Monica Lozzi: rigore “milanese” e creatività “romana” per il VII Municipio

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Il nostro viaggio nel mondo al femminile della politica romana, oggi, prende la direzione di Piazza Cinecittà n° 1 quarto piano, prende la direzione della sede del VII Municipio. Qui incontriamo Monica Lozzi la Presidente. Donna pratica e concreta, una decisionista che alle parole preferisce i fatti. Assistente giudiziario in aspettativa, 44 anni, mamma di Claudia di ventidue, moglie di Adriano, Maresciallo dell’Aeronautica, amante degli animali al punto di avere con sé  tre Labrador, quattro gatte (le sue portafortuna) e due tartarughe: “Ho raccolto, dice, ciò che è stato abbandonato da altri”. Amante della lettura, soprattutto di libri di attualità ed inerenti la condizione della donna, ballerina di salsa, quando i tempi dell’attività politica lo consentono. Nel suo Ufficio una scrivania, un tavolo per le riunioni, una cassettiera, due lavagnette magnetiche dove annotare gli impegni del giorno ed i problemi da risolvere. Uno staff tutto al femminile pronto ad aiutarla: Samantha, Simonetta, Susanna e Maria Luisa le sue fidate collaboratrici. Nessuna foto. Nessun Mattarella, Casaleggio, Raggi o Grillo: “non è nel mio stile, non ho neanche quella di mia figlia”. Nessun personaggio a cui guardare come modello da emulare, solo sé stessa. Nessuna scaramanzia: ” ho smesso di esserlo molto tempo fa a seguito di un momento delicato della mia vita in cui ho capito che ognuno scrive la propria storia”.

Una donna ambiziosa, diretta e risoluta nella vita così come nelle risposte…

Salve Monica, è stata da poco eletta Presidente del VII Municipio, quando ha iniziato ad avvicinarsi al mondo politico?

<<La mia avventura politica inizia nel 2010 con il Cesena Woodstock 5 Stelle, da lì poi sono seguiti  i meet up del 2012, la candidatura nel 2013, quando sono stata eletta consigliera d’opposizione per poi giungere alla Presidenza ottenuta nel giugno 2016. Prima del 2010 non mi sono mai dedicata alla politica ma insieme al mio secondo marito ho iniziato ad interessarmi del territorio, a collaborare attivamente nel Comitato di quartiere di Morena mettendo a disposizione degli altri cittadini le mie competenze>>.

Qual è la sua giornata tipo?

<<Arrivo in Municipio alle 8.45 sbrigo gli appuntamenti, mi reco nei vari Dipartimenti o in Campidoglio perché mi piace seguire le questioni personalmente per risolvere i problemi il più rapidamente possibile. Terminati gli affari istituzionali, dopo le 18.00 mi dedico agli incontri sul territorio con i singoli cittadini che vogliono interfacciarsi con me, con i Comitati di Quartiere e la Comunità Territoriale che li raccoglie con cui mi coordino attivamente, data l’ampiezza del Municipio (47 kmq per oltre 300.000 abitanti n.d.r.). Non si torna a casa prima delle 21.00/21.30>>.

Nella sua scheda personale ha dichiarato: “sono una donna e come tale spero che si possa un giorno arrivare a quel rispetto tra i sessi che ora manca. Non sono una femminista che recrimina una cieca parità dei diritti, sono solo una persona che chiede di avere lo stesso diritto di un uomo di poter manifestare le proprie diversità, gli stessi diritti di scelte e le stesse possibilità di decidere a quali identità appartenere senza necessariamente essere incasellata in una di quelle proposte dalla società per il genere femminile”. Le chiedo a che punto è nel nostro paese L’emancipazione del ruolo femminile ?

<<Sia in politica che in altri settori, l’emancipazione femminile non è al punto in cui dovrebbe essere. Noi donne non abbiamo molte opportunità a meno che non ce le prendiamo con le unghie e con i denti, non abbiamo agevolazioni per la gestione dei figli e dobbiamo essere multi-tasking per riuscire a portare avanti famiglia e lavoro. Inoltre l’esistenza del vincolo delle quote rosa non rappresenta certo un passo in avanti per noi donne perché si dovrebbe scegliere  esclusivamente in base al merito e non in base al genere… >>

A tal proposito la Riforma Renzi/Boschi introduce, modificando l’Art 55 Cost., “l’equilibrio tra uomini e donne nella rappresentanza”. Secondo lei è una conquista?

<<Per me è un passo indietro perché le persone vanno scelte in base alle qualità personali e non in base al genere, il sesso non deve essere un criterio di scelta in nulla; deve prevalere il merito>>.

