rubrica sarebbe rimasta solo un ambizioso progetto.

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