Nella sua esperienza politica prima da Consigliera e poi da Presidente si è sentita penalizzata in quanto donna? Ha avuto difficoltà ad emergere?

<<No mai. Personalmente all’ interno del Movimento non ho mai avvertito questa difficoltà, ma avendo un carattere molto forte, se anche l’avessi percepita, sarei riuscita comunque a farmi valere come un uomo per la mia determinazione e la mia concretezza. Del resto inutile sottolineare la tangibile diversità del nostro Movimento anche in questo : siamo riusciti a fare eleggere, a Roma,  il primo Sindaco donna e tante Presidenti ( cinque su sette n.d.r.)>>.

Però la sua squadra di governo è composta prettamente al maschile…

<< In realtà mi avvalgo della collaborazione di due assessore (Veronica Mammì ed Elena De Santis n.d.r.)  e quattro assessori (Giuseppe Commisso, Piero Accoto, Marco Pierfranceschi, Salvatore Vivace n.d.r.) che ho scelto in base ad un unico criterio: Il merito. Siamo 4 a 3, ci bilanciamo… In generale  il vero problema per il governo di un Municipio è  intercettare competenze che possano dedicarsi a tempo pieno all’ attività municipale. Un aspetto, questo,  non secondario. Ho contattato diverse professionalità poco convinte ad accettare una responsabilità operativa in ambito municipale perché impegnate a farsi valere nel proprio settore e  dato che nel mio Municipio si deve dare il 100%  alla fine ho optato per persone che potessero lavorare con me a tempo pieno con un’unica eccezione l’assessora con delega alla Scuola per la quale non era possibile alcuna forma di sospensione temporanea >>.

Lei interagisce con il mondo maschile e quello femminile, in che cosa si differenziano tra loro? Qual è stata la volta in cui si  è comportata da “uomo”?

<<Beh io mi comporto sempre da uomo: “Qui comando io! ” (sorride n.d.r.) A parte gli scherzi, sono una persona pragmatica, credo che sia questa la componente maschile del mio carattere…Nella mia Giunta la differenza principale tra uomini e donne  è data dalla fantasia e dalla progettualità delle prime nell’ affrontare le problematiche e dalla concretezza dei secondi nel realizzarle. Concretezza e Fantasia un binomio perfetto per aggredire le criticità e risolverle>>.

 La May in Inghilterra è stata nominata Prime Minister, la Merkel si è nuovamente candidata a Cancelliera, la Clinton ha sfiorato la Presidenza americana, coltiva anche lei un’ambizione politica in ambito nazionale?

<<A me piace lavorare sul territorio a livello comunale perché si ha un riscontro immediato delle attività che si portano avanti. Noi del Movimento 5 stelle abbiamo il vincolo dei due mandati ed io sto al secondo. Una volta terminato se il Movimento riterrà opportuno un mio ulteriore contributo, non mi tirerò indietro>>.

Qualche mese fa una sua dichiarazione sulle donne ha fatto  scalpore: «Io le donne le nomino per la loro competenza, in passato venivano nominate donnine perché erano in grado di sollazzare il politico di turno nelle ore notturne». Rispondeva così a quanti l’accusavano di avere scelto come consigliera Veronica Mammì, perché fidanzata di Enrico Stefano attuale consigliere comunale, senza ritornare sulla polemica… Un’accusa forte, ecco le chiedo: “E’ ancora così? E’ cambiato qualcosa nella politica italiana?

<<Mi dispiace per l’ eco di quella dichiarazione. Mi riferivo, semplicemente, alle cronache degli ultimi anni in cui talvolta sono emerse storie di questo tipo. In tal senso riconosco che nei miei primi colloqui di lavoro mi è capitato che venissero favorite persone in quanto “fidanzate di” o “amiche di”..Purtroppo la mentalità italiana nel passato è stata questa e le donne che sono andate avanti per le loro caratteristiche hanno dovuto lottare per far valere la propria professionalità. Quando ho difeso a spada tratta la Mammì, l’ho fatto perché in quel momento volevano far credere che  l’avessi scelta “in quanto fidanzata di”. Io, viceversa, l’ho scelta per la sua competenza e perché rappresentava il profilo di cui questo municipio aveva bisogno

Parliamo di Roma e dello stato di decadenza in cui versa, come risollevare la sua sorte?

<<Roma è bellissima per tutto il suo patrimonio artistico e culturale: da turista è la città più bella del mondo, da residente è una delle città più difficili in cui vivere, non soltanto a causa del degrado in cui versa ma anche a causa della grandezza del suo territorio. Questa metropoli va risollevata recuperando il suo tessuto socialeil senso civico,sburocratizzando l’attività amministrativa che non riesce più a fornire servizi, rivalutando le persone che lavorano nell’amministrazione capitolina e riducendo lo scollamento tra le istituzioni e la cittadinanza. In tal senso è fondamentale “battere il territorio” per andare incontro alle esigenze dei cittadini e per  risolvere i loro problemi. Ci vuole tempo perché bisogna svecchiare un meccanismo che ha funzionato in un determinato modo ma io sono sicura che ci si riuscirà>>.

Lei ha vissuto per tre anni a  Milano, Roma o Milano?

<<Da turista sceglierei sempre Roma ma per viverci sceglierei Milano. Mi piacerebbe che la mia città ed il mio municipio avessero l’equilibrio, l’ordine, ed un po’ di  senso civico in più che i milanesi hanno >>.

La sua agenda 2016/2021 è contraddistinta dai seguenti obiettivi: trasparenza amministrativa, diritti sociali, cultura, ambiente… Quali sono le sue priorità ? Quali obiettivi invece ha realizzato?

<< Io ho da subito dato importanza al territorio e ai cittadini, girando nei vari quartieri per stabilire un contatto immediato e diretto con le persone, intercettando il loro disagio.  Aprire un dialogo con loro e fare politica insieme resta una nostra priorità perché mi piace l’idea che siano i cittadini a dettare l’ agenda di lavoro. Stiamo, inoltre, sbloccando tanti lavori fermi da decenni sul territorio : opere pubbliche che nei primi sei mesi del 2017 riusciremo a realizzare. Stiamo anche avendo cura di  pubblicare tutti gli atti di giunta per permettere ai cittadini di verificare giorno dopo giorno il nostro impegno nell’attuare programmi.  Stiamo, infine,  portando avanti un progetto per riorganizzare una serie di servizi in ambito amministrativo e  di impatto sociale al fine di renderli più efficienti per la cittadinanza e meno gravosi per gli stessi dipendenti. Trasparenza, diritti nel sociale e scuola rappresentano le nostre priorità. Per quanto riguarda gli obiettivi, preferisco far parlare i fatti : abbiamo molti progetti in piedi, sono partiti dei bandi per la realizzazione di alcune opere anche se non nascondo che alcune incomprensibili difficoltà  legate a vecchie logiche amministrative, rendono meno immediata la loro concretizzazione. Aggiorniamoci  a 2/3 mesi quando si potrà toccare con mano la nostra quotidiana determinazione nel fare.

Un municipio così vasto: quali problemi ha dovuto affrontare in questi primi 5 mesi di Consiliatura?

<<Le principali criticità sono dovute a come funzionava l’amministrazione: ci sono tante persone di buona volontà, ma tante altre che si nascondevano dietro inconsistenti alibi giuridici per via di presunte e pretestuose incompetenze operative. Ho dovuto scardinare questo sistema. In questo municipio non esistono ostacoli burocratici che possano arrestare il motore del nostro progetto di rinnovamento. Ed è per questa severa e rigorosa determinazione che si sono sbloccati numerosi interventi infrastrutturali fermi da tempo: siamo riusciti a trovare i fondi per il problema dei marciapiedi di Furio Camillo; stiamo scrivendo il bando e ci auguriamo che entro gennaio 2017 siano rifatti. La stessa fiducia nutriamo per una soluzione del vecchio Pup di Giulio Agricola (parcheggi sotterranei non portati a termine) che era abbandonato…il territorio è complesso ma ci sono molte realtà attive che danno una mano all’ amministrazione>>.

Quale progetto che sta per realizzare le da’ maggiore soddisfazione ?

<<Mi piacerebbe che la sistemazione di Viale Giulio Agricola possa diventare uno dei “fiori all’occhiello” dell’attuale Amministrazione Municipale: lì era stata prevista la realizzazione di un parcheggio sotterraneo mai terminato lasciando un’ immagine di  degrado per quel territorio. Ora quell’ area tornerà alla originaria bellezza restituendo prestigio ad una zona che resta centrale per il nostro Municipio>>.

Il VII Municipio ha tantissimi parchi, tantissime ville: come valorizzare queste aree ?

<<In stretto contatto con le numerose associazioni stiamo cercando di sviluppare una serie di progetti a carattere culturale e turistico. Se riusciamo a valorizzare meglio riconoscibili e riconosciute risorse naturali come per esempio il Parco degli Acquedotti, coinvolgendo anche attori del territorio come gli artigiani e commercianti, potremmo sottolinearne non solo la bellezza estetica, ma esaltarne anche la storia e la cultura. L’idea è quella di creare dei percorsi turistici, alternativi a quelli consueti del centro, capaci di esaltare tradizione e quotidianità, verde ed asfalto, restituendo contemporaneamente un valore attrattivo e commerciale ad una zona che potrebbe persino rappresentare un ulteriore e sorprendente polo turistico per Roma. Mi piacerebbe, inoltre, riuscire a riportare lo sport in Piazza. Ho assistito a Gubbio, la scorsa estate, ad eventi di questo tipo e sono decisamente convinta che questa forma di positiva aggregazione, attraverso competizioni non agonistiche, abbia una importante valenza sociale riportando, inoltre, i giovani a diretto contatto con il Territorio>>.

Quale eredità vorrebbe lasciare ai suoi elettori ?

<<Mi piacerebbe lasciare un Municipio più ordinato, più vivibile, più pulito. Se vogliamo, la “missione”, lo scopo ultimo, resta quella di riuscire a determinare in positivo le piccole cose del quotidiano: sono queste che contribuiscono a fare la differenza in termini di vivibilità. Sono orgogliosa di quanto stiamo facendo, soprattutto perché viene percepito ed apprezzato anche negli altri territori che riconoscono il nostro impegno, la nostra dedizione e la nostra applicazione nell’affrontare le piccole-grandi criticità di questa vastissima area>>.

Concludiamo con tre domande di attualità municipale

Il Parco della Caffarella ed il suo esproprio…..

<<Indubbiamente la situazione del parco risulta un problema molto rilevante, spesso sottovalutato anche dalle precedenti amministrazioni. Appena insediati, noi abbiamo rappresentato la criticità alla Presidente della Commissione Patrimonio che per quanto di competenza ha richiesto informazioni agli uffici: si è pagato per un esproprio per  poi vedere l’area ancora in mano a gestori di fatto, senza titolo, i quali non corrispondono alcun canone per il godimento di tale bene. In ogni caso già nella prossima settimana ci potranno essere novità. Noi e l’Ottavo municipio, che risulta più direttamente coinvolto, attraverso il suo Presidente Paolo Pace, contiamo di dare in breve tempo risposte certe  alla cittadinanza, valutando innanzitutto se e quali difficoltà  di carattere amministrativo abbiano portato a questa situazione apparentemente ambigua>>.

Semaforo a tre tempi e Apertura dell’ ultimo tratto di Via di Quarto Miglio: a che punto siamo?

<<C’è un progetto articolato per migliorare la viabilità non solo attinente alla richiesta dell’istallazione di un semaforo a tre tempi tra via Appia Pignatelli e via Appia Nuova, ma strutturato per facilitare la circolazione complessiva della zona. Pur non avendo competenza diretta per determinare quanto richiesto, noi lo abbiamo preso in carico ed inoltrato alla Commissione Mobilità. Con riferimento, poi, all’ultimo tratto di via del Quarto Miglio, rimasto strada privata, non ci dovrebbero esser grossi problemi per accogliere l’ istanza del Comitato di Quartiere; solo che la realizzazione potrà avvenire per ragioni di bilancio nel prossimo anno dal momento che ritengo poco praticabile fare rientrare le risorse necessarie nell’assestamento di quello attuale>>.

Via Tuscolana, Via Appia, la direttiva Bolkestein ed i “diritti e doveri” degli Ambulanti.

<<Su questo tema spesso si finisce per confondere la problematica locale  in questione con l’applicazione della direttiva Bolkestein che prevede la messa a gara di tutte le postazioni di vendita su suolo pubblico. Non è proprio cosi. Il problema del lavoro di questi esercizi commerciali è percepito sia dal VII Municipio sia dallo stesso Comune che lavorano a stretto contatto per trovare una soluzione rispettosa di tutti gli interessi in gioco. L’ orizzonte operativo, su cui stiamo lavorando, potrebbe essere quello di modificare il Regolamento del Comune di Roma, riconoscendo ai vari Municipi l’autorità per determinare il numero, la funzionalità e la dislocazione delle varie postazioni ambulanti presenti nelle rispettive aree di competenza, senza discriminare alcuno, ma senza nemmeno pregiudicare l’attività dei numerosi esercizi commerciali fissi. Delocalizzare in certi casi specifici, è un’opportunità vantaggiosa per tutti avendo la necessaria visione di insieme non solo del Municipio, ma dell’intera realtà Comunale. Quella del VII Municipio è una posizione di metodo prima ancora che di merito: molto concretamente stiamo infatti realizzando tavoli di confronto per capire le diverse possibilità nel rispetto, ci tengo a ribadirlo, degli interessi di tutti, senza inutili ed improduttivi arroccamenti precostituiti>>.

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